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Inazuma Eleven 3 - Recensione

Inviato il da Lorenzo "Kobe" Fazio
Per quanto non siano rari i casi di giochi che dal Giappone giungono nel nostro continente con qualche anno di ritardo, Inazuma Eleven 3 ha certamente esagerato. Non solo ci ha impiegato più di tre anni per completare la traversata, ma nel mentre ha persino cambiato console di riferimento: dall’ormai vetusto Nintendo DS, in Europa sarà disponibile solo su 3DS, nelle due classiche edizioni questa volta sottotitolate rispettivamente Lightning Bolt e Bomb Blast.
Questo tardivo cambio di piattaforma naturalmente si nota e non ci riferiamo semplicemente all’aspetto grafico che, per quanto ancorato a soluzioni stilistiche oggi superate, risulta ancora gradevole nonostante una risoluzione evidentemente sacrificata. Il segno del tempo che passa si fa sentire soprattutto sul fronte del gameplay, nuovamente ancorato agli stessi cardini e pressoché privo di qualsiasi novità rispetto al passato.
Il risultato è un titolo stimolante e attraente per gli amanti di calcio e giochi di ruolo, ma che potrebbe stancare persino qualche affezionato della saga vista la riproposizione praticamente identica di tutte le meccaniche ludiche già viste in azione nei prequel.
 
Basta con gli alieni
Inazuma Eleven 3 - recensione - 3DS Dopo aver addirittura tirato in ballo una squadra di alieni (poi rivelatisi tutt’altro che extraterrestre) intenzionata a conquistare il globo in un torneo di calcio, questa volta gli sceneggiatori di Level-5 hanno giustamente e fortunatamente abbassato il tiro, lavando via l'elemento sovrannaturale diluito nel plot. Pochi mesi dopo gli eventi narrati in Inazuma Eleven 2, Mark Evans, portiere e capitano della squadra della Raimon Junior High School, è nuovamente chiamato a superare sé stesso nella prova più difficile della sua vita: dimostrare di essere uno dei giocatori più forti del Giappone, così da essere ammesso nella selezione nazionale che disputerà l'ambito torneo Football Frontier International.
L’intera avventura è tesa a sviluppare tutte le fasi della competizione, dalle selezioni sino alla fase finale, e si concentra con efficacia nello studio delle psicologie e dei rapporti che legano i vari capitani delle rispettive nazionali. Il focus principale resta naturalmente sull’Inazuma Japan: team che nasce dall’unione di moltissime figure già note, tra i quali alcuni dei migliori calciatori della Raimon Junior.

Tra graditi ritorni e sinistre apparizioni, Level-5 questa volta si è mossa molto bene. Abbandonata l’abbondanza eccessiva dei giocatori reclutabili in Inazuma Eleven 2 (erano addirittura 1500), in questo terzo episodio il roster potrà contare su pochi elementi, ma ben più carismatici e sfaccettati. Anche i membri dei team avversari si dimostrano estremamente più accattivanti, mossi come sono da ambizioni personali e sogni che entreranno in conflitto con quelli di Mark Evans e del suo seguito.
Il risultato è un impianto narrativo estremamente più efficace rispetto a quello del capitolo precedente, nonostante valga il solito avvertimento: trattandosi di un RPG di matrice nipponica dovete essere pronti a un ritmo estremamente compassato e a una sceneggiatura spesso ridondante.
Squadra che vince non si cambia
Inazuma Eleven 3 - recensione - 3DS Se la trama rispetta i canoni di una lunga tradizione giapponese, il gameplay è ancora più classico e cristallizzato. Senza esagerazioni possiamo tranquillamente affermare che non esiste alcuna differenza rispetto a Inazuma Eleven 2, fatto salvo per l’introduzioni di alcune tecniche speciali (offensive e difensive) estremamente efficaci che coinvolgeranno non un singolo atleta, ma buona parte della squadra. Ritrovare persino la stessa disposizione delle icone nei menù è certamente rassicurante e darà modo agli esperti di destreggiarsi al meglio sin dalla prima partita. Tuttavia, innegabilmente, alla lunga si percepisce un chiaro senso di pesantezza e ripetitività, attutito solo in parte dal progressivo incremento della difficoltà che vi stimolerà a raffinare di continuo le strategie utilizzate.
I neofiti al contrario scopriranno un interessante RPG a sfondo calcistico fondamentalmente diviso in due sezioni.
La prima è legata all’esplorazione delle varie ambientazioni. Spostandovi tra quartieri, parchi giochi e campi di allenamento, prenderete direttamente il controllo di Mark e i suoi compagni, intenti a parlare con vari personaggi o reperire qualche baule sempre pronto a regalarvi nuovi item. Questi, naturalmente acquistabili anche nei vari negozi sparsi per le città, non si differenziano più di tanto da quelli che potreste trovare in qualsiasi altro gioco di ruolo. Gli snack sono utili per recuperare Punti Energia e Punti Tecnica. Scarpini più performanti miglioreranno le abilità offensive del personaggio che le indossa. Magliette speciali potenzieranno determinate statistiche.
E’ sempre in questa fase che dovrete gestire il vostro team, scegliendo chi mandare in campo in base ai livelli d’esperienza e alle abilità speciali. Come in ogni RPG, partita dopo partita i personaggi accumuleranno punti esperienza, incrementando parametri quali attacco, difesa, velocità, controllo palla e così via. Naturalmente in base al proprio ruolo di appartenenza, la progressione di crescita di ogni giocatore sarà diverso: sopratutto per questo motivo dovrete sceglierne con condizione di causa il ruolo da assumere in campo. Non di secondaria importanza le Tecniche Speciali, attivabili una volta in partita al costo di una manciata di Punti Tecnica. Spesso determinanti per gli esiti di un match, permettono di effettuare passaggi millimetrici, tiri imparabili o parate infallibili e dovrete centellinare con estrema intelligenza il loro utilizzo.

La seconda fase in cui si dirama il gameplay di Inazuma Eleven 3 riguarda le partite vere e proprie. Il “combat system” architettato dai ragazzi di Level-5 oscilla tra tempo reale e turni, in un mix che farà la felicità sia di chi ama le statistiche, sia di chi cerca qualcosa di più immediato e diretto.
Sfruttando pennino e touch-screen dovrete disegnare i movimenti dei giocatori sul campo, mentre con rapidi tocchi segnerete il punto esatto verso cui lanciare il pallone. Ogni volta che dovrete tirare, parare o contrastare gli avversari il gioco entrerà in pausa, dandovi tutto il tempo per effettuare la scelta tra le “mosse” disponibili: contrasto, scivolata, scatto, dribbling e così via. La riuscita o meno di una particolare azione è ovviamente vincolata ai parametri degli atleti: tentare un dribbling con un difensore raramente si rivelerà una scelta vincente. Un attaccante non sarà il massimo nelle scivolate. Un centrocampista sarà il più indicato per passaggi di disimpegno.
Come già detto, questa formula, arcinota ai fan, è tutt’ora in grado di divertire. Cionondimeno chi si è già sorbito i precedenti episodi potrebbe incappare in qualche sbadiglio di troppo, soprattutto dopo l’ennesimo scontro casuale che risolverete nel giro di un paio di passaggi e un tiro. La necessità di rinnovamento è quanto mai una sensazione palpabile mentre si prende per mano Mark Evans alla vittoria dell’FFI, ma il gameplay è talmente ben architettato da funzionare ancora.
Graficamente siamo naturalmente ben lontani da un look che possa minimamente ammaliare o sorprendere. I modelli poligonali dei giocatori durante le partite sono rozzi e l’art design delle fasi d’esplorazione appare fin troppo infantile e anonimo. Splendide come sempre le scene d’intermezzo in pieno stile anime.
Buono il sonoro. Effetti nella media, una soundtrack non entusiasmante ma orecchiabile e un doppiaggio in italiano più che soddisfacente.
Ottima la longevità: vi serviranno almeno una ventina di ore per vincere il torneo. Presente anche il multiplayer, solo in locale, con cui potrete organizzare veloci partite con i vostri amici.
Inazuma Eleven resta coerente con sé stesso. Anche questo terzo capitolo rappresenta un buon RPG calcistico caratterizzato da un gameplay ben architettato e galvanizzato da una trama ben più riuscita di quella del secondo episodio.
Il problema principale, già denunciato nel prequel, è la sua assoluta similarità al capostipite. Le novità sono del tutto assenti, fattore che non mancherà di allontanare qualche fan e che, soprattutto, non avvicinerà coloro che fin’ora non sono stati attratti dalle gesta di Mark Evans e della sua squadra.
Il gioco è insomma consigliato solo ai neofiti desiderosi di dare una chance alla fatica di Level-5 o agli irriducibili che non vedono l’ora di allacciarsi ancora una volta gli scarpini e condurre il Giappone a vincere l’FFI.
VOTOGLOBALE7
Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Inazuma Eleven 3

Disponibile per: NDS | 3DS
Genere: Gioco di Ruolo
Sviluppatore: Level-5
Distributore: Nintendo
Publisher: Nintendo
Pegi: 7+
Lingua: Tutto in Italiano
M. Offline: Multiplayer offline fino a 4 Giocatori - SystemLink
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione: 27/09/2013
Inazuma Eleven 3
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7.5
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10 voti
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ND.
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