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Anteprima Amy

Un interessante Survival Horror dal creatore di Flashback

anteprima Amy
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Adriano Della Corte Adriano Della Corte Da quando ha ricevuto in regalo il suo primo Gameboy all'età di 5 anni, non ha mai smesso di giocare. Grande appassionato di platform e di epiche avventure. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Quando il publisher francese Lexis Numerique presentò in occasione della GDC 2011 la sua line-up di titoli previsti per il 2011, la nostra attenzione fu subito catalizzata da “Amy”, un survival horror in dirittura d’arrivo su Playstation 3, tramite PlayStation Network. Il genere, di recente riportato in auge grazie all’egregio lavoro svolto da Visceral Games con il franchise Dead Space, non è mai stato scandagliato in maniera convincente dal mercato digital delivery. VectorCell, software house francese diretta da Paul Cuisset (il creatore dell’indimenticabile Flashback), vuole assolutamente colmare questa lacuna. Amy ha dell’indubbio potenziale per far bene, ed accontentare i fan delle avventure al cardiopalma: il titolo promette ambientazioni malsane ed ostili, in cui la sopravvivenza correrà sempre sul filo del rasoio in una lotta disperata contro il tempo.

Un destino segnato?

E’ il 2034: Lana, una ragazza come tante altre, si trova su un treno che transita nelle vicinanze Silver City, un piccolo centro urbano nel midwest degli USA. Un viaggio comune: a fianco noi diversi passeggeri parlano tra di loro, mentre il capotreno ci invita gentilmente a mostrare il nostro biglietto. Ma all’improvviso accade l’impensabile: uno scossone, ed una luce innaturale, attraverso i finestrini, illumina l’abitacolo. Poi il buio. Quando Lana riapre gli occhi, si risveglia tra le macerie e si rende conto di essere una delle poche sopravvissute ad un terribile incidente ferroviario: ma il sollievo di essere ancora in vita verrà presto mitigato dall’orrore che si staglia davanti ai suoi occhi. Le persone, che pochi istanti prima sedevano al suo fianco, si sono trasformate in orribili creature, prive di qualsiasi coscienza. La causa di questo incubo sembra essere un misterioso virus, diffusosi velocemente dopo l’impatto di un meteorite al suolo. L’infezione ha purtroppo contagiato anche la nostra protagonista, che mostra i primi sintomi della terribile malattia. Ma un incontro fortuito ridà speranza alla sfortunata ragazza: l'unica possibilità di uscire indenne da questo incubo ad occhi aperti risiede in Amy, una bambina autistica, dotata di misteriosi poteri taumaturgici.

Ico incontra Silent Hill

Nel tentativo disperato di salvarsi, Lana intraprende con Amy un viaggio verso l’ospedale della città, dove alcuni ricercatori stanno lavorando ad una cura per l’infezione aliena. Nelle sei ore di gameplay promesse dallo studio di sviluppo, dovremo attraversare un mondo ostile: la tranquilla cittadina di Silver City è stata completamente trasfigurata dal terribile incidente, popolata ormai da zombie assetati di sangue. Mantenere un basso profilo durante l’esplorazione degli ambienti sembra essere la soluzione più saggia per l’insolita coppia. Lana potrà utilizzare armi fortuite, oggetti raccolti lungo il cammino, ma in "Amy" gli scontri diretti contro le creature sono solo un diversivo mentre tentiamo di trovare una via di fuga.
Amy è la chiave di volta di questa interessante avventura horror: di vitale importanza, la ragazzina sarà indispensabile non solo per le sue doti curative, ma anche per raggiungere luoghi e attivare interruttori sfruttando la sua corporatura minuta. Tenere per mano Amy non sarà solo indispensabile per far regredire l’infezione. Il contatto delle mani, gestito esattamente come in ICO (tramite la pressione del tasto R1), ci permetterà di sentire il battito del cuore di Amy. Come la radio in Silent Hill 2, l’aumento della frequenza cardiaca ci indicherà la vicinanza di presente ostili, espediente che speriamo contribuisca ad aumentare il senso di tensione durante le fasi esplorative.
Nostra unica ancora di salvezza, Amy deve essere protetta ad ogni costo: spesso dovremo trovarle un nascondiglio sicuro, prima di cercare una soluzione per superare gli zombie e poter così avanzare verso l'obiettivo finale. Ma Lana non potrà mai contare unicamente sulle sue forze. La lontananza prolungata da Amy riattiverà il virus che continua a scorrere nelle sue vene, ed il processo mutageno continuerà così il suo inesorabilmente decorso. Il giocatore potrà assistere alla terribile trasformazione in tempo reale: la candida pelle diventerà progressivamente di un innaturale colore bluastro, gli occhi vitrei, e la bocca nient'altro che un orribile annesso di denti aguzzi. Il gioco non dispone di alcuna interfaccia grafica, ne tanto meno di un timer che ci indichi quanto tempo abbiamo a disposizione prima che il virus prenda il pieno controllo della mente di Lana. Un elemento che aumenta esponenzialmente il senso di ansia, che costringe a ragionare e agire velocemente, prima che l’inevitabile destino di Lana si compia dinanzi ai nostri occhi. Ad aiutarci ci sarà solo un indicatore posto sulla spalla della ragazza (Dead Space docet): una luce, che da verde diventerà prima gialla e poi rossa, ci darà approssimativamente la misura del tempo rimasto a nostra disposizione. Prima che la trasformazione giunga a completamento, dovremo dunque ricongiungerci con Amy, oppure utilizzare quei pochi med-kit che incontreremo lungo il cammino. Ma vista la rarità dell'oggetto in questione, questa risorsa dovrà essere utilizzata con parsimonia, nelle situazioni davvero disperate.
Sebbene le dinamiche possano sembrare riconducibili ai classici giochi stealth, VectorCell non sembra aver sprecato l’occasione di aggiungere maggiore profondità al gameplay. In alcuni casi, lasciare che l’infezione si propaghi nel corpo di Lana paradossalmente sarà l’unica soluzione per poter avanzare verso la salvezza. In bilico tra la vita e la morte, e sempre più simile ai mutanti da cui sta tentando di scappare, la ragazza potrà facilmente muoversi indisturbata, senza destare l'attenzione delle terribili creature. L'azione correrà dunque sul filo di lana: nel tentativo disperato di trovare una via di fuga, basteranno pochi errori e Lana sarà irrimediabilmente soggetta al suo terribile destino.

Dal materiale che abbiamo potuto osservare fino ad ora, il lavoro svolto da VectorCell dal punto di vista tecnico appare davvero encomiabile. Amy utilizza un motore grafico proprietario, capace di creare ambienti tridimensionali ricchi di dettagli. Diversi effetti luce danno un taglio innaturale all'atmosfera malsana di Silver City. E proprio i fasci oleosi di luce avranno un ruolo fondamentale nell'esplorazione degli ambienti di gioco, illuminati dai raggi malsicuri di una torcia tremolante. Per i modelli dei personaggi, VectorCell ha confermato l'uso del motion capture, che garantisce espressioni facciali di Amy e Lana capaci di trasmettere perfettamente le emozioni di terrore e paura vissute dalle due protagoniste.

Amy Amy ci è apparso fin da subito un progetto dalle indubbie potenzialità. Di survival horror disponibili via digital delivery se ne contano davvero pochi, e nonostante tutti i limiti imputabili alla piattaforma digitale, VectorCell sembra essersi impegnata per realizzare un titolo valido sotto molteplici aspetti. Le informazioni a nostra disposizione sono bastate per destare il nostro interesse: non vediamo l'ora di saggiare con mano il gameplay, basato sul rapporto che lega a doppio filo le due protagoniste. Non ci resta che aspettare la data di pubblicazione di Amy su PSN - fissata per il prossimo Giugno - per scoprire se VectorCell ha realizzato un titolo imperdibile per i fan delle avventure horror.

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