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Mario Tennis Open - Recensione

Inviato il da Fabio "Il pazzo" Canonico
E’ ormai un decennio buono, senza contare il primo esperimento sull’infausto Virtual Boy, che Mario si dedica, con discreti esiti, nello sport del tennis. A quei tempi, parliamo del 2000, erano golf e tennis le principali dedizioni del baffuto idraulico Nintendo, che imperversava su Game Boy Color e Nintendo 64 in egual modo, con titoli che potevano persino beneficiare della connessione tra le versione portatili ed home console. Paradossalmente, erano le prime quelle di maggior qualità, in virtù di una mole di contenuti enormi, ed un impianto di gioco decisamente più strutturato, basato su di un’impronta tipica dei giochi di ruolo giapponesi. Praticamente da allora, ogni volta che si avvicina un nuovo titolo sportivo con protagonisti Mario e la sua cricca, si spera e si chiede a gran voce un ritorno a quelle fantastiche origini; puntualmente, tali istanze rimangono inascoltate, così come accsaduto con questo nuovo Mario Tennis Open per Nintendo 3DS, che s’instaura nella continuità della serie in maniera poco invadente, variando poco, quasi per nulla, una collaudatissima formula di gioco.
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Doppio fallo
Mario Tennis Open - recensione - 3DS Non è certo in questo titolo che il giocatore amante delle simulazioni realistiche di tennis troverà pane per i suoi denti. L’approccio al gioco della pallina pelosa è decisamente arcade, ma per fortuna libero dalle scelleratezze eccessive degli ultimi episodi, quei super colpi che, oltre a fossilizzare il gameplay sul loro utilizzo, interrompevano in maniera irritante il ritmo delle partite. Ci si affida quindi ad un comparto di colpi del tutto classici, pochi ma ben differenziati tra loro: al tasto Y è affidato il colpo piatto, il più veloce, al tasto A il topspin dal grande rimbalzo, al tasto B l’imprevedibile, per traiettoria ed effetto, slice. Facili combinazioni dei già citati tasti offrono la possibilità di effettuare tattiche smorzate ed alti lob, utili a variare il proprio stile di gioco e ad aver ragione del proprio avversario quando i colpi dal fondo non bastano. Quando si gioca non si sente affatto il rimpianto per una maggiore varietà di soluzioni, e quanto è a nostra disposizione basta di certo; semmai, si hanno dei dubbi sull’efficacia di tali colpi, e questo per una scelta di gameplay che riprende parzialmente il discorso dei super colpi, bilanciata però in modo diverso.
Accade sovente che durante le partite appaiono dei cerchi di un particolare colore sulla zona del campo dove sta per impattare la pallina. A volte questi appaiono quando un nostro colpo di particolare precisione o potenza mette in difficoltà l’avversario, costretto ad una poco convincente risposta; altre, pare, in maniera totalmente casuale. Il colore che il cerchio assume indica il colpo da effettuare al suo interno, e qualora dovessimo riuscire nell’intento il nostro avatar si produrrà in una risposta particolarmente efficace: i topspin saranno infuocati e di grande potenza, gli slice incredibilmente arcuati nella traiettoria, i colpi piatti potentissimi, le smorzate cadranno a fil di rete ed i lob con precisione chirurgica segneranno gli angoli più reconditi del campo. Meglio, decisamente meglio, del Mario che sfodera il suo solito martello in un’animazione di tre secondi o di Boo che si moltiplica in altri fantasmini: meglio perché questi son colpi non comuni ma nemmeno devastanti, ai quali si può rispondere, e perché perfettamente inseriti nel ritmo della partita, che trattandosi di tennis deve essere veloce e rapida. Viene aggiunto persino un minimo di strategia, dato che per rispondervi nella maniera più convincente bisognerà utilizzare un colpo opposto, topspin contro slice e viceversa.
Si cade però, purtroppo, nello stesso errore concettuale che aveva segnato come indesiderato l’apporto dei super colpi nei precedenti titoli. Si finisce ben presto per fare affidamento pressoché totale solo ed esclusivamente su di essi, vuoi per la frequenza con la quale le zolle colorate appaiono, vuoi per l’effettiva inefficacia, ai livelli di difficoltà più alti, delle soluzioni classiche. Nel momento in cui un lob effettuato in maniera normale non fa il suo dovere, di scavalcare l’avversario, una smorzata non attira sottorete, uno slice non gira abbastanza, mentre le loro versioni potenziate assolvono benissimo a questi doveri, crolla l’impalcatura di gioco. I colpi potenziati dovrebbero essere un più, ma l’inefficacia sostanziale delle loro controparti ordinarie focalizza sul loro utilizzo l’esperienza di gioco, che praticamente non diventa più tennis, ma la ricerca del circolo e la pressione dell’apposito tasto, che di certo non lo è. Una normale partita dovrebbe valorizzare la pluralità d’approcci, visto e considerato poi che i personaggi sono divisi per caratteristiche ed in effetti variano di molto tra loro, tra veloci, astuti, versatili, potenti; invece si finisce sempre col ricorrere al colpo potenziato, e gli scambi necessari precedenti alla sua comparsa sono quasi un intermezzo.

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Mario Tennis Open

Disponibile per: 3DS
Genere: Sportivo Arcade
Sviluppatore: Nintendo
Distributore: Nintendo
Sito Ufficiale: Link
Data di Pubblicazione: 25/05/2012
Mario Tennis Open
7
6.5
6
7
16 voti
6,6
ND.
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