Anteprima Battlefield 3

Visto dal vivo allo Showcase primaverile di EA

anteprima Battlefield 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc

La scossa tellurica che sigilla l'ultimo trailer di Battlefield 3 è solo un avvertimento. Una trovata scenica da tachicardia che ha come interlocutore principale il mercato degli FPS. Mercato che, incidentalmente, coincide a tutta forza col terreno di caccia di un predatore come Call of Duty. Patrick Bach, Executive Producer in seno a DICE, sbriga la "faccenda numeri" senza troppi imbarazzi, focalizzando l'attenzione dei giornalisti europei intervenuti per lo showcase europeo di EA sull'unica cosa che conti realmente: l'esperienza ludica. "Con Battlefield 3 stiamo scrivendo il futuro degli sparatutto bellici in prima persona". Che altro aggiungere? Hai detto tutto, fratello.
Al di là dell'intento propagandistico, quello che prende vita sul plasma Panasonic da 80 pollici alle sue spalle è l'apoteosi di un genere spesso incapace di guardare al di là delle proprie convenzioni o degli adagi post Modern Warfare.
DICE possiede il bagaglio tecnico, intellettuale e storico per cesellare un'opera matura, figlia sì dei retaggi di capolavori come Battlefield 2 (anno 2005) e il recente Bad Company 2, ma con una gran voglia di guardare avanti, ponendo nuovi benchmark estetici e ludici.

La presentazione londinese non ha in realtà sollevato questioni diverse rispetto a quanto assaporato -solo qualche settimana fa- alla GDC di San Francisco. Per ora, l'unico sipario sollevato è quello sul single player, la cui base è fortificata da due pilastri ugualmente significativi: atmosfera e prestanza tecnica. L'una fortemente indivisibile dall'altra, pena la nascita di un prodotto magari bello da vedere ma privo di consistenza, di verosimiglianza, oppure di un prodotto intenso dal punto di vista ritmico ma privo di pathos, e quindi freddo. Un semplice gioco, anziché un'esperienza.
"I giochi attuali peccano in termini di immedesimazione. Stai giocando, ma non sei lì. Sul campo. Non soffri. Battlefield 3 percorre sentieri differenti. Il giocatore deve calarsi nei panni di soldati che vivono realmente situazioni insostenibili, dove i sibili dei proiettili schizzano impazziti come le scosse d'adrenalina dettate dalla paura. Dal terrore" precisa Bach.
La scena dell'agguato, nel parcheggio, fra cecchini appostati sui tetti di edifici scalcinati, rpg come se piovessero e guerriglieri pronti a tutto pur di stanarci suggella alla perfezione il DICE pensiero: una scena semplice, quasi ordinaria, però scritta e messa su schermo in maniera semplicemente sublime. Uno shot costruito per rimanere impresso negli occhi di chi gioca. E non è che l'inizio.
Se l'atmosfera è regolata anche dalla scelta di uno scenario non fittizio (siamo nel 2014, e il processo di pacificazione in medio oriente non butta certo al meglio), buona parte del processo di autenticazione deriva dalla forza bruta di Frostbite 2, che capitalizza quanto proposto nel 2008 dal primo Bad Company, espandendone a dismisura i connotati.
Pensiamo alla fonti di luce. Effetti come Deferred Shading o Radiosity, oltre a decifrare un numero superiore di fonti d'illuminazione, elaborano con cognizione di causa percorsi, riflessioni e diffusioni (su altre superfici, magari) della luce prima che raggiungano l'occhio, così come l'assorbimento della luce da parte delle diverse superfici, ricreando in definitiva un'armonia scenica incredibilmente realistica.
Pensiamo alle animazioni. Il sistema ANT, integrato nel Frostbite 2, mutua l'eccellente motion capture degli sportivi di casa EA, adattandolo alla bisogna bellica. Il risultato sono animazioni e microanimazioni del tutto fluide, prive di sbavature. DICE ama auto citarsi, è risaputo, da qui alle reminiscenze di Mirror's Edge il passo è breve: si pensi ai salti, o alle nuove combo previste per i combattimenti corpo a corpo (QTE, danzando con le dita fra i tasti del mouse). Finezze, come la nuova interazione ambientale che calcola posizione e postura dei corpi per una mappatura precisa all'interno dell'ambiente di gioco. O ciliegine, come i nuovi algoritmi deputati alla diffusione ambientale del suono. Nuove campionature (per gentile concessione dell'esercito svedese), meno rumore di fondo, "disturbi" più adatti ad un film che non ad un videogioco, dove il fruitore deve per prima cosa capire dove possano celarsi i nemici. E per farlo, i soli occhi non sono sufficienti.
Come già ricordato nel first look di San Francisco, Battlefield 3 giocherà con forza sulla gestione di un ritmo ansiogeno, ricorrendo a eventi scriptati, qte, magheggi registici, senza perdere di vista il faro del realismo. Prosegue Bach: "Per creare una campagna appassionante e realistica, abbiamo bisogno di un filo conduttore univoco. Più diretto, ma non per questo più costrittivo. Ciò non significa che laddove manchi la componente sandbox, allora si scada per forza nel lineare e prevedibile. E' un ragionamento limitato. L'estensione di alcune mappe, per esempio, anche nel single player, è così articolata e frastagliata da richiedere gli approcci più disparati. Senza contare l'utilizzo dei mezzi, ed il ritorno dei jet".
L'utilizzo dei jet supersonici spinge poi la discussione nei meandri del bilanciamento e del multiplayer: "Il ricorso agli aerei ci impone la costruzione di mappe più generose, è logico. Stiamo comunque bilanciando il tutto per garantire la soddisfazione di chiunque approcci il gioco, approfondendo alcune dinamiche che fanno parte del dna di Battlefield, con un occhio di riguardo anche per i neofiti. L'equilibrio è la chiave di volta per un reale divertimento e per una sana competizione. Prendiamo, ad esempio, la semplice facoltà di sdraiarsi. A compensare una prassi che nelle mani giuste può risultare devastante, interverremo prendendo spunto dalla realtà: sei nascosto tra le erbacce, ma se la fiammata del tuo fucile viene scorta da occhi vigili, sei comunque fregato". 


Ok, Frostbite 2 è un frantuma-mascelle. Ma chi pensa alle console? Le rassicurazioni di Bach non tardano ad arrivare. Il nuovo processo di streaming dei contenuti è stato adottato anche in funzione delle caratteristiche delle piattaforme odierne. Rifiniture a parte, in termini di pulizia delle mappe e profondità dell'AA, il resto dovrebbe non sfigurare nel confronto con la controparte dedita all'overclock. I risultati ottenuti da Crytek, dopo i primi entusiasti proclami, sono un buon viatico per la completa riuscita di un'operazione che solo qualche tempo fa avremmo additato come impossibile.
Siamo agli sgoccioli. Sullo schermo infuria la guerriglia più vera. Decine di uomini imbracciano fucili contro il nostro gruppo. Le coperture del ponte dove ripariamo saltano come birilli. Il supporto aereo. Un'altra scossa. Forte. E poi il buio. Anzi no, giusto un paio di conferme circostanziali: "Sul fronte single player, tratteremo temi autentici, che hanno un valore, una storia. La spettacolarità ricercata attraverso l'autenticità. Lo stesso dicasi per il setting: il medio oriente è solo una tappa. Tutto sarà però pervaso da una omogeneità assoluta. Non vogliamo che il giocatore perda interesse per lo sviluppo narrativo chiedendosi ‘cosa diavolo ci faccio qui?'. Single e multiplayer hanno lo stessa valenza. Per il primo significa una campagna che non si risolva in una manciata di ore. Non sarebbe corretto. Per il secondo, almeno per il momento, una sola promessa: il supporto tramite nuovi contenuti è già stato pianificato. Sarà costante, frequente. Una politica molto più aggressiva di quella attuata nei confronti di Bad Company 2".

Battlefield 3 Sebbene avessimo già visto tutto, Battlefield 3 è sempre più una gioia per gli occhi. Nessuna nuova informazione è fuoriuscita, con nostro estremo disappunto, dallo showcase londinese appena conclusosi. Gli appuntamenti con DICE sono già in agenda per i prossimi mesi, quindi restate su Everyeye.it nel caso vogliate sapere tutto -multiplayer, nuove feature della campagna in single- sull’FPS più atteso dell’anno. Nel frattempo, rifatevi gli occhi con l’ultimo trailer.

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