Anteprima Battlefield 3

DICE alle prese con il gioco più ambizioso della sua storia

anteprima Battlefield 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Bad Company o meno, sempre di Battefield si tratta

Nonostante Bad Company 2 sia stato pubblicato meno di un anno fa, un nuovo Battlefield manca dall’ormai lontano 2005, quando il secondo capitolo ufficiale raggiunse i negozi di Europa e Nord America. Per quanto spin-off e saghe alternative, come lo è Bad Company appunto, abbiano comunque sfruttato brand nato dall’opera e dal volere di DICE, la saga principale è ferma da diverso tempo.
Le motivazioni date dagli stessi sviluppatori sono tanto scontate, quanto chiarificatrici dell’immenso rispetto che essi nutrono per la loro creatura: in mancanza di sensibili migliorie tecnologiche, perché pubblicare un capitolo che aggiungerebbe ben poco a quanto già offerto? Se da una parte il paradosso è dietro l’angolo, perché comunque sia anche gli spin-off utilizzano il pretitolo Battlefield, dall’altro l’annuncio del terzo capitolo ufficiale, va preso come uno di quelle notizie capaci di cambiare completamente l’andamento della giornata di un amante di FPS.
E dalle prime informazioni ci sono ben poche controindicazioni al mettere da parte i soldi per un meritatissimo e attesissimo (auto)regalo di Natale.

Il freddo morso della tecnologia

Le premesse sono semplici, lapidarie, audaci, ma non illusorie: Battlefield 3 vuole essere un FPS bellico, estremamente realistico, come vuole la tradizione, e arricchito da una campagna single player memorabile e un multiplayer impareggiabile, senza dimenticare di offrire l’ormai classica e appagante modalità co-op.
Per realizzare tutto ciò si potrebbe perdere del tempo discutendo sul curriculum invidiabile di DICE, sul fatto che questo team svedese è rimasto pressoché identico negli anni, ampliandosi, certo, ma senza mai registrare perdite in termini umani. Si potrebbe anche cercare di tracciare una linea evolutiva del gameplay di una saga che setta di continuo nuovi standard e ci costringe a voti sempre più alti nelle recensioni dei suoi videogiochi. Potremmo fare questo e altro, ma la realtà è che l’arma più efficace di Battlefield 3, lo strumento principale di cui si serviranno gli sviluppatori per raggiungere i loro obbiettivi, prende il nome di Frostbite 2.0. I più attenti e battlefildiani di voi avranno già sicuramente capito a cosa ci riferiamo: al nuovo motore grafico, diretta evoluzione di quello già utilizzato in Bad Company 2.
Ciò che DICE vuole realizzare si allontana dal avvenirismo di Mirror’s Edge, così come prende le distanze da slogan che urlano a feature mai viste o meccaniche assolutamente innovative. Tutto ciò che ci sarà, è già presente in altri capitoli del brand. Ma vedere ciò come qualcosa di negativo, significa non avere chiara la visione generale di ciò che (speriamo) sarà Battlefield 3. Ecco allora che il “semplice” potenziamento del Frostbite non è un vezzo tecnologico, teso unicamente a stupire in senso estetico, ma diventa il fulcro, l’origine dell’evoluzione.
Non si può allora che cominciare con qualche termine difficile: Deffered Lighting, Real Time Radiosity e Dynamic Shadowing, tre tecniche informatiche che, sempre nelle intenzioni degli sviluppatori, elimineranno il senso di irrealtà che molti titoli di guerra soffrono ancora e arricchiranno, all’unisono, l’esperienza del videoplayer e il gameplay. Il Deffered Lighting si basa sul differimento del processo di shading. Sostanzialmente l’immagine viene divisa in piccole parti e poi singolarmente processate solo quando visibili sullo schermo. In altri termini l’illuminazione sarà più precisa coerente con la fonte luminosa tirata in ballo. Di contro, il Real Time Radiosity consentirà di variare in tempo reale il grado di illuminazione di un determinato ambiente. Sparando a una fonte luce, ogni superficie metallica rifletterà di meno. Aumentate gradualmente la luminosità e l’ambiente risplenderà con maggior forza, in modo progressivo ed estremamente realistico. Infine, il Dynamic Shadowing, poco a sorpresa, permetterà la visualizzazione di ombre in modo dinamico e conforme al contesto.
Roba da informatici? Semplici orpelli grafici? Bisogna vederlo per crederci: accorgersi di un detrito volante che cade sopra la vostra testa, è impossibile senza contare sulle ombre dinamiche. Cercare un punto di fuga in un tunnel, lasciandovi guidare da un debole, ma sempre più vivo raggio di sole, non sarebbe possibile senza il Real Time Radiosity che lavora all’unisono con il Deffered Lighting.
A ciò, naturalmente, va poi allegato l’ormai famosissima distruttibilità degli elementi dello scenario, che promette di raggiungere livelli mai visti. In questo capitolo potrete abbattere interi palazzi con effetti estremamente realistici. Sparando un RPG contro un palazzo, per esempio, non solo causerete una mortale e pericolosa caduta di detriti, ma l’onda d’urto dell’esplosione infrangerà i vetri delle abitazioni vicine, mentre la vegetazione tutt’intorno si piegherà in maniera realistica.
Ma le potenzialità del Frostbite 2.0 non sono ancora finite. L’ultima freccia nella sua faretra si chiama Ant Technology, gentile eredità di EA Sports che ha utilizzato questo strumento in brand come FIFA. DICE, apportate le dovute modifiche e adattamenti, lo utilizzerà per creare animazioni credibili e fluide tanto nella campagna in singolo, quanto nel multiplayer. Dite addio a soldati che sembrano fluttuare a pochi millimetri dal suolo e a soldati controllati dall’I.A. che si muovono come fossero zombie onniscienti, che pur con incedere scoordinato, sembrano conoscere l’esatta ubicazione di ogni nemico e luogo. Battlefield 3 presenterà commilitoni appesantiti dalle armi che imbracciano e a loro agio in azioni semplici come accovacciarsi dietro a un riparo. Un esempio su tutti: per voltarsi gireranno prima testa e fucile e solo in seguito il resto del corpo.
Tutto ciò non era possibile con il Frostbite 1.0? Forse sì, ma gli sviluppatori non hanno dubbi: il 2.0 rende ogni operazione semplice e rapidamente riproducibile e adattabile alle situazioni più disparate.

2014, Iraq ma non solo

Tuttavia, al di là del motore, Battlefield 3 sembra essere anche dotato di un’anima pretenziosa almeno quanto i suoi predecessori, ma generosa di soddisfazioni e divertimento.
Il setting dell’avventura è scontato ma non troppo: almeno inizialmente la campagna principale vi vedrà coinvolti in una missione di ricerca di un possibile arsenale nucleare a Sulaymaniyah, nel Kurdistan iracheno. Nessuna guerra mondiale di mezzo insomma, ma nemmeno un presente ormai anch’esso inflazionato: l’anno è il 2014 sufficientemente lontano per inventarsi ogni scenario possibile, ma non troppo da scadere nella fantascienza. Qui verrete chiamati a vivere tutta una serie di missioni operative in flashback, seguendo le azioni di un gruppo di Marines. Sconosciuti ancora i protagonisti della vicenda, ad esclusione del Sergente Black, così come le location che visiterete, per quanto è già stato confermato che non verrete limitati a scenari mediorientali.
Ancora una volta avrete a che fare con un gameplay che, traendo spunto dai toni di Bad Company 2, vi proporrà dialoghi spesso volgari tra i commilitoni, mentre una pioggia di bombe e scariche di mitra vi richiederà estrema attenzione, molta tattica e persino pazienza nel conquistare il campo di battaglia un poco alla volta. Sulaymaniyah, in questo senso, appare già un luogo sufficientemente articolato per offrire varietà e situazioni tanto ardue, quanto stimolanti. Le strette stradine sono l’ideale per scontri ravvicinati dall’inaudita ferocia, mentre una piazza può tramutarsi in un banchetto perfetto per cecchini che mireranno a decimare il vostro plotone. Sarà dunque necessario muoversi con rapidità, ma sempre con un piano in mente, tenendo ben in considerazione che a volte è più efficace un colpo di bazooka per abbattere un palazzo, che un preciso colpo di fucile. Battlefield 3 inoltre, non si tirerà indietro dal proporvi qualche quick time event, soprattutto per scrollarvi di dosso qualche nemico che si è avvicinato un po’ troppo.
Inoltre, sempre parlando di gameplay e di single player, torneranno naturalmente i veicoli, utili tanto per sfruttare il fuoco pesante, quanto per muoversi rapidamente da un punto all’altro dello scenario. Tank, blindati e jeep non mancheranno l’appuntamento, ma in questo episodio faranno il loro ritorno anche i jet. Il team di sviluppo è ancora al lavoro nel tentativo di trovare la giusta velocità di questi mezzi, visto che sarebbero poco utili sia se attraversassero l’intera mappa nel giro di pochi secondi, sia se si muovessero con la rapidità di un carro armato.
Infine una piccola nota sul co-op: gli sviluppatori non hanno ancora rivelato nulla in merito, ma è già dato per scontato che in qualche modo sarà possibile condividere la compagna con un amico. Se sarà possibile farlo online o solo in locale e quanti partecipanti saranno ammessi, sono ancora informazioni avvolte nel mistero.

La vera essenza di Battlefield: il multiplayer

Parlando di Battlefield non si può tacere sul multiplayer. Purtroppo anche in questo senso le notizie in merito scarseggiano, visto che DICE ci tiene a mostrare la modalità solo quando la riterrà sufficientemente pronta.
Tuttavia qualcosa è già chiaro, ed è qualcosa che farà la felicità di alcuni e getterà nello sconforto altri. Il numero massimo di partecipanti dell’edizione per console non raggiungerà i 64 come invece in quella per PC. Nonostante non sia ancora stato confermato un numero esatto, è lecito aspettarsi un 16 VS 16 come massimo. Ciò sicuramente rappresenta un grosso limite da una parte, ma dall’altra testimonia la volontà ferrea di DICE di sviluppare in primis la versione per PC e solo in seconda battuta quella per console. Le differenze infatti, riguarderanno anche l’aspetto grafico.
Tuttavia, ritornando sul multiplayer, nonostante non siano ancora state annunciate le modalità di gioco, né il numero di mappe presenti, ciò che è certo è che il team svedese cercherà di offrire un level cup altissimo sin da subito e possibilità di personalizzazione dell’avatar davvero soddisfacenti. Queste, per lo più, non si concentreranno sull’aspetto estetico, quanto sulle possibilità di modificare ogni arma e oggetto del proprio equipaggiamento. Le classi presenti, inoltre, saranno quattro, tutte dotate di eventuali sotto-classi e specializzazioni varie.
In Battlefield 3 tornerà inoltre la possibilità di accovacciarsi per diventare difficilmente individuabili dai nemici. Tuttavia, memori degli errori del passato, gli sviluppatori si sono detti intenzionati a impedire la frustrazione nei giocatori puntualmente vittime di headshot. Alcuni elementi, come il luccicare delle armi o il fumo che uscirà dalle canne di fucile, aiuterà i soldati più attenti ad scovare i silenziosi e nascosti assassini.
Rispetto al multiplayer, l’ultimo aspetto sul quale si è parzialmente fatto luce è stato quello relativo ai così detti Commander. In Battlefield 2 ogni schieramento poteva contare su questi soldati speciali equipaggiati con un radar satellitare e capaci di impartire ordini al resto del gruppo. In questo terzo capitolo, in modalità specifiche, tutti i videogiocatori potranno assurgere a questo ruolo. Se da una parte rende la questione più democratica, dall’altra ci chiediamo come il tutto non possa scadere in una sorta di anarchia dove ognuno è capo di sé stesso e di nessun altro.
Infine, prima di concludere, una piccola nota sull’aspetto sonoro della produzione. Un po’ coraggiosamente, Stefan Standberg, direttore sonoro, ha optato per un approccio meno cacofonico e confusionario rispetto a quanto fatto in produzioni simili. Alle continue e assordanti esplosioni di un Call Of Duty, Battlefield 3 risponderà con un sonoro che darà maggior spazio ai piccoli rumori e alla direzione da cui questi si propagano. Nel pratico, ciò significa che verrà data più importanza ai vicini rumori di passi, piuttosto che ai suoni di un lontano scontro a fuoco. Inoltre sarà vitale capire correttamente da che parte arriva un veicolo nemico, ascoltandone il rombo del motore. Insomma anche da questo punto di vista Battlefield 3 intende distinguersi dalla concorrenza.

Battlefield 3 C’è poco da fare: quando Battlefield entra in gioco ogni amante di FPS che si rispetti deve togliersi il cappello in segno di rispetto. Le informazioni a nostra disposizione non sono ancora moltissime, ma già appare chiaro che questo Natale ci ritroveremo con un ottimo titolo che aspira a diventare un capolavoro assoluto. Le possibilità offerte dal Frostbite 2.0 e il classico gameplay, pretenzioso ma estremamente divertente tanto offline quanto in multiplayer, sono due elementi che già parlano chiaro e parlano a favore del lavoro di DICE. A noi non resta che aspettare cercando di tenere a bada l’hype.

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