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Anteprima Assassin's Creed 3 Liberation

Alla GamesCom il nuovo capitolo per PS Vita si mostra in demo

anteprima Assassin's Creed 3 Liberation
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  • PSVita
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Il contributo di Ubisoft

Mentre Sony promette e mantiene il suo impegno a rifornire la sua piccola piattaforma di contenuti, siano questi applicazioni utili ad espanderne le ambizioni social o videogiochi veri e propri, le terze parti sembrano ancora ferme ai box. All'iniziale entusiasmo, scaturito dalle specifiche tecniche della macchina, non hanno fatto seguito successivi annunci di nuovi prodotti e IP in arrivo per PS Vita. Ben lontani dal ritrovarsi in una situazione irreversibile, i dirigenti Sony hanno comunque l'imperativo di cambiare questa situazione che non solo rischia di fare il paio con quella di PSP, ma che disegnerebbe un panorama ben peggiore, visti i successi di smartphone e tablet sempre più minacciosi e di moda.
Per fortuna, a questa GamesCom 2012, oltre ad Activision con il suo Call Of Duty, anche Ubisoft si è fatta avanti con l'interessantissimo Assassin's Creed 3 Liberation. Già incontrato allo scorso E3, in questa sede abbiamo avuto modo di incontrare gli sviluppatori, porgergli qualche domanda e visionare una demo che ci ha permesso di saggiare le diverse possibilità strategiche che, teoricamente, ogni missione offrirà.

Il fascino da Assassina

Questo nuovo capitolo della saga è stato subito definito dagli stessi sviluppatori come un Assassin's Creed in tutto e per tutto. Non ci eravamo neanche seduti nelle comode poltrone che riempivano la saletta stampa che già venivano lanciate dichiarazioni piuttosto forti e nette: non si tratterà di uno spin-off, tanto meno di una riduzione di quanto visto in altri lidi. Affermazioni come questa non possono che farci piacere, ma indiscutibilmente caricano l'ambiente di aspettative e responsabilità.
Il setting è rimasto quello noto: New Orleans, 1771 circa. Il periodo storico scelto, vede la famosa cittadina americana passare sotto il controllo spagnolo, dopo la sua fondazione che batte, come il nome lascia indovinare, bandiera francese.

"Non ci eravamo neanche seduti nelle comode poltrone che riempivano la saletta stampa che già venivano lanciate dichiarazioni piuttosto forti e nette: non si tratterà di uno spin-off, tanto meno di una riduzione di quanto visto in altri lidi."

Al di là dei tumulti dovuti al controllo territoriale, spicca inoltre la relativa eterogeneità della popolazione che compone la città. Il contesto storico è insomma estremamente eccitante e interessante, sufficientemente fertile a servire numerosi assist agli sceneggiatori di Ubisoft per infarcire ulteriormente la loro storia a base di Assassini e Templari. A questa base va poi aggiunto il contributo che darà il plot di Assassin's Creed 3. Sebbene i fatti narrati nel videogioco atteso per Xbox 360 e PS3 sono posteriori a quelli di Liberation, non mancheranno comunque alcuni elementi che finiranno per intrecciarsi e che spiegheranno meglio le azioni di Connor, il protagonista che succede a Ezio nella saga.
In tutto questo non va dimenticata lei: Aveline. Mulatta di origini francesi e di famiglia piuttosto agiata, l'insospettabile Assassina non si farà scrupoli ad usare il suo atletismo superiore e il suo fascino sul sesso “forte” per raggiungere i suoi scopi. Si tratta di un personaggio il cui design non convince completamente, ma sul quale Ubisoft potrebbe fornirci una visuale inedita della Confraternita, tanto più nel periodo storico e nel contesto geografico in cui si trova a vivere.
Le premesse per una storia interessante e all'altezza con gli episodi casalinghi ci sono tutte. Manca da vedere il gameplay, elemento che fin'ora non ha mai convinto quanto il publisher lo ha trasposto in ambito portatile.
La demo presentataci aveva proprio questo compito: sovvertire questa tendenza. Essa presentava un unica missione che però è stata affrontata per ben tre volte, in modo da fornirci una visione il più ampia possibile sul combat system e sul sistema di travestimento.

L'assassinio perfetto

L'obbiettivo era semplice e piuttosto chiaro: penetrare in una zona sorvegliata, assassinare il target, rubargli dei documenti e fuggire facendo perdere le proprie tracce.
Al primo tentativo gli sviluppatori hanno snobbato qualsiasi travestimento, adottando l'approccio più classico della saga. Aveline ha così cominciato a scalare tetti e pareti, inconsapevole che stava per incappare nella nostra prima, e forse unica, critica al gioco. Ancora memori degli splendidi scorci di Gerusalemme e Roma, New Orleans si presenta come un'accozzaglia di baracche e case coloniali piuttosto basse, poco adatte per lo sviluppo verticale del level design che da sempre contraddistingue la saga. Non siamo fortunatamente di fronte a un disastro o a un prodotto che snatura completamente la filosofia del brand: l'architettura della città si sviluppa comunque sul piano orizzontale, regalando un sentiero di tetti e appigli che i videogiocatori più smaliziati non mancheranno di sfruttare nel migliore dei modi. Proprio quest'approccio, come dicevamo, ha caratterizzato il primo playtest. L'agilità e semplicità con cui Aveline saltava di tetto in tetto ci ha subito convinti, restituendoci la giusta sensazione di leggerezza e libertà. Avvistate le guardie a difesa della zona calda, la nostra ha estratto la sua fidatissima cerbottana: un paio di devoli tocchi sull'analogico per correggere la mira e il malcapitato di turno cade in un sonno eterno. In questo frangente l'I.A. ha mostrato il fianco a qualche facile critica: incapaci di guardare al di là del loro naso, i soldati si sono lasciati abbattere senza opporre resistenza, mentre quelli che si accorgevano dei compagni caduti, reagivano con fin troppa lentezza per rappresentare una reale minaccia. Naturalmente, trattandosi di una demo, è possibile che gli sviluppatori avessero impostato un livello di difficoltà inferiore a quello che caratterizzerà invece la versione definitiva.

Sempre muovendosi tra le abitazioni, l'Assassina ha individuato infine il suo target. Sfruttando la baionetta di un fucile sottratto a una guardia uccisa, Aveline piomba sull'ignaro passante senza lasciargli scampo. In un attimo si impadronisce dei documenti, prima di iniziare la sua folle corsa verso la libertà, inseguita da un manipolo di soldati. L'occasione era tuttavia troppo ghiotta: gli sviluppatori hanno ben deciso di farci vedere all'opera il combat system, fermando la fuga e preparando l'eroina allo scontro sguainando la spada.
A quanto abbiamo avuto modo di vedere, l'inventario sarà totalmente controllato via touch-screen. Sebbene sembri piuttosto chiaro che si tratta di una forzatura inserita per sfruttare a tutti i costi almeno una feature della PS Vita, questo sistema di input si dimostra efficace e adatto alla filosofia che sottende i combattimenti. Ogni scontro infatti, è insieme classico e inedito per la saga. Classico perché i nemici mantengono la loro tendenza, suicida, nell'affrontarvi uno per volta e perché il tutto si gioca ancora sul tempismo del contrattacco. Inedito perché Aveline è armata fino ai denti e non si fa problemi a cambiare approccio da un momento all'altro. Con un tocco si seleziona la sciabola, utile per una rapida combo da distanza ravvicinata, con un altro si equipaggia la cerbottana, necessaria per mettere al tappeto i rinforzi in arrivo, con un altro ancora ci si ritrova con una frusta capace di strangolare, strattonare e spingere sulla folla chiunque capiti.
Il combat system è insomma piuttosto snello e non dimentica di tirare in ballo il touch-screen che, in alcuni frangenti, vi permetterà di selezionare l'ordine con cui colpire gli avversari. Bisognerà vedere se alla lunga verrà evitata la classica ripetitività della saga nei combattimenti, ma quanto visto nella demo lascia ben presagire: del resto le armi sono piuttosto varie e permetteranno approcci diametralmente opposti tra loro.
Riavviata la missione, questa seconda volta gli sviluppatori hanno deciso di mostrarci il sistema di travestimento, la sua efficacia e i suoi contro con i quali dovrete scendere a compromessi di volta in volta. Raggiunto un luogo specifico, Aveline ha indossato eleganti abiti da aristocratica con tanto di parrucca. Costretta a terra, vista l'impossibilità di scalare i muri vestita in quel modo, si è avvicinata a un manipolo di guardie che, in cambio di denaro, l'hanno lasciata passare senza fare domande. Girato l'angolo si è presentato il momento ideale per foderare le arti femminili: flirtando con un soldato, questo ha deciso di seguirla per fornirgli protezione in caso di pericoli. Avvicinatasi al target, Aveline ha rilevato il segreto nascosto nel grazioso ombrellino da passeggio con il quale si accompagnava: in realtà la sua canna nasconde un dardo avvelenato che in un secondo, e nel silenzio più assoluto, le permette di fare fuori il suo obbiettivo.

A questo punto, recuperati i documenti, l'Assassina è stata costretta a muoversi con estrema circoscrizione per non farsi vedere dalle guardie allertate dalle urla dei cittadini alla vista del cadavere. Come detto, Aveline paga il suo travestimento con l'impossibilità di correre e saltare. In questo frangente dunque, le derive stealth della saga, pur sempre presenti, raggiungono livelli di dominio assoluto. La nostra è stata costretta a nascondersi, mescolarsi con gli altri cittadini e utilizzare la guardia innamorata come cavallo di Troia per attirare lontano da sé i manipoli di soldati.
Nel terzo ed ultimo tentativo invece, Aveline si è travestita da serva. In questo caso per superare il cordone di sicurezza intorno all'area sorvegliata è stato necessario recuperare una cassa di scorte, per dare l'impressione di essere un'addetta al rifornimento. Vicina al target ha finto di darsi da fare per pulire il sentiero che attraversava la piazza, prima di assassinare il malcapitato in un momento di relativa tranquillità. Vestita di abiti ben più comodi rispetto a quelli indossati in versione aristocratica, durante la conseguente fuga la nostra era in grado di arrampicarsi su qualsiasi struttura, ma presentava un arsenale ben più modesto rispetto a quello messo in mostra con l'uniforme da Assassina. La fuga a perdifiato è stata così la scelta più giusta per evadere dalla scena del crimine e far disperdere le proprie tracce con relativa facilità.
La demo è stata sicuramente efficace per farci saggiare la bontà di combat system e sistema di travestimento. Ciò che è più, ci ha empiricamente dimostrato come le missioni prevedano più strategie per essere portate a compimento.
Abbiamo inoltre potuto saggiare la bontà del motore grafico che muove il titolo. Pur carente di qualche dettaglio di troppo nelle ambientazioni, il tutto si muoveva con un'ottima fluidità e ogni modello poligonale era mosso da animazioni convincenti e soddisfacenti. Artisticamente i ragazzi di Ubisoft si sono mossi con la solita caparbietà, per quanto aspettiamo di vedere anche le ambientazioni più naturalistiche prima di sbilanciarci ulteriormente in questa direzione.
Buono anche il sonoro, dominato da temi influenzati dalle sonorità dei pellerossa e da effetti sonori convincenti per quanto non eccelsi nella qualità di campionamento.

Assassin's Creed 3 Liberation Assassin's Creed 3 Liberation ha buone potenzialità e tutte le carte in regola per far bene. Il sistema di controllo è sufficientemente snello e ben calibrato, il combat system si è dimostrato piuttosto vario e permissivo e l'intrigante feature legata ai travestimenti potrebbe permettere quella libertà d'azione tale da evitare l'eccessiva ripetitività delle missioni. Anche il comparto grafico-sonoro pare all'altezza, anche se è troppo presto per sbilanciarsi. Preoccupa solo il level design, costretto dall'architettura di New Orleans a svilupparsi in orizzontale, piuttosto che in verticale: può esistere un Assassin's Creed senza vertiginose cadute nel vuoto? Ciò che è certo fin da oggi è che PS Vita ha bisogno come si ha bisogno dell'aria di questa IP per dimostrare tutto il suo valore anche agli occhi delle terze parti.