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HarmoKnight > Recensione
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HarmoKnight - Recensione

Inviato il da Francesco Fossetti
Il team Game Freak è conosciuto ai giocatori come responsabile dei capitoli regolari della serie Pokemon. Salvo qualche incursione anche su PlayStation e Megadrive, lo studio nipponico è sempre rimasto fedele a Nintendo, lavorando a quella che è una delle sue serie di maggior successo. L'esigenza di una maggiore libertà creativa, ha tuttavia portato i dirigenti dell'azienda a considerare una piccola ristrutturazione interna, in modo da lasciare ad una parte dello staff il margine di manovra per lavorare anche su progetti paralleli, e non fossilizzarsi sempre e soltanto sui mostri tascabili più famosi al mondo. Nasce così, dopo anni di devozione alla causa Pokemon, HarmoKnight. Pensato originariamente come un platform semplice e accessibile, il titolo in questione, disponibile in esclusiva sull'eShop 3DS, si è trasformato nel corso della sua gestazione in un Rhythm Game. Alcuni elementi Platform sono però rimasti a caratterizzare la produzione, che ora esibisce, oltre ad una mappa del mondo in stile Super Mario Bros, anche uno scorrimento bidimensionale ed un'ossessione per i salti a tempo.
L'insolito mix, a parte qualche leggerezza sul fronte dello stile ed una serie di arrangiamenti purtroppo non sempre brillantissimi, funziona ed incuriosisce, e stuzzica gli appassionati del genere come i meno avvezzi a tenere il tempo.
Tempo al Tempo
La vita scorre tranquilla a Symphonia, seguendo i suoi ritmi pacati. Gli abitanti camminano a tempo, sfiorando le note e i fiori musicali che crescono ovunque, e persino le nuvole vengono modellate dal vento per ricordare la forma di fiati e ottoni. D'un tratto, questo pacifico regno dell'accordo (musicale) viene attaccato dai “Rumorozzi”: odiose creature che, non importa quasi specificarlo, vogliono solo fare casino. Per ristabilire l'ordine l'unica speranza è quella di trovare un HarmoKnight, che sappia brandire la bacchetta dell'armonia e ristabilire la quiete ed il tono. Questo gravoso compito toccherà a Tempo, apprendista del maestro Fiaton, troppo giovane ed inesperto per essere un cavaliere, ma perfetto per consegnare l'oggetto magico alla principessa del regno.
La trama, non certo il punto di forza della produzione, passa subito in sordina, per lasciar respiro alle dinamiche di gioco, spiegate nell'arco di pochi livelli tutorial.
L'avventura, come dicevamo in apertura, è suddivisa in stage, ed in ciascuno di essi il compito del giocatore è quello di raccogliere più note possibile, operando in accordo con il ritmo della musica.
In ogni livello il protagonista si trova a procedere automaticamente, correndo sul percorso designato. Il giocatore può impartirgli due semplici comandi: il salto ed il colpo di bacchetta.
Inutile dire che tutte le azioni vanno eseguite con un buon ritmo, rispettando l'incedere del sottofondo musicale, ma lasciandosi aiutare ovviamente anche dagli elementi grafici.

Il salto, oltre ad essere indispensabile per evitare ostacoli e burroni, permette di raccogliere qualche nota che fluttua in aria: disseminate per tutto lo stage, queste vanno ad arricchire, proprio come tutte le azioni del nostro Eroe, il tessuto musicale. Il colpo di bastone, invece, permette di attaccare i nemici che si trovano sul percorso, ma anche di percuotere strani fiori a forma di tamburi e triangoli. Un tocco a tempo, ovviamente, regala una nota extra.
Le dinamiche di base di HarmoKnight sono tutte qui: un minimalismo che nell'ambito del genere si è già dimostrato molto funzionale, traghettando molti episodi di Rhythm Tengoku verso l'Olimpo dei giochi musicali. Il paragone è forse un po' impietoso, perchè il prodotto Game Freak non ha in effetti la stessa profondità e la stessa varietà (ludica e musicale) di quei capolavori ritmici giustamente celebrati all'unanimità. Eppure il team si è sforzato per imbastire un incedere vario e trottante, garantendo un buon carattere alla produzione.
Fin da subito la commistione con alcuni elementi del Platform Game risulta ben indovinata. Andare a tempo non serve solamente per raccogliere più note, ma anche per evitare ostacoli mortali o nemici che intaccano la riserva di energia. Ci sono anche, ed è possibile raggiungerle con rimbalzi indovinati o salti al momento opportuno, strade alternative o scorciatoie, da cui passare per rimpinguare il punteggio globale. Nel corso dei primi mondi si scoprono infine parecchie variazioni su tema: ad esempio gli stage legati ai Boss di fine o metà livello, richiedono di replicare precise sequenze di azioni, arrivando a coinvolgere anche il D-Pad oltre che i soliti due tasti. Mentre le sezioni a bordo di un carrello da miniera modificano leggermente le dinamiche d'attacco e di salto.
Ben presto si aggiungono anche due ulteriori personaggi, che utilizzano in maniera leggermente differente i due pulsanti principali: Lyra può schivare gli attacchi nemici e scagliare frecce per colpire avversari lontani, Taiko invece sfrutta le sue mazze e l'inseparabile scimmietta che si porta sulle spalle per attaccare gli avversari a due altezze diverse. La scelta del personaggio da utilizzare non spetta ovviamente all'utente, che dall'inizio alla fine dell'avventura procede seguendo la corsa automatica di Tempo e compagni, su binari prestabiliti. Ma l'alternanza di situazioni infonde al tutto una certa vivacità: assieme ai giochi prospettici (la telecamera che cambia angolazione) e ad alcune trovate divertenti (fra balletti tentacolari e boss fight diverse dal solito), l'espediente scaccia il fantasma della monotonia.

C'è da dire però che il livello di sfida offerto da HarmoKnight è molto basso, e per superare i cinque mondi principali (più alcuni secondari) non è richiesta chissà quale abilità. Qualche livello più ostico si supera con il classico Trial & Error, ma molti altri si passano al primo tentativo. Per fortuna ci sono buone novità per chi volesse impegnarsi di più e massimizzare i propri punteggi, travolto dal vortice del ritmo: una volta ottenuta la miglior valutazione su un livello, è possibile rigiocarli in versione “veloce”. Alcuni stage verso la fine dell'avventura risultano abbastanza complessi.
Le dinamiche di gioco nascondono poi un'ulteriore finezza. Oltre al colpo classico, è possibile caricare una bastonata potente tenendo premuto il tasto apposito, e poi scagliarla rilasciandolo. I bersagli colpiti a tempi con l'attacco caricato regalano una nota extra. Ovviamente il compito richiede un totale cambio di prospettiva, dal momento che non si può più “battere” sul tasto per sottolineare il ritmo, ma si deve “levare” il pollice al momento opportuno. Insomma: solo per i “suonatori” più abili.
Bisogna anche ammettere che con tutta probabilità questa possibilità sarà esplorata soltanto da pochi irriducibili. Per quanto sia simpatico e divertente per il tempo che dura (circa quattro ore di gioco), il titolo non riesce a catturare come i suoi già citati colleghi. La causa è da ricercare in una serie di tracce non sempre incisive, un po' troppo “docili” e morbide, senza una caratura tale da restare impresse nella mente del giocatore. Gli esperimenti più improbabili (che coinvolgono improvvisi cambi di tempo, registro e tono), sono invece così bizzarri che sacrificano la coerenza musicale sull'altare delle dinamiche ludiche. Paradossalmente le tracce meglio riuscite sono quelle “bonus”, che sono arrangiamenti dei brani presenti nella colonna sonora dei titoli della serie Pokemon. Insomma, Game Freak è davvero costretta a vivere all'ombra delle creaturine Nintendo.

Sul fronte grafico si sottolinea un colpo d'occhio molto colorato e pulito, con una costruzione poligonale sintetica e poco elaborata. Perfetta comunque per creare l'atmosfera allegra e giocosa di HarmoKnight. Molto meno ispirate le sequenze d'intermezzo disegnate a mano e le mappe del mondo di gioco. Il Character design evanescente e lo stile un po' trivialotto sono ostacoli che il team non è riuscito a schivare in tempo.
HarmoKnight è un Rhythm Game semplice ma divertente, che recupera alcuni elementi del genere Platform per vivacizzare con successo il suo estremo minimalismo ludico.
L'operazione funziona, ed il gameplay regge per tutta la durata dell'avventura e anche qualche ora in più: i virtuosi del ritmo cercheranno di battere i propri record, conquistare le tracce ed i livelli bonus. Saranno però il look troppo infantile e gli arrangiamenti poco memorabili ad ottundere la musica di Game Freak. Consigliato agli appassionati, sempre in cerca di nuove avventure sonore, il titolo resta un buon guizzo, un acuto intonato, che squilla e poi si spegne, ma lascia un buon ricordo per tutta la giornata.
VOTOGLOBALE7
Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Harmo Knight

Disponibile per: 3DS
Genere: Rythm Game
Sviluppatore: Game Freak
Distributore: Distribuzione digitale
Publisher: Nintendo
Data di Pubblicazione: 28/03/2013
Harmo Knight
7
7.5
7
7
5 voti
7.4
ND.
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