The disappearance of Haruhi Suzumiya > Recensione > Versione Analizzata Manga
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The disappearance of Haruhi Suzumiya - Recensione

Inviato il da Francesco Peluso
"Le cose strane non sono normali in questo mondo." cit. Kyon.
Ecco servito su un piatto d’argento il sunto inappellabile dell’ultimo capitolo della famigerata Brigata SOS; ma andiamo con ordine (aggettivo definibile come paradossale se associato a tale film).
Temporalmente seguente alle due serie, composte entrambe da 14 episodi, questo OAV immerge lo spettatore sin da subito in una “normale” giornata in compagnia di Haruhi, Kyon, Asahina, Nagato e Koizumi.
Haruhi is gone?
The disappearance of Haruhi Suzumiya - recensione - Anime Le danze si aprono con un palese prologo atto a riproporre i tratti caratteristici della serie e della narrazione.
Kyon (finalmente nei panni cristallini del protagonista) apre gli occhi dopo una nottata di freddo invernale.
Siamo a Dicembre inoltrato e gli studenti giapponesi si apprestano a festeggiare il Natale e le loro vacanze imminenti.
Dopo le lezioni, come tutti i giorni, Kyon si dirige verso il suo club scolastico : la Brigata SOS!
Ad attenderlo c’è la solita Nagato intenta a leggere in una insolita quiete; neanche il tempo di accendere la stufa per riscaldarsi che, con un roboante ingresso, sfonda la porta Haruhi.
Parte così la mitica sigla della prima serie al cui termine si ci ritrova col club al completo, con tutti gli effettivi componenti pronti ad ascoltare l’ennesima trovata del capo.
Ascoltata, ed approvata, la volontà di Haruhi di indire una festa di Natale e iniziati gli adobbi del club Kyon termina la giornata con un immersione sotto un fitto strato di coperte, pronto ad affrontare un’altra notte di freddo.
Stranamente si giunge ad una nuova giornata (seconda serie docet).
Nell’andare a scuola il nostro protagonista incontra Taniguchi suo amico e compagno di classe.
Grazie ad un breve dialogo fra i due lo spettatore inizia a venire a conoscenza del moto con cui il film si svilupperà.
In sostanza, nel giro di una notte, il mondo, ed i particolare tutti coloro lo componessero, sono cambiati.
Sono cambiati i ricordi, le esperienze ed i rapporti; ma non solo!
Haruhi non c’è più, è, giust’appunto, sparita, sostituita da Asakura(vecchia conoscenza della prima serie); stessa cosa dicasi per Koizumi.
Oltre queste due apparenti sparizioni, dove nessuno sembra aver mai conosciuto ne Haruhi ne tantomeno Koizumi, Asahina sembra non aver mai avuto alcun rapporto col protagonista.
Infine Nagato, oltre che manifestare anch’essa la più assoluta misconoscenza di Kyon, sembra aver acquisito un comportamento diametralmente opposto a quello sempre avuto in qualità di entità dati integrata aliena.
Cosa è successo? Chi è l’artefice di questo misfatto divino(se Haruhi è sparita)? Dov’è Haruhi? Â...e Koizumi?
Sulla scia di questo incipit la trama vola, cresce, si evolve e si espande a dismisura.
Farne una trattazione ordinata sarebbe un impresa oltremodo titanica, nonché scorretta ed irrispettosa verso una storia sulle righe, che si spande al di la del tempo e dello spazio.
Pieno di colpi di scena “The disappearance of Haruhi Suzumiya” è un film intrigante , intelligente e coinvolgente; riesce a tenere attaccati allo schermo sin dal primo minuto, per ben 2 ore e 40 minuti!
Come gli afecionados della serie sapranno la normalità è un aggettivo bandito, ripudiato dall’anime, e questo film (conclusivo?) ne è la perfetta esemplificazione.
Lo spettatore si sente costantemente sospeso fra idiozia, realtà e fatiscenza; con svariati riferimenti, anche importanti, alle due serie antecedenti temporalmente(conferire una consecutio temporum all’anime è esso stesso un paradosso irriverente) rende talvolta difficile seguirne il filo conduttore.
Unico aspetto negativo del plot, quindi, è la complessità di alcuni passaggi; essa può causare uno smarrimento generale non facile da superare continuando la visione.
Il finale è un qualcosa di delizioso, finemente orchestrato; vengono lasciate libere interpretazioni e chiariti tutti i punti salienti. Vengono infine proposti spiragli di luce verso un possibile prosieguo.
Nonostante ciò, il finale risulta essere non solo godibilissimo, ma anche, e soprattutto, il colpo di grazia, in positivo, verso l’ammirazione che la trama suscita e fa nascere nello spettatore nelle precedenti ore d’animazione.

The disappearance of Haruhi Suzumiya

Genere: Shonen, scolastico, fantascienza
Regia: Tatsuya Ishihara
Durata: 163'
Anno: 2010
Char Design: Shoko Ikeda
Musiche: Satoru Kousaki
Lingua: Giapponese
Sottotitoli: Italiano
Tipo: Manga
Sito Ufficiale: Link
ND.
7,4 (su 11 voti)
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