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E3 2011

Anteprima Binary Domain

Una Tokyo in macerie nel prossimo titolo di Toshihiro Nagoshi

anteprima Binary Domain
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Chissà quale idea è frullata per la testa a Toshihiro Nagoshi, il game designer responsabile della serie Monkey Ball e Yakuza, quando ha iniziato a lavorare su Binary Domain.
Trattasi di uno sparatutto in terza persona vagamente occidentale e poco incline alla sporadica demenza di Kazuma Kiryu. I nemici non sono né zombie né nazisti, ma robot mandati contro il team di giocatori dall'Imperatore del Giappone o comunque qualcuno dagli occhi a mandorla.
Prima di vederlo (e provarlo) all'E3 eravamo molto scettici sul design delle ambientazioni, sul modo troppo occidentale di sviluppare il videogame. Lost Planet 2 dopotutto è caduto proprio nel momento in cui anelava ad importare lo stile tecnologico di quaggiù. Ora siamo un pochino più sollevati, Binary Domain possiede diversi elementi interessanti che potrebbero fare del TPS Sega un buon titolo. Vediamoli subito quindi...

Scienza esasperata

La trama di gioco prende avvio nell'immediato futuro in una riconoscibilissima Tokyo del 2020. L'innovazione tecnologica in fatto di robotica è progredita tantissimo, sospinta dagli ingegneri nipponici e americani. Ora queste macchine fanno parte della vita di tutti i giorni, la popolazione mondiale le ha accettate e se ne serve quotidianamente. Un nuovo Patto di Ginevra siglato dalle Nazioni Unite regola i risvolti etici: è buona cosa autolimitarsi ed evitare di creare automi troppo simili all'uomo. Prima e seconda legge delle Robotica, secondo Isaac Asimov.
Non tutti osservano tale imposizione, tant'è che la Amada Company focalizza la propria ricerca sull'assottigliamento della barriera uomo/robot onde scavalcare i rivali d'oltreoceano. Qualcosa gli sfugge di mano e le macchine prendono il controllo della Tokyo futuristica, mentre un team assortito di statunitensi, inglesi, tedeschi, viene paracadutato proprio nella capitale giapponese. Trovano una città sprofondata nella miseria e nell'anarchia in seguito all'innalzamento degli oceani, fenomeno che ha comportato notevoli scompensi urbanistici: Shibuya, ad esempio, da quartiere modaiolo per eccellenza è divenuto un bassofondo, ambientato da gente che vive di stenti.

tacete, il nemico vi ascolta!

La demo mostrataci prendeva il controllo di Charlie, uno tra i personaggi utilizzabili. La parte di customizzazione del proprio soldato è molto profonda, potendo per ciascuno settare tre differenti set combinando tra loro le skill a disposizione. Importantissimo risulta essere il Livello di Fiducia raggiunto: più è alto più i comprimari saranno disposti ad assecondare i nostri ordini, anche se questi prevedono di rischiare la propria vita. Durante le prime missioni tale livello sarà molto basso, tant'è che chiedendo alla bionda Rachel di avanzare verso un folto gruppo di agguerriti robot, questa ci risponderà seccata: "tu sei completamente pazzo".
Come si dettano gli ordini? Via microfono naturalmente. Premendo L2 si apre uno spartano menù il quale mostra tutti gli comandi impartibili. Un sistema di riconoscimento preciso (o almeno speriamo lo sia, visto che il dipendente inglese di Sega Europe che stava mostrando la demo si è visto rimbalzare una richiesta per una questione di accento: "parla un inglese corretto"!) permetterà quindi di organizzare le azioni della squadra senza schiodare le proprie mani dai grilletti ovviamente deputati alla mira e allo sparo.
La soluzione migliore rimane quella di indossare un headset di cuffie+microfono, per quanto il team di sviluppo ha confermato di stare attualmente sperimentando altri input vocali, Kinect incluso sulla falsariga di Mass Effect 3.
Ci troviamo verosimilmente di fronte a un titolo molto strategico, parecchio difficile tale da rendere la cooperazione un must assoluto. I robot vantano una intelligenza artificiale molto affinata (narrativamente dovrebbe essere simile alla nostra), quindi sono capaci di sfruttare anche loro le coperture, così come faranno di tutto per stanarci nei nostri ripari ritenuti "sicuri". Gli sviluppatori hanno implementato un sistema di danni molto preciso: sotto i proiettili la scocca degli automi si frantumerà ripetutamente; mirando insistentemente su un particolare anatomico (testa, articolazioni) questo esploderà, ma non sarà necessariamente la sua fine. Un robot privo di gambe può anche trascinarsi facendo uso delle braccia, oppure uno cieco perchè privo del capo cercherà il vostro corpo a tentoni con il solo obiettivo di stritolarvi.
Il primo livello di Binary Domain si sviluppa lungo i tetti di Shibuya ormai in degrado e in macerie. Il numero di robot che pattugliano tale quartiere è incredibile, a decine tenteranno di sbarrarci la strada, di isolarci dal resto del gruppo. Il design di questi ultimi si ispira notevolmente alla pellicola Io, Robot con Will Smith, paragone che calza anche ripensando alle somiglianze narrative delle due opere: i nemici ordinari sono riconoscibili dall'armatura bianco-verde, mentre boss e mini-boss sono decisamente più imponenti e cupi. Alcuni addirittura paiono usciti dalla serie Metal Gear tanto i loro esoscheletri meccanici appaiono elaborati.
Purtroppo i livelli in quanto tale sono bruttini sia cromaticamente che come struttura. Va bene che il Giappone è in rovina, ma spalmare un'unica colata di grigio sopra ogni palazzo da qui all'orizzonte si rivela una scelta parecchio infelice. Confidiamo sul fatto che ciò vale per la sola Shibuya, qui alla stregua di una favela, laddove altre zone più "facoltose" di Tokyo possano essere ravvivate da insegne luminose, murales e altri abbellimenti architettonici.

Multiplayer

La demo mostrataci e poi provata al booth Sega prevedeva il solo single player. Gli sviluppatori ci hanno confermato che la campagna principale sarà solo per un giocatore; oltre al multiplayer competitivo, però, sarà possibile giocare in cooperativa alcune particolari missioni: queste condivideranno il setting, ma avranno personaggi e design dei livelli differente.

Binary Domain Binary Domain ha saputo stupirci in positivo. Ci aspettavamo un design appena sufficiente e, invece, il gioco vanta delle trovate piuttosto interessanti come ad esempio i comandi vocali o il sistemi dei danni (Precision damage). Stilisticamente la produzione Sega non è in grado di farsi apprezzare e anche sul fronte delle meccaniche TPS dure e pure il livello di originalità è infimo. Tuttavia, lo terremo senz'altro d'occhio da qui alla sua release prevista per Febbraio 2012.