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Giochiamo in diretta con il nuovo gioco di Tequila Works!

Anteprima >Adr1ft

Un Adam Orth in gran spolvero ci porta in orbita geostazionaria, con una first person experience in salsa indie.

anteprima >Adr1ft
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    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

>Adr1ft, che non è un errore di digitazione e si scrive proprio così, si posiziona prepotentemente all’interno di un particolarissimo contesto di giochi che definiremmo d’essay, o di concetto, al pari di altri recenti sperimentazioni digitali quali Dear Easther, The Stanley Parable o MirrorMoon EP, tanto per fare alcuni esempi. In questo caso però, il giocatore avrà un discreto controllo delle proprie azioni per un’esperienza videoludica dal gameplay piuttosto tradizionale o comunque di semplice approccio. L’ambientazione è quella dell’infinito spazio siderale, fluttuando a gravità zero all’interno di un modulo geostazionario. Il concept di questo originale progetto videoludico è opera di Adam Orth, che al comando di un piccolo gruppo di sviluppatori riuniti sotto il nome di Three One Zero, intende regalare al mondo dell’intrattenimento digitale un’esperienza evocativa, da assaporare tutta d’un fiato.

DA SOLI, NELLO SPAZIO

Forse qualcuno si ricorda di Adam Orth. Prima di dedicare anima e corpo in questo progetto videoludico, lavorava per Microsoft in qualità di direttore creativo. Per la precisione lavorava ad una Xbox One che da li a poco si sarebbe mostrata al pubblico dell’E3, e più in particolare ad una stampa ai tempi molto scettica a causa di alcune controverse scelte dell’azienda di Redmond. Erano i primi di aprile quando, a seguito del malcontento espresso da molti fan di Xbox, Orth scrisse su Twitter: “Mi spiace, ma proprio non capisco il dramma scatenato dall'avere una console sempre connessa alla rete. Ogni dispositivo è ormai connesso. È il mondo in cui viviamo oggi”. Inutile dire che molti videogiocatori si sentirono tirati in causa e che da li a poco il tweet avrebbe scatenato un gran putiferio su gran parte delle community di tutto il mondo.

">Adr1ft nasce direttamente dal dramma vissuto dal suo creatore, traendo da esso ispirazione."

Ma tra la rabbia degli appassionati e la perplessità della stampa, si fece sentire anche la stessa Microsoft, che licenziò in tronco il suo dipendente per aver impropriamente espresso un opinione forte a “nome dell’azienda” (in realtà non sappiamo ancora se la scelta sia stata di Microsoft o dello stesso Orth). Orth si ritiene in realtà molto soddisfatto di aver avuto occasione di ripartire da zero. Stando alle sue ultime dichiarazioni, l’ultimo anno sarebbe stato uno dei migliori della sua vita, ricco di occasioni per riflettere, opportunità e incontri, che gli hanno permesso di fondare il piccolo studio di Three One Zero e iniziare lo sviluppo di >Adr1ft. Alcuni ritengono si tratti di una semplice giustificazione per rimediare alla magra figura ottenuta a seguito della poco conveniente affermazione su Twitter; noi invece crediamo che l’impegno in un progetto videoludico denoti grande maturità e voglia di cambiare, nella speranza che Orth abbia effettivamente appreso qualcosa dall’errore commesso.
>Adr1ft nasce direttamente dal dramma vissuto dal suo creatore, traendo da esso ispirazione. Le parole di Orth e le poche immagini ad ora rilasciate al pubblico, non possono che rievocare diversi successi della cinematografia di fantascienza, a partire dal recente Gravity fino al più vecchio e memorabile 2001: Space Odyssey. Con la recente pellicola di Alfonso Cuarón, il gioco divide non solo l’ambientazione spaziale ma anche un certo mood, nonché il senso di solitudine, pericolo e mistero attorno a noi.

La demo mostrata alla stampa (purtroppo non è ancora disponibile un video per il pubblico) mette in luce un sistema di gioco abbastanza libero, che permetterà all’utente di fronte allo schermo di muoversi liberamente per lo spazio ludico. Orth lo definisce un FPX, ovvero una First Person Experience, da giocare con visuale in soggettiva, esplorando lo spazio, risolvendo puzzle ed enigmi. Il team di sviluppo, che non è certo alle prime armi ma ha partecipato allo sviluppo di importanti IP per la main industry, ci conferma che il titolo sarà curato non solo nel concept ma anche nell’aspetto tecnico, nonostante la limitatezza delle risorse umane ed economiche. Le ultime indiscrezioni ci dicono che sarà addirittura compatibile con la periferica Oculus Rift, per la quale sembra fatto davvero apposta.
In maniera simile a quanto avveniva con Bioshock e altri giochi del recente panorama videoludico, potremo recuperare degli audio log grazie ai quali verremo a conoscenza di interessanti dettagli relativi al background narrativo. L’ambiente sarà molto silenzioso (tanto che sentiamo il rumore prodotto dal protagonista mentre respira), pertanto supponiamo un importante ruolo della colonna sonora, anche se il team non si sbilancia in dichiarazioni, almeno al momento.

ADR1FT Adam Orth si scusa con il mondo videoludico utilizzando il medium stesso. Alla luce di quello che è stato mostrato fino ad ora, >Adr1ft promette essere uno di quei progetti da tenere in grande considerazione, specialmente per tutti quelli che amano le sperimentazioni videoludiche, l’estro dell’industria indipendente e la fantascienza, in tutte le sue forme. Orth e il suo team promettono un’esperienza innovativa e brillante, da portare a termine in una manciata di ore circa. Purtroppo non c’è ancora una data d’uscita, ma siamo sicuri che avremo presto altre succose informazioni relative al nuovo progetto di Three One Zero.

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