Anteprima Batman Arkham Origins

Warner Bros Games in una dimostrazione di forza dedicata al Pipistrello

anteprima Batman Arkham Origins
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Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

"Lei non è un infallibile Vigilante. E' solo un giovane uomo con un immenso fondo fiduciario e troppa rabbia". Con queste parole di Alfred, storico maggiordomo di casa Wayne e mentore del giovane Bruce, si può riassumere il nuovo corso che WB Games Montreal intende dare alla serie Batman Arkham. Seduti nell'oscurità (e dove altrimenti?) della conference room di un elegante hotel milanese, Ben Mattes, Senior Producer del gioco, ci spiega come il Guardiano di Gotham che troveremo in Origins sia lontano dalla figura stoica e imperturbabile che lo contraddistingue nell'immaginario collettivo e nei precedenti capitoli: ambientato durante il secondo anno della sua 'carriera' di supereroe, Origins si presenta infatti come un prequel agli avvenimenti dei suoi predecessori, con un Batman impegnato a combattere crimini e pericoli minori fino alla notte protagonista degli avvenimenti che vivremo in questo capitolo. E' proprio la notte della Vigilia di Natale, infatti, quella in cui Death Mask decide (per motivi ancora ignoti) di mettere una taglia di 50 milioni di dollari sulla testa del nostro eroe, scatenando una caccia all'uomo che coinvolgerà i più letali assassini di Gotham City ed i loro scagnozzi. In un simile scenario, saremo testimoni di un cambiamento e di una crescita che porteranno il nostro eroe insicuro e alle prime armi a diventare, senza possibilità di scelta, il Cavaliere Oscuro che tutti noi oggi conosciamo.

UN NUOVO NASCONDIGLIO

Spostandoci con la mente da Gotham alla più concreta Milano, l'oscurità della nostra conference room viene finalmente interrotta dalla luce prodotta dal grande schermo che ci si para di fronte, per mostrarci due sezioni inedite di gameplay controllate direttamente dalle espertissime mani dello stesso Mattes. La prima, ci vede testimoni di una delle fasi iniziali del gioco, nella quali Batman pensa di aver finalmente trovato il nascondiglio di Death Mask e si appresta a stanarlo; l'ultima informazione di cui necessita, però, è nascosta all'interno del quartier generale della polizia di Gotham, ancora nemica e desiderosa di catturare Batman almeno quanto i folli criminali che gli danno la caccia.
La politica 'zero vittime' del nostro eroe, e la consueta letalità degli avversari armati, gli impedisce di entrare dalla porta principale della Centrale e farsi strada a suon di pugni fino al suo obiettivo; è' quindi d'obbligo una sosta alla Batcaverna di fiducia per recuperare l'equipaggiamento più adatto allo scopo.
Per quanto intravista nel corso degli episodi precedenti della saga, la Batcaverna sembra assumere in Origins una vera e propria connotazione di location essenziale: tra le attività finora mostrate al suo interno, infatti, oltre alla possibilità di selezionare il proprio costume tra una grande quantità di variabili (tra le quali Deathstroke è confermato come bonus pre-order), sarà possibile accedere al nuovo Challenge Mode: l'importanza di questa modalità per gli sviluppatori è subito palpabile quando ci spiegano come attraverso essa intendano far crescere l'abilità del giocatore (acquisita con pratica ed allenamento nelle diverse sfide proposte) quanto quella di Batman (attraverso i gadget e gli XP gudagnati portandole a termine), sottolineando il concept di crescita e sviluppo che è protagonista di tutto il nuovo Arkham. Il pacchetto di prove che dovremo superare sarà diviso in dodici tipologie principali, fino ad arrivare ad un totale di trentasei sfide con le quali raccogliere fino a 500 XP ciascuna, in base alla propria abilità, da spendere in un nuovo sistema di upgrade a prima vista simile a quello dei precedenti episodi, ma del quale ancora non conosciamo tutti i dettagli. Tra gli elementi di spicco della nuova Batcaverna, troviamo anche il fedele maggiordomo Alfred, anch'esso ringiovanito ed agli inizi della propria relazione con l'uomo pipistrello, non ancora pienamente parte del 'duo' che cinema e fumetti ci hanno fatto conoscere in questi anni. Questo aspetto emergerà pienamente durante i dialoghi che potremo intrattenere insieme a lui ogni volta che torneremo al nostro covo segreto, aprendo una sotto trama fondamentale nel processo di crescita di Batman. Alfred sarà anche colui che ci farà conoscere i nuovi gadget e le parti di equipaggiamento che man mano si renderanno disponibili avanzando lungo il gioco: in particolare, nella sessione mostrataci, ci introduce all'uso del Concussion Detonator, la cui particolare abilità di stordire gli avversari e creare un'area libera intorno a noi senza procurare danni mortali sembra perfetta per la missione di infiltrazione che ci aspetta.

PICCHIA, CHE DEVI CRESCERE!

Saliti su un nuovo e fiammante Batwing, gli sviluppatori ci mostrano quindi il nuovo sistema di fast travel tra le location di gioco: una volta sbloccati (ancora non è chiaro se tramite la storia principale o semplicemente recandosi nelle loro vicinanze) i luoghi principali della mappa come, ad esempio, il Gotham Pioneer Bridge o la stessa Centrale di Polizia, sarà possibile accedervi direttamente tramite il velivolo personale di Batman. Per gli appassionati, tornerà anche il classico, ed altamente spettacolare, sistema di navigazione dello scenario free roaming visto nei precedenti capitoli, ma l'introduzione di un sistema di fast travel aiuterà sicuramente a rendere più agevoli gli spostamenti all'interno della Gotham City di Origins, la cui superficie sarà due volte più grande di quella vista nei suoi predecessori.
L'arrivo alla stazione di polizia prevede la classica infiltrazione attraverso enormi condotti di areazione, attraversando i quali Batman ha la possibilità di analizzare tramite il visore termico della sua maschera la posizione delle varie minacce all'interno della centrale. Oltrepassate le prime stanze e origliate le conversazioni di rito, riceviamo una chiamata da un'altro dei personaggi principali dell'intero universo di Gotham: James Gordon. In un dipartimento di Polizia corrotto dalla testa ai piedi, Gordon è l'unica persona sulla quale il nostro eroe potrà fare affidamento: ancora nelle fasi iniziali di un'amicizia sulla quale nutre ragionevoli dubbi, il futuro Commissario dispenserà il suo aiuto condividendo con noi le informazioni in suo possesso, prima fra tutte la posizione delle informazioni di cui Batman è alla ricerca. Durante il percorso per venirne in possesso, la nostra strada si bloccherà di fronte (o meglio sopra) la stanza di pianificazione tattica della SWAT di Gotham, riunitasi per l'occasione: ascoltando la loro conversazione, scopriamo come il loro caposquadra sia direttamente coinvolto in tutta la vicenda, ed in combutta con Death Mask per l'uccisione dell'uomo pipistrello. Una scansione dell'area e qualche utilizzo di nuovi gadget più tardi (come il Remote Claw, un gancio con il quale potremo raggiungere posizione più vantaggiose dalle quali attaccare), piombiamo sui nostri avversari per una classica scazzottata in stile Freeflow, con la quale la prima sessione della presentazione si esaurisce. Ciò che abbiamo potuto evincere dall'azione su schermo (e da un successivo hands on, relativo ad un diverso combattimento) è che gli scontri con le unità 'standard' non presentano grandissime novità rispetto ai precedenti capitoli: mettere profondamente mano ad un sistema di combattimento dal design estremamente brillante come il Freeflow, d'altronde, avrebbe potuto rivelarsi un azzardo, ma gli sviluppatori sembrano essere riusciti nell'impresa di integrare nuovi equipaggiamenti e mosse inedite in un motore già perfettamente funzionante, permettendo anche ai veterani della saga di sentire quel profumo di novità necessario durante le varie fasi di vita di un franchise.

Un'altro elemento che ci ha letteralmente colpito è la maggiore difficoltà media, anche degli scontri regolari: premere a caso ed incessantemente il tasto di attacco, con qualche intermezzo dedicato al tasto 'counter', non sembra essere una strategia utilizzabile per portare lo scontro a vostro favore, almeno non al livello di difficoltà propostoci. La curva d'apprendimento tanto cara agli sviluppatori, non sembra quindi riferirsi ad un semplice concetto narrativo, ma pare toccare realmente anche il giocatore, la cui soddisfazione ludica sarà direttamente proporzionale alla sua voglia di imparare nuove tecniche ed abilità. I nuovi arrivi al reparto unità nemiche, poi, prevedono pezzi da novanta come l'Armored Enforcer (dotato di una corazza incredibilmente resistente) ed il Martial Artist (capace di rispondere ai vostri contrattacchi con altrettanta velocità), con i quali sarà necessario mettere in pratica ogni singolo secondo di allenamento per avere la meglio.
Come un marchio di fabbrica voluto imprimere da Warner Bros Games su questo suo nuovo episodio della serie Arkham, la percezione di una difficoltà generale che punti a livelli superiori rispetto a quelli raggiunti dai precedenti capitoli, si estende anche alla seconda sezione mostrataci per l'occasione.

LIKE A BOSS

Joypad alla mano, Mattes ci introduce ad un'ambientazione completamente diversa dalla precedente, mostrandoci la nave/nascondiglio di Penguin attraccata al porto di Gotham: dopo una sequenza introduttiva in cui il noto supercriminale si diverte nel torturare un malcapitato ostaggio insieme alla sua assistente (le cui proporzioni femminili sembrano uscite direttamente da un episodio di Dead or Alive), veniamo messi a conoscenza di come l'alter ego di Cobblepot non sia direttamente coinvolto nella caccia all'uomo pipistrello, ma veda di buon occhio sia la sua eliminazione che quella di Death Mask, diretto concorrente nel commercio illegale di armi. Dopo uno scontro con gli sgherri di Penguin, l'accesa discussione tra quest'ultimo e Batman viene interrotta dall'arrivo improvviso di uno degli Assassini impegnati a dare la caccia al nostro eroe, trasformando il tutto in una Boss Fight uno-contro-uno. L'entrata in scena di Deathstroke è coreograficamente spettacolare ed accompagnata da una colonna sonora galvanizzante, caratteristiche che, fortunatamente, non rimangono accessorie ma si estendono a tutto il successivo combattimento, dimostrandoci come Origins non conceda la minima libertà di errore durante gli scontri più serrati. La Boss Fight si rivela infatti un'intelligente e brillante sequenza di pause di studio dell'avversario, attacchi, schivate, contrattacchi e contro-contrattacchi senza alcuna soluzione di continuità, ogni calo di attenzione punito con una combo avversaria. Il lunghissimo scontro ci propone anche escursioni nel campo dell'utilizzo di gadget (tanto nostri quanto avversari) e del QTE, con una particolare sequenza di difesa e successivo smascheramento di Deathstroke a suon violentissimi di colpi al viso, particolarmente ben fatta ed esaltante. A testimonianza della difficoltà nell'affrontare questo tipo di scontri con basi provenienti solamente dai precedenti capitoli, la nostra prova con mano si conclude con tre Boss Fight perse, nelle quali, il miglior risultato è stato intaccare la salute di Deathstroke fino ad un buon 70%, ma non oltre. Forse, la nostra abilità con il Freeflow era un tantino arrugginita, ma vista la prestazione impeccabile fornita dagli sviluppatori, Ben stesso ci assicura che con la giusta pratica sarà possibile raggiungere risultati altrettanto spettacolari.
Gli sviluppatori ci assicurano altresì che il design dei combattimenti contro i Boss è stato studiato appositamente per fornire ad ognuno di loro la natura di veri e propri game changer rispetto alla struttura 'standard' dell'azione di gioco e, soprattutto, per testare l'abilità e le conoscenze delle dinamiche fondamentali di Origins, inserendole sempre nel contesto generale di sviluppo che vedrà Batman diventare il Cavaliere Oscuro che tutti noi oggi conosciamo, ed il giocatore trasformarsi in una macchina da combo inesauribile.

Batman Arkham Origins Dopo la presentazione alla quale abbiamo potuto assistere, le probabilità che questa nuova escursione per le strade di Gotham City si riveli spettacolare ed esaltante almeno quanto nell'ultimo capitolo della saga sono altissime; l'unica perplessità è dovuta alla carica di novità che le aggiunte di questo Origins riusciranno a generare per quei giocatori che dei precedenti episodi hanno sviscerato ogni minimo dettaglio. La risposta a questo dubbio arriverà direttamente il 25 Ottobre, data di uscita ufficiale del gioco, grazie alla recensione completa ed esaustiva che potrete trovare qui su Everyeye; per ulteriori dettagli e novità su Batman Arkham Origins, vi lasciamo alla nostra intervista con il Senior Producer Ben Mattes. Dopodichè, sarà meglio ripassare tutti insieme qualche mossa di kung-fu nella Batcaverna!