E3 2014

Anteprima Assassin's Creed Unity

Arno Dorian si mostra alla folla dell'E3 intento a spargere giustizia agli albori della Rivoluzione Francese

anteprima Assassin's Creed Unity
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

Illuminato dai riflettori di ben due conference differenti (Microsoft e Ubisoft), Assassin's Creed Unity ha finalmente rivelato al mondo qualche ulteriore dettaglio circa le due anime che ne compongono il cuore pulsante: che il sottotitolo scelto per questo quinto capitolo principale della saga Ubisoft fosse ben più che un semplice vezzo verbale, è stato chiaro sin dai primi annunci ufficiali che ne hanno accompagnato l'esordio, ma che l''unità d'intenti' promossa dalla software house francese si rivelasse il vero e proprio leitmotiv della sua presentazione losangelina probabilmente era previsto da ben pochi. Ambientato durante uno dei periodi fondamentali della Storia del Vecchio Continente come l'alba della Rivoluzione Francese, il nuovo universo di Assassin's Creed ci mette di fronte ad una Setta degli Assassini impegnata a supportare la popolazione Parigina durante la sua lotta per il raggiungimento di libertà e parità sociali degne di questo nome. Il nuovo nemico è infatti rappresentato da quella spregevole classe nobile (senza alcun dubbio legata in qualche modo all'Ordine dei Templari) che nello stesso periodo storico sottoponeva la propria gente ad angherie ed ingiustizie senza limiti: la sequenza di gameplay mostrata in anteprima a questo E3 2014 comincia infatti proprio durante la caccia all'uomo che vede come obiettivo un capitano dell'esercito ancora fedele al regime aristocratico. Lasciati i panni del pirata scanzonato e beffardo del precedente capitolo, il nuovo protagonista Arno Dorian riporta le atmosfere di gioco dentro i limiti più 'seriosi' che ne avevano contraddistinto i primi episodi, mentre i suoi primi passi mossi all'interno di una Parigi minuziosamente ricostruita da Ubisoft Montreal ci mostrano un formula di gioco ben conosciuta: il parkour, innanzitutto, appare rivisto nelle sue dinamiche principali, ora ancora più fluide e connesse durante la scelta degli elementi di scenario ai quali aggrapparsi, anche in fase di discesa da un edificio. Che la fondamentale transizione dalla cima di un palazzo al raggiungimento del suolo sottostante non passi ora solamente per il tradizionale Salto della Fede potrebbe rivelarsi ben più che un semplice capriccio coreografico in termini di gameplay, vista la nuova e realistica scala 1:1 con la quale gli edifici sono stati riprodotti in una Parigi virtuale mai così verticalmente sviluppata e realistica.

Liberté, Égalité, Fraternité

Raggiunte le strade, la prima caratteristica a balzare all'occhio è sicuramente l'arricchimento del numero di persone che ne affollano la superficie: la città è infatti in grado di ospitare fino a cinquantamila personaggi non giocanti al suo interno, anche se raramente sarà possibile vederne contemporaneamente su schermo un numero superiore al migliaio (o poco più). Il sovraffollamento delle strade è stato sfruttato dal team di sviluppo anche per la creazione dei classici eventi casuali (come risse, scontri tra rivoluzionari ed esercito, e così via) capaci di innescare missioni secondarie e inseguimenti, anche se su questo aspetto di gioco ancora nulla è stato mostrato nel dettaglio; ciò che invece abbiamo potuto ammirare è stata la nuova funzione che permette al protagonista di localizzare immediatamente i luoghi di interesse e le missioni secondarie intorno a lui semplicemente posizionandosi sopra il tetto di un edificio. Durante il tragitto che divide Arno dal suo attuale obiettivo, abbiamo potuto assistere anche all'apparizione di sotto missioni apparentemente più articolate rispetto al passato, nelle quali risolvere un misterioso caso di omicidi seriali seguendo una serie di indizi lungo tutta la città. Raggiunto il primo obiettivo della nostra missione, situato all'interno di una classica area dall'accesso limitato, il sistema di combattimento di Unity ci ha riportati però con i piedi per terra, mostrandosi del tutto analogo a quello tanto criticato negli episodi precedenti: posto di fronte a tre avversari differenti, Arno riesce infatti a liberarsi agevolmente di ognuno di essi in comodi scontri uno contro uno, grazie a sequenze di parate, fendenti e contraccolpi analoghi a quanto già visto nella serie. Ciò che invece nelle sezioni successive del gameplay stupisce per la sua scioltezza è la fluidità della transizione tra esterni ed interni delle fasi di parkour, caratterizzate ora dall'alternanza tra spazi aperti ed altri ben più ristretti e claustrofobici: resta ovviamente da capire quanti edifici saranno liberamente esplorabili e sfruttabili durante le proprie fasi di fuga o inseguimento e quanti di questi saranno invece legati a sequenze prefissate all'interno di specifiche missioni. La fase di avvicinamento al proprio bersaglio, per il resto, ricalca in modo analogo quelle già assimilate nei precedenti episodi, con percorsi composti ad hoc da tralicci, finestre e cavi sospesi che guideranno il giocatore verso le posizioni ideali dalle quali sferrare il proprio repentino attacco alla giugulare nemica. L'aspetto inedito e più interessante di questo nuovo capitolo del franchise appare proprio in chiusura della sequenza di gameplay mostrata, quando il nostro anti-eroe è raggiunto da altri tre compagni Assassini.

Giudizi popolari

Tra i pezzi da novanta della conferenza Microsoft, la nuova modalità cooperativa presente in Assassin's Creed Unity sembra trarre ispirazione dallo stessa filosofia rivoluzionaria che caratterizza tutto il setting di gioco: nella missione mostrata per l'occasione sul palco della casa di Redmond vediamo infatti quattro diversi assassini ritrovarsi in una piazza gremita da una folla in rivolta davanti alla sfarzosa abitazione di un imperturbabile marchese. L'obiettivo dei protagonisti è ovviamente quello di eliminare il nobiluomo e riportare giustizia per le strade, ma a rendere il tutto più interessante è la modalità con la quale l'assassinio verrà consumato: dopo una fase di infiltrazione nella quale attacchi coordinati, coperture dalla distanza ed un susseguirsi di eliminazioni dai ritmi cadenzati e ragionati la fanno da padrone, l'eliminazione dell'obiettivo non passa infatti per la classica lama celata piantata nella giugulare, bensì attraverso l'esposizione alla pubblica piazza dello stesso marchese. Il ruolo di giudice, giuria e boia passa quindi nelle mani della popolazione, per una svolta 'filosofica' che potrebbe avere ripercussioni anche sul gameplay stesso, potenzialmente influenzabile dall'obbligo di non eliminazione di determinati bersagli o dal cambio dinamico di obiettivi durante le missioni. Quella che per ora appare sicura è la distinzione tra missioni cooperative e campagna in single player, caratterizzate da linee temporali ovviamente analoghe ma da incarichi completamente diversi le une dall'altra. Gli ulteriori dettagli emersi da questa anteprima mondiale di Assassin's Creed Unity riguardano principalmente un comparto tecnico assolutamente di prim'ordine: detto dell'impressionante numero di elementi umani su schermo, quello che visivamente colpisce di questo nuovo capitolo della saga è l'eccezionale qualità delle texture e l'incredibile ricchezza di dettagli e particolari degli ambienti, specialmente se interni; prima di sbilanciarci ulteriormente sul versante grafico di Unity sarà bene però attendere qualche ulteriore prova di forza da parte del titolo Ubisoft, onde evitare dolorose disillusioni.

Assassin's Creed Unity Collocatosi sin dal suo primo annuncio ufficiale tra i titoli più attesi della stagione videoludica autunnale, Assassin's Creed Unity si svela durante questo E3 rinvigorito da una veste grafica stupefacente e arricchito di una nuova modalità cooperativa all'interno della quale design ambientale e setting sembrano ricoprire un ruolo fondamentale: è infatti fortissima, in ogni aspetto di Unity, l'influenza del contesto storico scelto dal team di sviluppo per questo ultimo capitolo della serie. Forse per campanilismo o forse per precisa volontà, la potenza comunicativa di questo nuovo episodio ambientato durante le prime fasi Rivoluzione Francese sembra in grado di riportare l'intero franchise ai fasti che caratterizzavano i mondi di gioco ammirati nei suoi primi esponenti, evolvendo (ma neanche troppo) il proprio gameplay di base solamente dove necessario. Per Arno Dorian, insomma, il battesimo del fuoco è ormai alle spalle ma la vera prova è quella che lo attende da qui al prossimo ventotto ottobre, quando il popolo dei giocatori deciderà se farlo entrare nella lista degli Assassini più amati del franchise.