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The Legend of Zelda: Ocarina of Time 3D > Recensione
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The Legend of Zelda: Ocarina of Time 3D - Recensione

Inviato il da Fabio "Il pazzo" Canonico
The Legend of Zelda: Ocarina of Time figura tra i picchi più alti della produzione videoludica tutta. Era il 1998, e mentre infuriavano le prime battaglie tra Nintendo 64 e Playstation per il predominio del mercato, la casa di Kyoto utilizzava le sue armi migliori per tentare di sottrarrNe alla concorrenza la maggior parte. Super Mario 64 aveva vinto la prima battaglia, portando il platform lì dove non era mai arrivato, ovvero nel mondo del 3D; ma non era bastato a contrastare la sorprendente spinta iniziale della console Sony. Ocarina of Time arrivò quando già le sorti del mercato parevano essere decise, ma in quel determinato momento storico forse qualitativamente l'offerta Nintendo raggiungeva picchi mai espressi.
Vero, su Super Nintendo A Link to the Past e Super Mario World aveva fatto sfracelli a livello di critica come di pubblico; in più, la console 16 bit si poteva fregiare di uno straordinario Metroid, cosa che la sua successiva non potè mai fare. Eppure nel passaggio tra 2D e 3D risiedeva un cambiamento enorme, e Nintendo l'aveva saputo affrontare alla grandissima ed in maniera del tutto indolore, con Mario; a Zelda il compito di replicare e continuare su quella strada.
Come andò lo sappiamo tutti: se doveste chiedere a qualcuno qual è il miglior gioco di ogni tempo, ci son buone possibilità che vi risponda con Ocarina of Time, perfetta trasposizione in tre dimensioni della saga. Eppure ciò non basterebbe a giustificare tale affermazione. A ben vedere, il successo del titolo Nintendo stava oltre, nell'aggiungere ad una struttura tutto sommato semplice, divisa a metà tra esplorazione e dungeon, una buona dose di elementi secondari, dalle side quest alla raccolta di oggetti, che ne ampliavano in maniera esponenziale la giocabilità. Ocarina rappresentava in tal senso la diretta evoluzione di Link's Awakening, che per primo rinforzava e allo stesso tempo abbelliva la struttura portante tramite significativi elementi di contorno. La brutta copia di questa formula ed il suo parziale abbandono portarono rispettivamente a Wind Waker e Twilight Princess, ovvero l'episodio più tirato per i capelli e quello più smaccatamente classico (antico) della serie.
Ma queste sono altre storie. L'abbassamento qualitativo della serie è rintracciabile più su console portatile che su macchina da salotto, ed è comunque opportuno ricordare che sempre di ottimi giochi si parla. Ma ora si deve parlare di Ocarina of Time, uno dei migliori giochi di sempre, per la prima volta su console portatile, per la prima volta sottoposto a remake, per la prima volta dato in pasto ad una generazione che potenzialmente potrebbe non averlo mai giocato.
 
Il ritorno di un capolavoro
La trama di Ocarina of Time è alla base di tutta la serie di Zelda. E' all'interno di questo gioco infatti che avviene il famigerato split nella timeline, ed è nelle prime ore dell'avventura che scopriamo le origini della terra di Hyrule. E qui un occhio critico qualcosa lo nota già: non sappiamo se per colpa della nostra memoria, che rimembrava la storia più epica di quanto in realtà fosse, o molto più probabilmente per una scelta sbagliata di molti termini in fase di localizzazione, ma l'incipit della vicenda, diciamo fino al primo incontro con la principessa Zelda, sembra assai banale, da storiella per bambini. Ora, nessuno ha mai preteso una trama di chissà quale spessore in uno Zelda, ed ogni episodio del titolo Nintendo non vuole essere altro che una meravigliosa fiaba, però la sensazione è assai straniante, soprattutto come detto al netto del ricordo della versione originale. Ed allora ci sta, visto anche il tenore di alcuni dialoghi, che la traduzione abbia parzialmente danneggiato una sceneggiatura non di certo elaborata ma comunque buona e solida. Riveduti e corretti anche i nomi di praticamente tutti i mostri e nemici che popolano l'immaginario zeldiano, e per quanto alcuni lascino a desiderare bisogna affermare che per la maggior parte rendono giustizia alla tradizione.
Al di fuori di questo piccolo ma fastidioso inconveniente relativo alle scelte linguistiche, che comunque rispunta a dar fastidio per tutta la durata del gioco (almeno siamo tornati al deserto Gerudo, e non al tremendo Geld di Twilight Princess - mentre nella versione italiana Kakariko rimarrà Calbarico vita natural durante, probabilmente), l'impatto con le prime fasi di gioco rimane assolutamente immutato. Il volo di Navi attraverso la foresta dei Kokiri è la prima scena di un'opera che si mostra magistrale dal primo momento nel quale si prende il controllo di Link. Certo, le novità dello Z-targeting, la meraviglia di muovere il piccolo eroe in un mondo 3D, non possono certo instillare una meraviglia forte come quella di un tempo. E basta pensare a questi medesimi elementi nel contesto videoludico del 1998 per renderci conto di quanto risultasse incredibile al tempo il capolavoro Nintendo.

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The Legend of Zelda: Ocarina of Time 3D

Disponibile per: 3DS
Genere: Azione/Avventura
Sviluppatore: Nintendo
Pegi: 12+
Lingua: Inglese con Sottotitoli in Italiano
Data di Pubblicazione: 17/06/2011
The Legend of Zelda: Ocarina of Time 3D
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9
9.5
8
82 voti
8.5
ND.
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