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Epic Mickey: il Potere della Magia - Recensione

Inviato il da Francesco Fossetti
Oltre al secondo episodio per home console, purtroppo solo parzialmente all'altezza delle aspettative (confidiamo nella versione WiiU), la saga di Epic Mickey si espande anche con “Il Potere della Magia”, iterazione portatile esplicitamente dedicata al Nintendo 3DS. Invece di concentrarsi sulle dinamiche di cooperazione imbastite dall'edizione casalinga, questo capitolo vuole proporsi come un platform piuttosto classico, senza tralasciare però l'idea legata al pennello magico con cui topolino può modificare l'ambiente circostante, disegnando o cancellando oggetti e piattaforme. A sostenere un discreto entusiasmo fra gli appassionati di vecchia data del topo videoludico, c'è la vicinanza con quello che è considerato uno dei migliori platform usciti su Sega Mega Drive: Castle of Illusion. Purtroppo, lo diciamo fin da subito, Epic Mickey: Il Potere della Magia non riesce a replicare il successo del suo illustrissimo predecessore. Sarà che i tempi sono cambiati, ed i ritmi proposti dal titolo Disney sembrano un po' zoppicanti, o sarà che buona parte delle soluzioni creative viene sacrificata sull'altare della semplicità (probabilmente per ingraziarsi un pubblico di giovanissimi). Fatto sta che Il Potere della Magia è un videogame riuscito solo a metà, che non risolleva le sorti di una line up natalizia tutt'altro che scintillante per la piccola Nintendo.
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Solo un'illusione
Il Castello delle Illusioni è il luogo in cui si svolge questa nuova avventura di Topolino, ma rispetto all'ultima volta (era il 1990), ci avverte anche il protagonista, “è tutto cambiato”. Sullo sfondo c'è il piano malvagio di Mizrabel per intrappolare tutti i cartoni, imprigionati dalle illusioni della strega nelle varie stanze del castello: ovviamente starà proprio al nostro topo liberarli dal giogo. La trama, raccontata attraverso sequenze di disegni statici, non è fra le più brillanti, anche se ha il pregio di riservarsi un bel colpo di scena e di mettere nel calderone praticamente tutti i personaggi Disney, da Peter Pan al cast de “La Bella e la Bestia”, passando per produzioni più recenti come Rapunzel. Per i giovani appassionati dei lungometraggi e dei fumetti, quindi, Il Potere Della Magia potrebbe essere quantomeno interessante ritrovare i propri beniamini, anche se in effetti i dialoghi imbastiti dagli sceneggiatori sono un po' troppo lunghi e noiosi, accompagnati solo dagli strani gozzovigli di Topolino, che si esibisce in una scostante sequenza di urletti di gioia ed entusiasmo. Forse si sarebbe potuto fare un po' di più per caratterizzare il racconto.
Una volta entrati nel minaccioso castello, comunque, cominciamo ad esplorarne le stanze: ciascuna è uno stage indipendente, ispirato ad uno dei film Disney. Si va dai cieli di Londra in cui Wendy e Peter volavano grazie alla polvere di fata, fino al galeone di Uncino, passando poi per il castello di Jafar e Aladin, i giardini di Alice e della Regina di Cuori, ed il regno sottomarino di Ariel e Tritone.

Fin da subito risalta l'anima da platform antico, abbastanza lento nei ritmi. Topolino non può correre, e si muove lentamente all'interno delle ambientazioni, saltando di piattaforma in piattaforma o sulla testa dei nemici, che possono essere abbattuti con un sincero colpo di fondoschiena (bisogna premere nuovamente il tasto del salto mentre siamo a mezz'aria). Gli altri attacchi del topo, con cui eliminare avversari più ostici o nemici protetti da armature spinate, prevedono una sorta di giravolta in stile Crash Bandocoot oppure dei proiettili di vernice e solvente da lanciare con il fido pennello. Non passa molto tempo per capire però che tutta la progressione è troppo lenta e ingessata per risultare al passo coi tempi. Il Potere della Magia è un platform tutt'altro che dinamico, scandito da ritmi assolutamente inadeguati per un prodotto moderno. Il nostro eroe si trascina quasi stancamente attraverso le ambientazioni, che per altro non brillano quasi mai in fatto di level design. La situazione è abbastanza desolante, se non fosse che arrivano, a vivacizzare il tutto, i poteri magici del pennello di Topolino. Con vernice e solvente, infatti, è possibile disegnare o cancellare alcuni elementi dello scenario, per facilitarsi la vita o raggiungere piattaforme altrimenti inarrivabili. Nella foresta dell'Isola che non c'è, ad esempio, disegnare un fortino per i bimbi perduti permette a questi ultimi di attaccare a distanza gli avversari, mentre alcune aree segrete o strade alternative si raggiungono disegnando piattaforme semoventi o cancellando pareti che ci bloccano la strada. Per modificare l'area di gioco bisogna toccare lo schermo inferiore e poi selezionare l'oggetto da materializzare o distruggere, ben evidenziato sulla mappa. Il minigioco correlato all'uso del pennello ci chiede di tracciare, pennino alla mano, i contorni dell'oggetto, oppure di cancellarlo pasticciando con il solvente.
Idealmente interessante, questa possibilità si rivela ben presto tediosa e male implementata. E' infatti abbastanza noioso dover continuare a tracciare le stesse sagome, e tutta l'operazione ha lo spiacevole effetto di frammentare i ritmi di un titolo che già non appare troppo spigliato. E' un vero peccato che il team non abbia optato per un sistema più immediato, slegato da prove di abilità abbastanza infantili nell'impostazione. Anche l'idea dei bozzetti, potenzialmente in grado di risollevare le sorti di un titolo non sempre ispirato, appare sfruttata in maniera solo superficiale: Topolino può equipaggiare, prima di affrontare i livelli, alcuni bozzetti speciali: disegni di personaggi e oggetti che è possibile materializzare a piacere nello scenario. Ad esempio blocchi che cadono sulla testa del nemico o compagni che danneggiano tutti gli avversari presenti nell'inquadratura. L'idea sarebbe stata molto intrigante se avesse permesso in qualche modo di scoprire aree segrete, costringendo il giocatore ad usare un po' d'ingegno. Si rivela in verità un'introduzione abbastanza superflua e mal sfruttata. Chiudono un quadro non certo esaltante gli scontri con i boss, troppo semplici nelle dinamiche e mai pienamente riusciti.

La parte platform di questo Epic Mickey portatile, insomma, strappa una risicata sufficienza soltanto perchè nelle fasi avanzate dell'avventura le cose si fanno un po' più complesse, per l'aumento delle insidie inserite nel livello, ma anche dal punto di vista dell'impostazione complessiva degli stage, più articolati e piacevoli da affrontare. Il titolo non riesce mai a superare una certa macchinosità del sistema di movimento ed un ritmo claudicante, e paga insomma il dazio di un approccio semplicistico, voluto probabilmente per acchiappare un'audience di giovanissimi. Ma fatto buon viso a cattivo gioco nel corso delle prime ore dell'avventura, le fasi finali riescono a regalare timide soddisfazioni anche a chi cerca qualcosa di più completo a livello ludico.
Parallelamente alla progressione nei livelli troviamo in Epic Mickey anche una sezione ambientata nella Fortezza, il luogo in cui si riuniscono tutti i cartoni animati salvati da Topolino. Ogni personaggio che recupereremo si stabilirà in una stanza, che dovremo poco a poco rendere più accogliente, e più simile all'ambiente in cui i protagonisti vivono solitamente. La Fortezza diventa ben presto un luogo dove si intrecciano le storie dei personaggi Disney: può succedere quindo che il giocatore faccia da intermediario, portando a Rapunzel il pettine della Bestia, o andando a chiedere a Wendy una storia della buonanotte per il piccolo Michele. Alle volte si dovrà invece disegnare qualche oggetto per arredare le stanze, mentre certe missioni richiederanno di tornare nei livelli già visitati alla ricerca di nuovi oggetti e personaggi perduti. Il negozio di Paperone ci permette invece di spendere i soldi raccolti negli stage per ottenere qualche potenziamento (non troppo utile in verità).
In ogni caso, è proprio la presenza della fortezza che da un po' più di carattere all'intera produzione, coinvolgendo il giocatore, che vede crescere questa roccaforte ed è curioso di scoprire non solo quali personaggi si uniranno al gruppo, ma anche come interagiranno fra loro. Nonostante i dialoghi siano ancora abbastanza banali e non sempre divertenti da leggere, far evolvere le stanze per renderle gradualmente più simili a quelle viste nei cartoni e nei fumetti è un'operazione che spinge l'utente ad impegnarsi al massimo, tornando anche nei livelli per scoprire nuovi oggetti.

Ovviamente la Fortezza non può fare miracoli, e non riesce neppure a salvare un comparto tecnico che convince soltanto a metà. Il 2D di Epic Mickey è infatti abbastanza standard, senza doti particolari. Gli sprite di protagonisti e comprimari non sono ben caratterizzati, né animati in maniera sopraffina, e fanno da controcanto ad una serie di ambientazioni non del tutto convincenti dal punto di vista stilistico. Il team di sviluppo ha optato per una riproposizione abbastanza scialba dell'immaginario visto nei lungometraggi, e manca quell'iniezione di carattere che avrebbe potuto rendere questo platform un po' più appetibile. Lo stesso vale per le musiche: i motivi sono rielaborazioni di quelli utilizzati nei lungometraggi, e si riconoscono alcune delle sonorità che ci hanno fatto sognare, ma i brani sono poco movimentati e finiscono per rappresentare un sottofondo male integrato con l'azione. Gli effetti sonori sono tutt'altro che ispirati, siano essi gli urli di entusiasmo di un Topolino fin troppo galvanizzato, o i suoni legati all'uccisione dei nemici e all'uso del potere del pennello.
Il Potere della Magia è un platform con qualche idea interessante, inserita in una struttura che sembra strizzare spesso e volentieri l'occhio ai più giovani. Per i piccoli giocatori questa versione portatile di Epic Mickey potrebbe essere davvero interessante, piena di personaggi e riferimenti ad alcuni dei lungometraggi animati più belli della storia, e persino non banale dal punto di vista delle dinamiche di gioco e del level design.
Vista in un'ottica più ampia, invece, l'avventura tascabile di Topolino manca di sostanza e soprattutto di ritmo. L'esplorazione dei livelli tende a diventare presto tediosa, soprattutto perchè l'avanzamento è scandito dai passi troppo lenti del protagonista, ma anche per via di certe soluzioni che ci impongono di procedere a singhiozzi, fermandosi troppo spesso a disegnare o cancellare le sagome stilizzate di personaggi e oggetti. La presenza della Fortezza, il luogo in cui tutti i personaggi si incontrano e ci riempiono di missioni secondarie, non basta ad invogliare neppure il giocatore più curioso, che probabilmente si stancherà presto di esplorare questa versione edulcorata di Rifiutolandia. Anche l'adesione all'immaginario Disney più canonico stende su Epic Mickey una patina un po' stucchevole, che limita i guizzi artistici della produzione.
VOTOGLOBALE6.5
Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Disney Epic Mickey: Power of Illusion

Disponibile per: 3DS
Genere: Action/Platform
Sviluppatore: DreamRift
Distributore: Disney Interactive Studios
Data di Pubblicazione: 23/11/2012
Disney Epic Mickey: Power of Illusion
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