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Anteprima Anno 2070

Presentato a Colonia il capitolo futuristico della serie Ubisoft

anteprima Anno 2070
Articolo a cura di
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  • Pc
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

All’interno degli strategici in tempo reale Anno è sempre stata una serie che ha ottenuto un costante successo di pubblico e critica.
Anche l’ultimo capitolo, intitolato 1404, è stato accolto favorevolmente dal pubblico, al punto tale da spingere il team Blue Byte, ormai di proprietà di Ubisoft e responsabile anche della serie The Settlers, a pubblicare un’espansione, completamente dedicata a Venezia.
Nei mesi successivi è stato chiesto ai fan di votare l’ambientazione che preferivano per il nuovo capitolo: molti optarono per un setting maggiormente fantasy ma la maggior parte dei voti furono per un’ambientazione fantascientifica.
Al Gamescom di Colonia, infine, Ubisoft è pronta a svelare Anno 2070.

Cambio di prospettiva

Come si può intuire dal titolo, quindi, il nuovo episodio è ambientato nel futuro, decisione che disorienterà sicuramente gli appassionati della serie ma fattore che, come vedremo, ha dato al team la possibilità di osare, spaziando verso temi e soluzioni inedite.
Nel 2070 il livello dei mari sarà salito in maniera impressionante, in funzione dei problemi legati al riscaldamento globale, a loro volta nati dall’inquinamento selvaggio provocato dall’uomo nel secolo precedente.
Il mondo di gioco sarà quindi organizzato in isole, separate l’una dall’altra da mari profondi, e sarà possibile colonizzarle per dare il via ad una nuova civiltà, terraformando l’ambiente e costruendo città che cresceranno progressivamente, scatenando un crescente bisogno di approvvigionamento energetico.
Proprio sull’energia ruota l’intera produzione, con particolare attenzione per le varie fonti e per il loro impatto diretto sull’ambiente, sulla vita delle persone e, soprattutto, sul futuro del nostro pianeta.
Sono argomenti che raramente vengono trattati nei videogiochi e che nei titoli strategici trovano un loro spazio, come abbiamo avuto modo di vedere nella recensione di Fate of the World.

Green power

Al giocatore sarà data la possibilità di scegliere come far evolvere la propria civiltà, affiliandosi a una delle due fazione presenti: gli Eco e i Tycoon.
I primi punteranno tutte le loro carte sull’uso di energie rinnovabili, a basso impatto ambientale, in modo da limitare al massimo gli sprechi e riducendo la dipendenza da materie prime quali idrocarburi o carbone.
Per fortuna nel 2070 la tecnologia avrà fatto passi da gigante e saranno numerose le possibilità di scelta, riuscendo quindi a sfruttare l’energia del sole, del vento e del mare con modalità ed efficienza che oggi, nel 2011, possiamo solo sognare.
La Solar Tower, ad esempio, sarà una delle soluzioni più interessanti: una torre posta al centro di un alto numero di specchi riceverà i raggi del sole concentrati, in modo da mandare in ebollizione grandi masse di acqua che, a loro volta, metteranno in funzione delle turbine in grado di erogare energia elettrica.
Non si tratta di una struttura così avveniristica ma nella rappresentazione del gioco riuscirà a soddisfare il fabbisogno di una città intera, con la sola problematica relativa allo spazio fisico occupato sul suolo, decisamente imponente rispetto alle centrali elettriche di tipo tradizionale.
I Tycoon avranno un approccio diametralmente opposto: in maniera simile a quanto fatto dall’uomo negli ultimi decenni punteranno a soddisfare i fabbisogni senza curarsi troppo dell’inquinamento e dell’impatto sull’ambiente, sfruttando le centrali nucleari di nuova generazione disponibili nel 2070 e consumando le poche risorse energetiche rimaste a disposizione dell’uomo sulla terra.
Si tratta di due approcci profondamente differenti che permetteranno di avvicinarsi al gioco in due modalità diverse. In base ad ogni scelta compiuta dal giocatore l’ambiente simulato dal gioco fornirà un suo feedback diretto, segnalando l’aumento o la progressiva diminuzione del livello di inquinamento, in modo da fornire in ogni momento un parametro di riferimento per la bontà del proprio operato.

Le città del futuro

Parallelamente alla gestione delle risorse energetiche il giocatore dovrà amministrare le città che verranno costruite sulle isole: in base alla fazione scelta l’aspetto grafico cambierà pesantemente, mantenendo però per entrambe un livello di dettaglio maniacale, visibile soprattutto al massimo livello di ingrandimento della mappa, in grado di mostrare i veicoli volanti che si spostano da un quartiere e l’altro o un mezzo dei vigili del fuoco che esce dal proprio garage per andare a spendere un incendio in una palazzina poco lontana.
Anche le centrali denotano un grado di ricercatezza molto marcato, tanto grafico quanto concettuale, con problematiche reali come l’impossibilità di costruire un alto numero di pale eoliche a poca distanza una dall’altra, a causa delle turbolenze che si formano per il vento che passa e le fa girare, fattore che potrebbe spingere un giocatore a scegliere di costruire una centrale meno avanzata e più inquinante.
Le città, inoltre, forniscono un ottimo colpo d’occhio su cosa potremo aspettarci per il futuro dell’uomo, con costruzioni sempre più maestose e sistemi di trasporto avveniristici.

Nelle profondità marine

Il gioco metterà quindi rapidamente in difficoltà l’utente, con situazioni e scelte che potrebbero cambiare pesantemente il futuro dell’umanità.
La mancanza di materie prime, quindi, aprirà le porte della ricerca in ogni direzione e una delle soluzioni sarà quella di andare sott’acqua, in quelle profondità marine che sono cresciute, in virtù dell’innalzamento del livello degli oceani.
Sui fondali, quindi, si potranno costruire basi subacquee in maniera simile a quanto fatto sulla terra ferma ma con scopi diversi: tali basi potranno ospitare laboratori di ricerca, centrali che sfruttano le correnti oceaniche da trasformare in energia e hangar in grado di ospitare mezzi specializzati nell’estrazione di minerali.
Le basi sottomarine, quindi, diventeranno rapidamente un secondo livello di gioco su cui operare, andando ad affiancarsi alle città in superficie, in modo da mantenere alta la fornitura di energia e proseguendo nella ricerca per migliorare il rendimento delle centrali in proprio possesso, tentando quindi di trovare nuove soluzioni, per riuscire a catturare l’energia del mare.

Anno 2070 Anno 2070 di discosta dai capitoli precedenti sia per lo stile che per l’approccio, proponendo argomenti attuali e complessi e mettendo il giocatore in situazioni difficili da gestire. Il gameplay ricorda quello classico per la serie, quindi gli appassionati si sentiranno subito a proprio agio, con il valore aggiunto di situazione inedite per il genere. I nuovi utenti, invece, troveranno un titolo profondo e particolare, con un aspetto grafico di tutto rispetto che potrebbe far aumentare ancora la notorietà della serie.