Ken il Guerriero - La leggenda di Hokuto > Recensione > Versione Analizzata Fumetto
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Ken il Guerriero - La leggenda di Hokuto - Recensione

Inviato il 05/07/2008 da Marco Lucio Papaleo
Nel suo piccolo, il 4 Luglio 2008 rimarrà una data memorabile per l'animazione giapponese in Italia: è difatti il giorno d'uscita nei cinema di Ken il Guerriero - La Leggenda di Hokuto, primo di una pentalogia di film dedicati ad un eroe che, a distanza di vent'anni dalla prima trasmissione, conta ancora decine di migliaia di fan nel nostro paese. Una data memorabile, dicevamo, e non solo per i fan dell'opera di Buronson e Hara, perchè possiamo assistere finalmente ad uno sdoganamento "generalizzato" dei lungometraggi giapponesi di animazione che va al di là delle opere di autori universalmente apprezzati, come Miyazaki o Kon, dando finalmente dignità ad un'animazione che, per quanto di massa, non è solo "sesso, violenza e stupidaggini", come spesso l'opinione pubblica e certa critica hanno voluto far credere. Dopo l'ottima iniziativa di portare "Il Castello di Cagliostro" nelle sale (pur 'appoggiandosi' sempre al nome di Miyazaki, ma sulla qualità del suddetto film di Lupin III° non si discute), Yamato Video e Mikado Film propongono, non senza una certa dose di coraggio viste le tematiche dell'opera, quel "Capitolo dei Martiri dell'Amore" che tanto successo ha riscosso in Giappone e che, con una cura certosina per l'adattamento e il doppiaggio, possiamo ora gustarci sul grande schermo.
Le origini della leggenda
Ken il Guerriero - La leggenda di Hokuto - recensione - Anime Siamo alla fine del ventesimo secolo. Il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche. Sulla faccia della Terra, tutti gli oceani erano scomparsi, e le pianure avevano l'aspetto di desolati deserti. Tuttavia, la razza umana era sopravvissuta...

Qualunque anime fan di sesso maschile (ma verrebbe da dire "qualunque maschio di età compresa tra i 16 e i 30 anni") ben conosce questo incipit: è l'introduzione a ogni puntata della prima serie di Hokuto no Ken, in Italia Ken il Guerriero. Vera e propria pietra miliare del genere shonen, Hokuto no Ken ha incontrato un grandissimo successo negli anni '80 in Giappone, per venire poi esportato in Occidente e incontrare tantissimi fan soprattutto negli Stati Uniti, in Francia e in Italia. Il brand, dopo una lunga serie a fumetti, due animate e un primo lungometraggio cinematografico, durante gli anni '90 ha vissuto in patria un lungo periodo di oblio, spezzato solo dal - pessimo, nonostante parte del cast e le premesse iniziali - live action, "Fist of the North Star". Finalmente, il nuovo millennio ci ha portato buone nuove sul fronte di questa serie, di nuovo sulla cresta dell'onda grazie ai videogiochi Konami e Sega Sammy, a nuove serie a fumetti e a una buona serie di OAV in tre episodi. Il rinnovato interesse per le gesta di Ken e compagni ha portato infine al progetto di una pentalogia che rinarri la prima, mitica serie sotto nuovi punti di vista, approfondendo ancor più l'introspezione sui carismatici personaggi della serie. Gli autori, il poliedrico Buronson e il pittorico Tetsuo Hara, nel tinteggiare un mondo in preda alla violenza e alla legge del più forte, affidano il destino dell'umanità ad un pugno di veri eroi che, portando avanti i propri ideali, affrontano coraggiosamente il proprio destino, e con esso le sofferenze che comporta l'essere fedeli ai propri sogni. Senza arrendersi mai, anche a costo di scelte dolorose. Che poi questi eroi siano omaccioni pompatissimi maestri di arti marziali è un doveroso artifizio del genere, e costituisce certamente il primo motivo per cui, da ragazzi, ci siamo appassionati alle vicende di questo mondo post atomico. Quello che realmente a lungo andare cattura, tuttavia, nel mondo di Ken il Guerriero - un mondo pieno di ricche citazioni iconografiche e cinematografiche, spesso ancora oggi riconoscibilissime -, sono le ambizioni e le convinzioni dei protagonisti, sempre in lotta. Con i propri nemici, ma soprattutto con il destino (qui forza quasi ineluttabile) e con sè stessi e la propria debolezza umana.
'Hokuto è immortale'
Ken il Guerriero - La leggenda di Hokuto - recensione - Anime "La Leggenda di Hokuto" riprende una delle parti centrali della prima serie del manga, quella della cosiddetta "Piramide del Sacro Imperatore". In un mondo senza più legge - se non quella della sopraffazione -, privo di ordine civile e di riserve combustibili e alimentari, i deboli soccombono sotto le spire del potere dei nuovi grandi condottieri. Sauzer, detto "Il Sacro Imperatore" è uno di questi: depositario dei segreti della Scuola della Fenice di Nanto (tecnica di kempo tra le più micidiali della storia) è deciso a diventare il nuovo Re del Mondo, e sulla sua strada trova ben pochi ostacoli alla sua altezza.
Tuttavia, "quando Nanto perde la sua lucentezza, Hokuto arriva per ricondurla sulla retta via". Ecco quindi entrare in scena i tre fratelli di Hokuto: Kenshiro, Raoul e Toki, coloro che portano avanti la bimillenaria storia della tecnica di arti marziali più leggendaria di sempre. Ognuno con le proprie convinzioni, ognuno fedele al proprio fato. Quello di Kenshiro è, naturalmente, quello di combattere contro Sauzer, in nome della libertà, dello spirito di sacrificio e di quell'amore che, secondo il titolo originale dell'opera, finisce per martirizzare un pò tutti i protagonisti della vicenda. Interessante rivisitazione di una delle saghe più belle e commoventi del manga originale, stupisce per come la vicenda venga ben narrata dal punto di vista di Raoul, che nella saga originale è presente ma di certo non è figura chiave. Qui invece la figura del Re di Hokuto acquista nuova luce, e tramite i suoi ricordi e la presenza di nuove rivelazioni (e del personaggio di Reina, realizzato appositamente per questo film da Tsukasa Hojo e perfettamente integrato nella continuity della serie) riesce nel duplice intento di rievocare nello spettatore molti ricordi, ma anche di chiarire alcuni punti "oscuri" della vicenda. Certo, la durata contenuta del film (appena un'ora e mezza) ha costretto gli sceneggiatori a sacrificare alcuni personaggi o a presentarne altri giusto il tempo di vederli immolare, ma gli spettatori a digiuno della serie originale non si troveranno mai particolarmente spaesati. Vengono infatti fornite loro tutte le coordinate essenziali per la comprensione degli eventi, e sebbene le vicende e le sofferenze che i tre fratelli affrontano in gioventù vengano appena accennate, le loro conseguenze sono palesi nell'indole che i tre dimostrano, senza remore, per tutta la durata del film.
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Ken il Guerriero - La leggenda di Hokuto

Genere: Shonen
Regia: Takahiro Imamura
Durata: 90 min
Anno: 2006
Char Design: Shingo Araki / Tsukasa Hojo / Hisashi Kagawa / Chiharu Sato
Musiche: Yuki Kajiura
Lingua: Italiano
Sito Ufficiale: Link
ND.
8,4 (su 112 voti)
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