Federico Fellini > Speciale > Versione Analizzata Comics
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Federico Fellini - Speciale

Inviato il 20/01/2012 da Daniele Daccò
Si sente il sapore delle tette. La faccia affonda fra gli accoglienti seni di una donna giunonica, è così grassa, tonda, da poterci stringere in un caldo abbraccio con tutto il suo corpo.
I piedi scalzi della donna, ma che diciamo? Dea, della Dea affondano nella sabbia del circo. Le sue dita tozze ricordano il naso di un pugile, uno di quelli di una volta però. Sono piccole, corte e grasse, come lei.
Sorride come chi abita nelle città di provincia, come chi sta per dire una bestemmia che tira giù la città.
E intorno a lei le risate dei pagliacci cercano di darle fastidio, di farle abbassare quelle braccia flaccide e sensuali. Un fascista, dal pubblico, credendo di vedere un saluto romano ricambia, forse perché anche lui, di nascosto, si toccherà pensando ai seni della donna, più tardi.
L'orchestra, davanti al suo scenario luminoso e ingenuo, suona una sinfonia di Nino Rota, le note spruzzate dagli strumenti dondolano i fianchi della donna in un ballo osceno.
Federico, a lato della pista, guarda le pantere, che poi sono tigri... ma la Ekberg dice che sono pantere, e se la Ekberg dice così qualsiasi gatto si tinge di nero.
Un vecchio pagliaccio dice buon appetito alla compagnia e gli animali entrano in pista.
Un circo di ombre, non cinesi, ma lontane, di quelle che non vedremo più semplicemente perché non c'è più nessuno a proiettarle. Si nascondono nella periferia più lontana, nelle casette del centro, questi vecchi personaggi esclusi ormai dalla pista, la città non sa di essere abitata da questi bizzarri fantasmi.
Forse si tratta di un escamotage ma oggi non è una giornata qualsiasi, o forse è più qualsiasi delle altre, non lo sappiamo. Oggi però il circo è arrivato in città.
Oggi è il compleanno di Federico Fellini. Prima guardava le Pantere e ora ci ricorda che siamo sotto un tendone.
Il 20 Gennaio 1920, a Rimini, arriva il Circo e da quella data ha cominciato il suo viaggio itinerante per tutto il mondo.
Di lui possiamo dire che suonava il trombone con i piedi e ballava il tango con le orecchie, faceva ridere i bambini ma non i propri figli, è tutto.
Noi abbiamo cercato di capire quali animali, quali bestie vantava questo grande spettacolo, il più invidiato del mondo.
Il cinema di Fellini ci regala tanti animali, pochi di noi però sono stati seduti buoni buoni per tutto lo spettacolo, fino alla fine. Il circo è difficile da dimenticare, non si tratta di un breve filmetto, lo ricordiamo ma riusciamo solo a mettere a fuoco alcuni sketch, alcune cadute e a fine serata non possiamo rivedere tutto dall'inizio. Qualcosa sfugge. Per questo abbiamo scelto "Gli animali del Circo Fellini", le bestie liberate dai suoi film, cinque creature più una che speriamo possano intrattenervi questa sera.
Mentre sulla bocca avete ancora il sapore di tette.
Cavalli
Federico Fellini - speciale - Fumetto
I Clowns (1970) entrano subito in pista, ci fanno capire che qui non si scherza: trasportano una carrozza funebre. Sono travestiti da cavalli, cavalli iscritti al sindacato, sono stufi di tirare. Ora vogliono spingere. Sono tanti gli animali in questa pellicola, nel senso buono, perché c'è solo un senso. I personaggi sono creature, non recitano. E allora lasciamoli fare, anche se hanno già lavorato le loro otto ore sindacali
Elefanti
Federico Fellini - speciale - Fumetto
L'Intervista (1987) è durata poco, abbiamo il tempo di vedere il numero degli elefanti. Tutti devono alzare la proboscide nello stesso momento, pesanti e lenti pachidermi, ferrosi come il tram che ci ha portato qui. Quello più grosso è addormentato in una posa innaturale, sbuffa acqua dal naso, è grasso e tondo ma calmo. Sembra Fellini, è lui che ci fa entrare a Cinecittà.
Cammelli
Federico Fellini - speciale - Fumetto
Lo Sceicco Bianco (1952) sta su un cavallo, ma quelli li abbiamo già visti, è quel Cammello in fondo che ci interessa. E' messo lì un po' a caso ma ha il volto di chi "sa qualcosa". Il Cammello ci fa capire che non siamo su una spiaggia italiana, ma vicino al deserto. Grazie a lui non potremmo pensare, nemmeno alla lontana, che lo Sceicco si chiama Nando e parla romano, quel romano che ti graffia le costole e ti spinge a terra. Alberto Sordi ama quel cammello ed è nello spettacolo.
Gatti
Federico Fellini - speciale - Fumetto
La Dolce Vita (1960) può essere vista e basta, nessuno riesce a viverla, è rinchiusa in una gabbia di ferro battuto. Va avanti e indietro nella sua scatola e ti guarda dalle sbarre, ti guarda con i suoi occhi felini, ma non è una tigre. E' un gattino bianco nei sobborghi di Roma, vicino alla fontana, vuole un po' di latte e Marcello ha l'ingrato compito di trovarlo. Un Gattino forse non è un grande spettacolo ma La Dolce Vita, quella sì, eccome se lo è.

Federico Fellini

Tipo Fumetto: Comics
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