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Hyperion - Recensione

Inviato il da Redazione
Testi di Francesca Giulia La Rosa "Il Console pensò allo Shrike, libero di vagabondare dovunque, su Hyperion; ai milioni d'indigeni e alle migliaia di cittadini dell'Egemonia, inermi di fronte a una creatura che sfidava le leggi fisiche e che comunicava solo tramite la morte, e rabbrividì nonostante il caldo della cabina." Hyperion è la storia di sette personaggi (un poeta, un'investigatrice privata, un prete, un militare, uno studioso ebreo con la figlioletta neonata, un console e un templare) che partono per un pellegrinaggio. Ognuno ha un motivo diverso per essere lì, un motivo terribilmente importante. Alla fine del pellegrinaggio dovranno incontrare una creatura, lo Shrike, essere semidivino, macchina di morte incomprensibile che si presta esclusivamente ad essere temuta o adorata, la quale soddisferà la richiesta di uno solo di loro, uccidendo gli altri.
Hyperion - recensione - Fumetto Nel corso del viaggio questi sette pellegrini (la scelta del numero sette non è di certo casuale) racconteranno le loro storie, tutte bellissime e dolorose, come ogni storia degna di essere raccontata. Tra queste storie gli intrecci sono infiniti, una storia d'amore da togliere il fiato tra l'investigatrice e il replicante del poeta John Keats, la meravigliosa vicenda dello studioso Sol Weintraub, l'Ebreo Errante che lotta contro il destino inesorabile della figlia che continua a ringiovanire fino all'infanzia neonatale precipitandosi verso la non esistenza. Sileno, il poeta scurrile e libero. Forse pazzo. Sono tutte figure di cui difficilmente ci si può dimenticare.
Hyperion - recensione - Fumetto L'epoca è il 2700. Ci accorgiamo di quanto siamo lontani dal nostro mondo (cronologicamente e spazialmente dato che la Terra è stata distrutta) anche per i rimandi a religioni e usanze della nostra epoca che non sono altro che ombre ed echi di quello che erano una volta. Ogni cosa ha subito l'evoluzione degli eventi diventando completamente diversa da ciò che conosciamo. Molte certezze e costumi a noi familiari sono qualcosa di antico e quasi dimenticato nell'età di Hyperion. Ripresa dal "Decamerone" boccacciano e dai "Canterbury Tales" di Chaucer, la struttura è ‘a cornice', magistralmente intessuta da sottotrame intrecciate. Tale struttura è la particolarità e la forza di Simmons che sguazza perfettamente nel mescolare mitologia classica e fantascienza spinta.
Hyperion - recensione - Fumetto Prende tranquillamente tutto quello che vuole da mostri sacri come Shakespeare e Omero (solo per citarne due, ma per chi vuole c'è anche il Mago di Oz, Milton e la teoria dei quanti) e saccheggia il più possibile i tesori che hanno da offrire, fondendoli con la fantasia più selvaggia e rimodellandoli, dando alla luce creature che brillano di luce propria, perfettamente autosufficienti e che restano impresse a vita in chiunque vi abbia a che fare. Simmons è un autore che spazia con grande abilità in molti generi, dalla fantascienza all'horror, dal giallo al racconto storico, e spesso tutto assieme nello stesso libro. Hyperion, pubblicato per la prima volta nel 1989, è una perla nella sua produzione costellata da gioielli d'ingegno.
Per chi conosce Dan Simmons non c’è bisogno di ulteriori incoraggiamenti. Per chi non lo conosce e vuole perdersi in storie uniche e che lo accompagneranno per un bel po’, buttatevi nel mondo di Hyperion. Lo Shriek ha bisogno di nuovi adoratori.

Hyperion

Tipo Fumetto: Comics
Autore: Dan Simmons
Edizione: Libro
Sovracoperta: Si
ND.
6,6 (su 9 voti)
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