E3 2013

Anteprima Assassin's Creed 4: Black Flag

Black Flag spiega le vele mostrandoci una progressione piuttosto conservatrice

anteprima Assassin's Creed 4: Black Flag
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

L'elemento più prezioso di Assassin's Creed 4: Black Flag è sicuramente la pienezza e la coerenza del mondo di gioco. Solcando la superficie diafana delle acque dei Caraibi si ha la netta impressione che da questo punto di vista il nuovo free-roaming Ubisoft si sia spinto davvero molto oltre le conquiste del terzo capitolo, che già incantava grazie alla bellezza selvaggia e brulla della Frontiera. Focalizzandosi su uno degli aspetti più interessanti di Assassin's Creed 3, il team ha pensato di portare il giocatore in mezzo agli arcipelaghi centroamericani, sfruttando galeoni e fregate non solo in sezioni secondarie esplicitamente pensate per inscenare le furiose battaglie navali di fine settecento.
Nonostante l'esperienza di gioco sia ancora costretta entro i (soliti) confini tracciati dai (troppi) predecessori, Black Flag saprà sicuramente entusiasmare gli amanti di una progressione avventurosa e trottante, che proprio nella declinazione piratesca del brand trova solide fondamenta per arrembare le nuove console in arrivo a novembre.

I conservatori di Montreal

Dopo l'immobilismo del terzo capitolo ufficiale, in verità quinto esponente di una serie ormai radicatissima alla sua eredità ludica, molti si sarebbero aspettati con Assassin's Creed 4 un cambio di rotta fortemente avvertibile, o almeno qualche spunto che potesse ringalluzzirne il gameplay. E invece la lunga demo mostrata a porte chiuse nel padiglione Ubisoft dell'E3 ha rivelato un conservatorismo evidentissimo.
Le dinamiche di gioco di Black Flags sono le stesse sperimentate nei panni dell'ultimo Ezio e poi di Connor, e non c'è stato nessun ritocco ai combattimenti, all'intelligenza artificiale dei nemici, ed ai ritmi dell'esplorazione ambientale.
Edward Kenway, bisavolo del vecchio protagonista, si arrampica proprio come ce lo aspettiamo, sugli alberi biforcuti delle isolette caraibiche e sulle capanne dei villaggi costieri. Dall'alto, si getta sulla preda trafiggendola alla base del collo, ed in combattimento sfodera la solita serie di attacchi, colpi bassi, instant kill. Duole ammetterlo, perchè Black Flags è senza ombra di dubbio l'episodio più rigoglioso e denso in termini di caratterizzazione ambientale, ma le solite routine hanno un po' stancato. Per fortuna qualche piccolo ritocco all'interfaccia c'è stato, e adesso le fasi stealth sembrano ad esempio più piacevoli e fluide, meno confusionarie. Del resto l'Animus a cui siamo connessi non è quello scalcinato di un manipolo di assassini in fuga, bensì quello tecnologicamente avanzatissimo dell'Abstergo, dal momento che impersoneremo un templare incaricato di frugare fra i ricordi dei membri della fazione avversa. La conferma che non ci sarà nessuna backstory legata a questo innominato personaggio, comunque, rafforza ulteriormente la convinzione che Assassin's Creed 4 sia un capitolo di transizione, a cavallo fra due generazioni e poco coraggioso per volontà del team di sviluppo. Il tempo di sperimentare nuove soluzioni arriverà quando gli hardware di nuova generazione saranno stabili sul mercato: per il momento andare sul sicuro sembra una soluzione migliore.
Con queste premesse, comunque, è inevitabile che la demo ci lasci un po' tiepidi, se dobbiamo giudicarne la struttura ludica.

C'è però da dire che le vele di Assassin's Creed 4 sono comunque gonfiate da un sottile vento d'entusiasmo: come abbiamo accennato, l'ambientazione piratesca è riuscitissima e viva, ed il contesto ricreato dal team di sviluppo è intriso di un fascino indigeno, che ci mette davvero poco ad avvolgere il giocatore. Ben al di là dell'aumentata estensione della mappa di gioco, è la ricchezza di dettagli che la rende l'ambiente perfetto per i prodi esploratori videoludici. Sulle coste afose degli atolli caraibici troviamo villaggi di pescatori indolenti, stesi a seccare al sole come le loro reti. Le banchine si protendono sulla superficie piatta del mare, adombrate dalle vele dei trialberi e delle galee. Ora è possibile salire a bordo della propria nave e partire alla ventura, sfidando le onde e la bonaccia. Ne guadagnano immersione ed esplorazione, ed in ultima analisi anche tutta la dimensione avventurosa del titolo Ubisoft, che sembra quasi un sogno per chi ha sempre voluto un videogioco capace di incarnare lo spirito dei racconti di corsari e bucanieri.
Ecco: Assassin's Creed 4 segue proprio le tracce di una splendida mitologia piratesca, solo raramente esplorata così a fondo da un videogame. Ci porta quindi su isolette deserte, in cui il cadavere di un pirata ancora gonfio di Rum nasconde la mappa di un tesoro lontano. Ci fa inseguire il sogno di tesori e ricchezze, sfidando i gorghi e gli scogli affioranti. E poi ci porta nell'entroterra dei territori del centroamerica, immergendoci in giungle lussureggianti in cui svettano i tempi abbandonati di civiltà perdute. Sarà forse il balzo tecnologico sospinto da un hardware più performante, ma in Black Flags c'è atmosfera, mistero, avventura: nel senso più classico del termine.
Fra schiavi da liberare e progetti che permettono di migliorare la dotazione della propria nave, la varietà di quest secondarie non si mette in discussione. Anche se, acquattati fra le felci e le palme nane, non possiamo far altro che avvertire quella pesantezza di cui si diceva. Il team glissa poi sulle novità introdotte negli scontri, lasciandoci intuire che toccherà alle battaglie navali, piuttosto che ai duelli all'arma bianca, farci divertire. Il recupero praticamente integrale del sistema studiato nel vecchio capitolo non può che essere positivo: gli scontri fra i flutti rappresentavano una delle più indovinare novità di Assassin's Creed 3, ed anche qui si svolgono secondo una routine flessuosa e codificata. La danza dei galeoni, che virano di lato per sorprendere a cannonate la pancia delle imbarcazioni nemiche, e poi i colpi di rostro e gli arrembaggi, regalano le stesse emozioni dello scorso anno.
Stavolta è però seriamente sconsigliato affondare la nave: meglio sfondare alberi e paratie e poi assaltarla. Una volta ucciso il capitano, la sua ciurma si arrenderà, dandoci la possibilità di razziare le merci trasportate. Edward potrà anche decidere cosa fare del vascello appena conquistato: recuperare assi e funi per aggiustare la propria nave, oppure reclutare la ciurma e spedirla al covo, guadagnando così un equipaggio in più. Anche in Assassin's Creed 4, infatti, torna una componente gestionale, che permette di amministrare i propri uomini e mandare i galeoni a pattugliare le rotte commerciali. Il tutto può essere gestito anche grazie ad una companion app, ormai sempre più in voga. Al di là dell'esperienza "second screen", tuttavia, speriamo che la profondità strategia di questa sezione sia maggiore di quella legata allo sviluppo della villa di Connor, troppo poco interessante esuperficiale.

Assassin's Creed 4: Black Flag Si metta l'anima in pace chi pensava che Assassin's Creed 4: Black Flags avrebbe esplorato territori sconosciuti e conquistato nuove frontiere. Il quarto capitolo della saga Ubisoft procede invece lungo rotte già battute, confermandosi poco intrepido. Eppure una volta ancora il publisher francese ci conduce in territori affascinanti, meravigliosi, amplificando ulteriormente l'illusione della libertà. La bellezza sfuggente dei Caraibi, le scorribande a bordo delle navi agili, ed in generale l'immersione in un contesto riuscitissimo: sono di nuovo questi i tesori di Assassin's Creed.

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