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Anteprima Aliens Colonial Marines

Nuove informazioni sull’atteso FPS dedicato ad Alien

anteprima Aliens Colonial Marines
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Le fottute pareti più famose del cosmo

Ogni amante di fantascienza e horror che si rispetti impiegherà meno di un decimo di secondo per ricordare la scena dalla quale è stata tratta, permetteteci il francesismo, la celebre frase "vengono fuori dalle fottute pareti".
Alien, nonostante un quarto capitolo che ha fatto inacidire alcuni e un mashup con Predator non proprio riuscitissimo, continua ad avere una foltissima schiera di fan. Ne è una prova concreta l’incredibile hype e fiducia che orbita attorno a Prometheus, film in uscita quest’anno e diretto da quel Ridley Scott già fautore del capostipite della saga. Sebbene non sia ancora chiaro se si tratterà di un prequel o di una sorta di spin-off, tutti i fan di Alien sono comunque sull’attenti, mentre contano i giorni che mancano al debutto della pellicola nelle sale cinematografiche.
Prometheus tuttavia, non è l’unico spacciatore di hype per chi è cresciuto seguendo le gesta della bellissima Ellen Ripley. Annunciato ormai secoli videoludici fa, all’E3 dello scorso anno abbiamo avuto modo di vedere per la prima volta Aliens: Colonial Marines. La produzione Sega, affidata alle sagge mani di Gearbox, non seppe tuttavia convincerci pienamente. Le nuove news rilasciate dal team di sviluppo tuttavia, ci hanno quanto meno rassicurato sulla solidità di alcune idee sulle quali si appoggerà il gameplay.

Nessuna traccia di Ellen Ripley

Uno degli aspetti più delicati di Aliens: Colonial Marines riguarda la trama e il modo con cui questa si inserirà nell’universo immaginifico creato attraverso le pellicole e altri prodotti culturali affini. Fattore tutt’altro che secondario per fare breccia nei cuori dei fan, Sega si è trovata di fronte una situazione non semplicissima da gestire. 20th Century Fox, gestrice dei diritti d’autore della saga, si è offerta per fornire al team di sviluppo centinaia di bozzetti e altri materiali utili per creare location e personaggi coerenti alle direttive e al feeling del brand. Allo stesso tempo tuttavia, la casa nipponica si è vista costretta a interrompere i rapporti con David Waddle e Bradley Thompson, inizialmente chiamati a scrivere plot e sceneggiatura del gioco. Entrambi abituati al mondo televisivo infatti, sono stati ritenuti inadatti al medium videoludico, dove dominano diversi fattori: uno su tutti l’interattività. A loro posto è stato chiamato Mikey Neumann, lead writer che lavora già da tempo con Gearbox.
Pochi i dettagli che conosciamo sulla trama, ma sufficienti per rassicurarci su una cosa: i fan avranno pane per i loro denti. Nell’avventura vestirete i panni di un marine di nome Winter. Diciassette settimane dopo gli avvenimenti narrati in Aliens, il nostro verrà inviato a bordo della USS Sulaco, lo stesso vascello che si intravede in Alien 3, con il compito di indagare sull’ennesimo misterioso segnale di pericolo proveniente da una fregata alla deriva nell’orbita di Acheron (LV-426), secondo satellite di Calpamos e luogo già noto ai fan.

Inutile dire che una volta a bordo dell’astronave semi-distrutta e apparentemente deserta, le cose cominceranno a degenerare piuttosto in fretta. Non passerà molto prima che vi ritroverete a fronteggiare numerose orde di Xenomorfi, costringendovi a ripiegare disordinatamente all’interno della USS Sulaco. Sebbene manchino ulteriori dettagli, per certo sappiamo che nel corso della campagna principale visiterete la famosa colonia di Hadley’s Hope e riuscirete persino a raggiungere una roccaforte di Xenomorfi. Ignote attualmente anche le motivazioni che porteranno Winter da una parte all’altra della galassia, sebbene sia molto probabile che alle sue spalle si muova silenziosamente la Weyland-Yutani, la malefica corporazione da sempre a caccia di un alieno vivo da tramutare in una temibile arma biologica. Non a caso, infatti, il plot farà anche ulteriore luce sui piani della multinazionale già responsabile della rovina di Ripley. Toccherà una sorte simile al povero Winter?
Dal punto di vista narrativo insomma, Aliens: Colonial Marines promette bene. Visto l’universo immaginifico da cui attinge, del resto, è difficile pensare che la trama non saprà farsi apprezzare dai fan della saga, desiderosi di nuovi dettagli fin’ora taciuti.

Più Alien o Aliens?

Parlando del gameplay, invece, qualche dubbio comincia a farsi strada. Non tanto per il genere di riferimento, sparatutto in prima persona, quanto per il ritmo e l’approccio ad ogni battaglia.
Impossibile non fare un paragone con Alien Trilogy, gioco che seppe fondere degnamente FPS e horror e dove ogni incontro con uno Xenomorfo poteva essere letale. Aliens: Colonial Marines cambia sensibilmente il feeling. Chi si aspetta un incedere cauto, lento e costantemente avvolto dall’oscurità resterà irrimediabilmente deluso. Winter procederà costantemente accompagnato da qualche compagno di squadra e, tra un momento di pausa e l’altro, l’azione gronderà da ogni parete, concedeteci la citazione, non risparmiando effetti speciali e orde di disordinati e poco silenziosi Xenomorfi. Per intenderci: piuttosto che avere a che fare con silenziosi assassini, un po’ come lo era quello dell’originale Alien, dovrete vedervela con decine di rumorosi cani affamati della vostra carne, un po’ come visto in alcune scene di Aliens. Più Cameron che Scott insomma.
Sebbene abbiamo dei dubbi che un tale approccio possa incontrare i favori di buona parte del pubblico, Gearbox, tutt’altro che sprovveduta, farà veicolare l’esperienza attraverso alcuni punti cardine tutto sommato intriganti.
Innanzitutto: realismo. Suscita forse involontaria ironia leggere un tale termine in una sci-fi story dominata da space marine e alieni dal sangue acido, ma la cosa ha un suo senso.

"Piuttosto che avere a che fare con silenziosi assassini, un po’ come lo era quello dell’originale Alien, dovrete vedervela con decine di rumorosi cani affamati della vostra carne, un po’ come visto in alcune scene di Aliens. Più Cameron che Scott insomma."

Il gioco, tanto per cominciare, renderà tangibile la fragilità di ossa e carne dei soldati. Scordatevi di sopravvivere a un singolo attacco degli Xenomorfi, se questo sarà apportato con sufficiente violenza e velocità. Secondariamente dite pure addio all’HUD. Se nel confortevole casco di Master Chief può avere senso trovare un radar e un indicatore delle munizioni rimanenti, in Aliens: Colonial Marines non ci sarà nulla di tutto ciò. Alcune armi riporteranno su un display dedicato il numero di proiettili ancora disponibili, mentre per l’individuazione dei nemici dovrete fare affidamento al famoso rivelatore di movimento, protagonista anche nei film e strumento assolutamente indispensabile per individuare gli alieni nell’oscurità.
Questa caratteristica, tra l’altro, è direttamente collegata all’altro elemento cardine del gameplay: la cooperazione con gli altri membri del team. In ogni istante dovrete compiere una scelta: maneggiare un’arma pesante, efficace ma da sorreggere con entrambe le braccia, o accontentarsi di una leggera, potendo così usare con l’altra mano il rilevatore? Potenza di fuoco o conoscenza della posizione dei nemici? Se in single player dovrete fare le vostre valutazioni di volta in volta, in multiplayer ciò si tradurrà in un perenne gioco di squadra. In un team di quattro giocatori massimo, dovrete scegliere a chi affidare il compito di difendere il gruppo e a chi invece quello di segnalare da che parte avanzano le orde aliene. Se state pensando a un Left 4 Dead in salsa sci-fi non siete poi così lontani dalla realtà.
Come già detto, siamo sicuri che un gameplay del genere farà arricciare il naso a parecchi fan che si aspettavano un nuovo Alien Triology elevato all’ennesima potenza. Tuttavia Gearbox sembra avere le idee abbastanza chiare e il suo curriculum ci rassicura in parte sulla qualità finale del lavoro.

Aliens: Colonial Marines vanterà anche una modalità multiplayer competitiva. Qui i giocatori verranno smistati in due fazioni contrapposte: i marines e gli Xenomorfi. I primi dovranno collaborare, alla stregua del single player, per combattere gli attacchi dei temibili alieni, facendo affidamento al rivelatore e alle numerose bocche di fuoco di cui disporranno. Per i secondi la prospettiva di gioco cambierà sensibilmente. La prima persona verrà infatti sostituita dalla terza e, sprovvisti di pistole e fucili, dovranno contare sulle loro fauci, artigli e sulla capacità di camminare e arrampicarsi praticamente su ogni superficie indipendentemente dalla sua pendenza. Nei panni degli Xenomorfi insomma, sarà fondamentale giocare di squadra e utilizzare un basso profilo per cogliere alla sprovvista i malcapitati marines. Tuttavia ci chiediamo come gli alieni potranno contare sull’effetto sorpresa anche quando i giocatori avranno preso confidenza con le varie mappe e conosceranno a menadito ogni possibile anfratto in cui gli Xenomorfi possono nascondersi.
Come ormai da tradizione, partita dopo partita si accumulerà esperienza utile per sbloccare nuove armi per i marines o classi per gli alieni. Infatti, oltre alla versione che potremo definire “standard” ce ne saranno anche altre: i Crusher, ad esempio, per quanto più lenti godranno di una maggior resistenza ai colpi.
Prima di concludere una brevissimo appunto sulla grafica. Aliens: Colonial Marines sfrutta una versione personalizzata dell’Unreal Engine 3. Lungi dall’impressionare, il comparto grafico vanta comunque un sistema di gestione di luci ed ombre estremamente credibile e ben realizzato. Sul resto, tuttavia, aspettiamo di mettere le mani sulla versione definitiva prima di sbilanciarci.

Aliens: Colonial Marines Aliens: Colonial Marines mostra indubbiamente il fianco a qualche critica. Un eccesso di azione e Xenomorfi più simili a zombie, che ad eleganti e letali assassini potrebbero allontanare fin troppo il feeling della produzione a quello della saga cinematografica. Ciononostante è indubbio che il gameplay presenta alcuni elementi stuzzicanti: la totale assenza di HUD e la necessità di cooperare con i compagni per sopravvivere potrebbero davvero fare la differenza. Intrigante anche il multiplayer competitivo, per quanto bisognerà valutare l’efficacia del level design e il bilanciamento tra marines e alieni. Sega e Gearbox sono di fronte a una bella scommessa: vincerla significherebbe molto, tanto più con la relativa vicinanza al debutto nelle sale cinematografiche di Prometheus.

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