Kiki Consegne a Domicilio > Recensione > Versione Analizzata Manga
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Kiki Consegne a Domicilio - Recensione

Inviato il da Nicolò Pellegatta
Prima della streghetta Kiki nella filmografia di Hayao Miyazaki non si incontrano vere femministe.
Di quelle in minigonna e cartello a rivendicare la parità tra i sessi. Di quelle che di questi tempi insomma non se ne vedono più.
Per quanto donne forti e tenaci cavalchino le pellicole precedenti, lo stringere i denti diventa parte del loro essere a partire da una situazione di grave difficoltà. Ve la ricordate la Lana di Mirai Shonen Conan (Conan, ragazzo del futuro), fonte di coraggio in un mondo sventrato dal nucleare? O ancora meglio l'eroica Nausicaa, spirito guida del suo popolo dopo la morte del padre? O la pur fragile Sheeta di Laputa, detentrice, però, di un potere immenso? Fino a giungere a Satsuki e Mei de Il mio vicino Totoro, sospese tra ingenuità e forza d'animo lungo quel filo sottile che demarca infanzia e adolescenza?
Con Kiki Consegne a Domicilio tutto cambia per rispecchiare ancora meglio il credo politico del regista, arrabattato su posizioni progressiste. La protagonista lascia il nido paterno perchè costretta a diventare donna attraverso un lungo apprendistato lontano da casa: simbolicamente è l'abbandono di ogni forma di protezione (da parte del padre, del marito) per affermare la propria personalità all'interno di un mondo dapprincipio ostile.
La filmografia successiva stenterà a riprendere la morale su diritti e ambizioni della donna, pur proponendo figure femminili molto forti (Mononoke, Chihiro) e questo dovrebbe ben rendere l'eccezionalità della pellicola qui recensita, troppe volte considerata come film minore, esercizio registico tra i ben più celebri Totoro e Porco Rosso.
Dalle Alpi alle Piramidi
Kiki Consegne a Domicilio - recensione - Anime Kiki Consegne a Domicilio (Majo no takkyūbin) esce nei cinema del Sol Levante nel 1989, appena un anno dopo Tonari no Totoro, segno che Miyazaki e il suo team, quali infaticabili lavoratori, non avevano la minima intenzione di crogiolarsi al sole di una qualche località balneare del Pacifico.
No anzi, una veloce rilettura al romanzetto omonimo di Eiko Kadono, pubblicato in Italia da Kappa Edizioni, ed ecco il medesimo staff al lavoro su un progetto tutto nuovo, che alla fin fine non ha nulla a che spartire con quello precedente.
L'ambientazione anzitutto prende corpo all'interno di un arroccata cittadina dal forte sapore europeo: una collina dagli inalberati campanili sotto i quali spira l'odore di croccanti baguette, e il mare tutt'attorno da cui fluisce una salsedine tipicamente tirrenica. Fanno da modello anche Stoccolma e altre città nordiche, oggetto di un lungo viaggio da parte dello staff quando il film era ancora in pre-produzione.
Palpabile il cambio scenico, dove i boschi nipponici e il loro misurato crescere lasciano spazio ad organiche costruzioni architettoniche e tanta filosofia del vivere urbano. Perchè aldilà del Ghibli-pensiero, assai spesso bilanciato su posizioni ecologiste e tradizionali, in Kiki emerge una certa gioia, una raison d'etre, assaporabile solo nei frenetici rapporti sociali e nel caos motorizzato dei nuclei urbani d'oggigiorno.
A noi invece che di traffico e rumori assordanti ci abbiam fatto l'abitudine interesserà maggiormente notare come Miyazaki abbia voluto disegnare un'alternativa agli anni '50, in cui né la Seconda Guerra Mondiale, né la Guerra Fredda abbiano avuto luogo.
Ci credereste? Una seconda Belle Epoque anziché uno dei decenni più cupi della storia dell'Occidente.
Lo scoramento iniziale deriva naturalmente dalla confusione della protagonista, dal suo trovarsi (deliberatamente) all'interno di un universo a lei inedito. Poi il mondo le si spalanca di fronte, racchiuso nelle bonarie cornici di una madre premurosa, di una pittrice in evidente stasi creativa, di un ragazzino di nome Tombo che sogna di volare a bordo di un dirigibile, un cagnolone tanto simile al Nebbia di Heidi infatuatosi del gatto nero Jiji, compagno d'avventure della streghetta.

Kiki Consegne a Domicilio

Regia: Hayao Miyazaki
Durata: 100 min
Anno: 1989
Musiche: Joe Hisaishi, Isao Takahata
Regione Dvd: 2 (Europa, Jap)
Lingua: Italiano, Inglese, Giapponese, Spagnolo
Sottotitoli: Italiano, Inglese, Inglese per i non udenti, Spagnolo, Portoghese
Formato Video: 16:9
Tipo: Manga
ND.
7,4 (su 41 voti)
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