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Liberation Maiden - Recensione

Inviato il da Lorenzo "Kobe" Fazio
Dopo tanta reticenza e perseguendo, come sempre, una politica sorda alle manovre dei diretti concorrenti, finalmente anche Nintendo inizia a vedere il digital delivery come una risorsa e non come una fastidiosa richiesta di un’utenza sempre più impaziente e abituata alle transizioni online.
L’e-Shop del 3DS, diciamolo senza girarci intorno, ha fin’ora sonnecchiato, vivendo più grazie ai titoli della Virtual Console piuttosto che di giochi inediti e pensati intorno alle potenzialità del 3DS. Ma le cose stanno cambiando: New Super Mario Bros. 2 ha da poco sdoganato i DLC, e finalmente qualcosa si muove anche sul fronte della distribuzione di titoli completi, con una serie di videogiochi presto pronti a invadere la piattaforma digitale.
E così, anche grazie a Level-5, questo periodo di magra potrebbe finire. Qualche mese fa è stato rilasciato in Giappone il Guil01: una raccolta di quattro giochi sviluppati da team e game designer rinomati. A cadenza mensile dovrebbero raggiungere tutti l’Europa, e ad ottobre è toccato a Liberation Maiden: sviluppato da Grasshopper Manufacture con la collaborazione del grandissimo Goichi Suda, famoso per Killer 7, Contact e No More Heroes.
Liberate il Giappone
Liberation Maiden - recensione - 3DS Liberation Maiden è uno sparatutto 3D che a partire da una telecamera posta alle spalle dell’avatar, vi spinge alla distruzione di robot nemici a bordo di un futuristico mech d’assalto.
Ciò che non ci si aspetterebbe da un titolo venduto sull’e-Shop è una tale cura per l’aspetto narrativo. Tanto per cominciare avrete a che fare con video in pieno stile anime, realizzati e diretti dallo studio d’animazione Bones, gli stessi di Fullmetal Alchemist e Wolf’s Rain. Inoltre l’intreccio narrativo, pur non proponendo nulla di realmente originale, si rivela intrigante e appassionante. Vi ritroverete proiettati di cento anni nel futuro, in un Giappone conquistato da una temibile e misteriosa nazione che sta poco a poco allargando il suo dominio su tutto il mondo. La terra, che aveva saputo trovare il giusto equilibrio tra la presenza umana e la salvaguardia della natura, sta lentamente morendo: gli odiosi invasori risucchiano l’energia vitale del suolo, riducendo ogni paesaggio a un grigio tappeto di palazzi e droni di difesa.
Shoko Ozora non è solo la classica giovane di bella presenza, ma la speranza di un popolo costretto a vagare su un gigantesco velivolo: è il nuovo presidente del Giappone, nonché l’unica in grado di guidare il Kamui, uno dei potentissimi mech chiamati Liberator. Stanchi di vivere lontani dalla loro terra, cittadini e governo hanno deciso di rischiare la vita di Shoko in una mirata offensiva alle principali difese dei nemici, sperando che questo possa bastare per riportare le cose come erano un tempo.
L’intreccio, lo si intuisce piuttosto bene, non è certamente il massimo dell’originalità, ma grazie alle scene d’intermezzo realizzate dallo studio Bones, che vantano una qualità impareggiabile, e ai numerosi sbloccabili che ci danno numerose informazioni su luoghi e personalità, si viene a comporre un "lore" dalle dimensioni ragguardevoli e dall’innegabile fascino. Come se non bastasse, il finale lascia presagire un sequel, ed il cliffhanger non farà altro che mettervi ancora più voglia di saperne di più su Shoko e sul suo incredibile mech.
Dal punto di vista della trama, insomma, siamo sicuramente di fronte alla miglior offerta per e-Shop, e il tocco di Suda 51 e del suo talentuoso team c’è e si vede.

Non è da meno il gameplay, tristemente sporcato da due difetti di cui parleremo in seguito.
Per controllare il Kamui necessiterete di analogico, un dorsale e del touch-screen. Lo stick farà muovere a 360° il mech, il tasto dorsale vi permetterà di bloccarne la rotazione, utile per girare intorno ai nemici o semplicemente per spostarvi longitudinalmente, mentre lo schermo sensibile al tocco vi servirà per spostare il mirino. Il sistema di controllo è quindi piuttosto semplice e si rivela preciso e all’altezza della situazione. Purtroppo, e questo è il primo difetto di Liberation Maiden, non è previsto il ribaltamento dei controlli nel caso siate mancini. Né i tasti frontali né il Circle Pad sono infatti supportati, costringendo i malcapitati sinistrorsi, come lo è chi scrive, a faticare più del dovuto. Fortunatamente non si tratta di una prova così difficile da superare e la godibilità dell’esperienza non ne risente eccessivamente.
Nel corso dei livelli, liberamente esplorabili, vi verranno affidati una serie di compiti da portare a termine. Dovrete ad esempio prendere parte a una breve ed elementare missione di infiltrazione stealth, e non manca una sorta di inseguimento; ma soprattutto vi verrà richiesto di distruggere dei congegni per assorbire energia piantati nel terreno. C’è molto Zone Of The Enders, un pizzico di Evangelion nel design di alcuni nemici (che come i famosi Angeli hanno un vero e proprio cuore da distruggere), e non manca una spruzzata di Bangai-O e Robotech, che si palesa soprattutto nel ritmo di gioco assolutamente forsennato.
Il Kamui sfrutta due armi. Un laser continuo che si proietterà fino al surriscaldamento oppure missili a ricerca: in entrambi i casi dovrete utilizzare il touch-screen come unico sistema input per direzionare i colpi. Come già suggerito, avrete a che fare con uno sparatutto che vi richiederà di avere riflessi pronti e un’abilità tale da poter fronteggiare numerosi avversari contemporaneamente. Questo è sicuramente il punto di forza di Liberation Maiden: mettervi al comando di un mech virtualmente inaffondabile, contro orde di nemici, creando vortici di esplosioni e missili. Senza neanche volerlo, vi ritroverete imprigionati in un tunnel d’azione, adrenalina e rocamboleschi raid che vi spingeranno a completare un livello dopo l’altro. E' proprio l'esaltazione per i ritmi di gioco e la vivacità dell'azione che fa in modo che poco ci si accorga che le missioni, in fin dei conti, non si diversificano tra loro più di tanto, né il design dei livelli fa molto per proporre qualcosa di diverso dalla classica pianura gigantesca punteggiata da robot e torrette difensive.
Il gameplay è insomma promosso a pieni voti grazie a un sistema di controllo ben congegnato e ad un ritmo assolutamente assuefacente. Suda 51, pur componendo un collage di elementi tratti da altri videogame e molti anime, è riuscito a sviluppare uno sparatutto che nella sua semplicità riesce a fare la cosa più difficile di tutte: divertire genuinamente, dall’inizio sino ai titoli di coda.

Proprio parlando della durata della controffensiva di Shoko, siamo costretti a registrare il secondo difetto di Liberation Maiden. Purtroppo, a fronte di soli cinque livelli, non impiegherete più di due ore per terminare la missione. Fortunatamente è garantito un alto replay value, non solo legato alla caccia all’highscore, ma anche a numerosi obbiettivi secondari non sempre completabili al primo colpo, e molti sbloccabili da acciuffare. Inoltre, cosa che non va mai dimenticata parlando di longevità, la qualità del tempo passato in compagnia del titolo è fuori discussione.
In ogni caso gli otto euro necessari per acquistare il titolo sembrano lievemente troppi: sarebbero bastati due euro in meno per farci cambiare completamente parare.
Buono il comparto grafico, anche se il 3D è totalmente inutile in questo caso. Non solo l’hud di gioco si aggetta molto poco, ma faticherete a distinguere quando l’effetto è attivo da quando non lo è. Per il resto Grasshopper Manufacture ha fatto un ottimo lavoro: sebbene il design dei nemici non brilli particolarmente, i modelli poligonali convincono, le texture del terreno sono sufficientemente dettagliate e il frame-rate è solidissimo anche quando cominceranno a volare missili e lo schermo si riempirà di esplosioni. Semplicemente splendidi i video realizzati dallo studio Bones.
Magnifico il sonoro. L’ottimo doppiaggio, solo in inglese così come lo sono i testi, regala personalità a Shoko e al comandante dell’operazione, mentre i temi musicali, persino cantati, donano ad ogni livello la sensazione di trovarsi effettivamente in una puntata di Evangelion o I Cieli Di Escaflowne.
Liberation Maiden è sicuramente uno dei giochi migliori dell’e-Shop. La semplicità ed efficacia della sua formula è tale che, pur a discapito dell’originalità, non mancherà di divertirvi e appassionarvi. Se all’ottimo gameplay aggiungiamo poi un comparto grafico-sonoro di tutto rispetto e una trama affascinante e sviluppata al punto giusto, avrete le corrette dimensioni di una piccola perla targata Grasshopper Manufacture.
Peccato per il mancato supporto a un sistema di controllo pensato per i mancini e per una longevità fin troppo ristretta. Avremmo potuto stringere tra le mani un capolavoro assoluto: così ci vediamo costretti a parlare “solo” di un ottimo gioco.
Consigliatissimo agli amanti del genere e a tutti coloro che non vedevano l’ora di fare qualche acquisto sulla piattaforma digitale del 3DS.
VOTOGLOBALE8
Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

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Liberation Maiden

Disponibile per: 3DS | iPad | iPhone
Genere: Scrolling Shooter
Sviluppatore: Grasshopper Manufacture
Distributore: Distribuzione digitale
Publisher: Level-5
Link Download: Scarica Qui
Costo iPhone: http://a15€
Costo Digidelivery: 7,99€
Pegi: 12+
Lingua: Tutto in Inglese
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione:
3DS: 04/10/2012   
iPhone: 07/03/2013   
Liberation Maiden
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8.2
ND.
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