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Anteprima Bioshock Infinite

A Colonia, si è visto finalmente il vero seguito di Bioshock, firmato da Irrational Games

anteprima Bioshock Infinite
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il tanto atteso nuovo progetto di Irrational Games è stato rivelato pochissimi giorni fa: si tratta di Bioshock Infinite, terzo capitolo della saga che, nuovamente sotto l’attenta guida di Ken Levine, osa in nuove direzioni.
Abbiamo avuto la possibilità di vedere il gioco con i nostri occhi durante un incontro a porte chiuse al gamescom di Colonia.

Dalle profondità marine all’immensità dei cieli

Com’è noto Bioshock Infinite si discosta dai due precedenti capitoli soprattutto per l’ambientazione: abbandoneremo la fredda e umida Rapture in favore di Columbia, una città volante costruita dal governo statunitense per mostrare al mondo “la forza della democrazia”. Columbia si trasformò rapidamente in un mito, poiché se ne persero le tracce dopo un grave incidente. La città volante, quindi, iniziò a muoversi caoticamente per i cieli degli Stati Uniti, apparendo di tanto in tanto nell’area metropolitana di alcune della maggiori città, come confermato da numerosi testimoni oculari.
Degli abitanti, dell’ideologia, della tecnologia alla base di Columbia non si seppe più nulla di certo ma l’agente speciale Pinkerton sapeva dove trovarla, come riuscire a raggiungerla e in che modo salire a bordo, alla ricerca di una misteriosa ragazza chiamata Elizabeth, dotata di immensi poteri.
La demo mostrata al gamescom di Colonia inizia proprio a bordo della città volante, tra quelle che sembrano le vie di un qualunque villaggio statunitense di quel periodo, sospeso però a decine di migliaia di metri dal suolo.

I primi passi

Bastano pochi istanti passati a guardarsi intorno per capire che Columbia è una città in rovina: gli edifici sembrano abbandonati e molti sono parzialmente crollati.
I sistemi che tengono in volo i vari quartieri incorrono spesso in malfunzionamenti, la cui gravità a volte crea collisioni catastrofiche.
L’aria che si respira, però, è ciò che colpisce di più: gli abitanti rimasti, probabilmente dei sopravvissuti, sembrano in uno stato catatonico decisamente inquietante, se possibile ancor più profondo di quello degli Splicer incontrati nelle profondità di Rapture.
Camminano senza un meta ben precisa, parlano da soli, puliscono l’ingresso del proprio appartamento senza curarsi del fatto che tutto il mobilio è in fiamme.
Si cammina guardando l’ambiente, increduli per quello che si può osservare: un carro con una ruota sola trainato da un cavallo, con il cocchiere che fissa il vuoto, un venditore di quotidiani che arringa un esercito di corvi urlando le notizie, un politico che con passione illustra le proprie idee da un gazebo senza che nessuno lo stia ascoltando.
E’ proprio in presenza di quest’ultimo che la parte prettamente action del gioco si rivela: esorta al patriottismo e alla difesa della città con le armi ma appena ci si avvicina per raccogliere un fucile attacca, con l’aiuto dei corvi visti in precedenza, diventati improvvisamente aggressivi.

Dalla calma alla tempesta

Lo scontro fisico si fa subito pesante, con una prima vittima che cade nel vuoto e si schianta sul tetto di una delle funivie che uniscono i quartieri fluttuanti dell’isola, qualche centinaio di metri più in basso.
L’allarme è però scattato e i rimanenti cittadini si lanciano all’attacco scatenando una fuga particolarmente rocambolesca, imposta dall’uso di un cannone posto su un’altro sezione della città.
Tale cannone tradisce la vera natura di Columbia: una fortezza volante armata di tutto punto. L’arma viene usata senza curarsi dei danni che è in grado di fare e vengono sparati numerosi colpi che rapidamente distruggono tutta l’area circostante, generando tonnellate di detriti che cadono verso il suolo.
Il protagonista, bevendo da una bottiglia rubata ad un cadavere e recuperata utilizzando la telecinesi, sviluppa dei nuovi poteri. I plasmidi, quindi, ritorneranno ma in una forma per ora provvisoria, come ci viene confermato direttamente nell’intervista successiva alla demo.
I poteri variano da quelli noti, come appunto la telecinesi e il lancio di fulmini, ad alcuni decisamente più potenti, come quello che permette di fermare a mezz’aria uno dei proiettili del cannone visto in precedenza, per poi rispedirlo al mittente in modo da liberarsi della pericolosa minaccia.
Nello scontro i cittadini non si curano in nessun modo dei danni provocati alla città e utilizzano qualunque mezzo, come il fuoco che si propaga rapidamente in incendi, per cercare di bloccare la fuga del protagonista.
Quando le cose iniziano a mettersi veramente male interviene proprio Elizabeth, la ragazza dotata di straordinari poteri che ribalta l’esito del conflitto, non senza mostrare che l’uso sconsiderato di tali potenzialità le costa una fatica immensa, al punto tale da provocare lo svenimento e il sanguinamento del naso.

I nuovi Big Daddy

Elizabeth, però, è inseguita da uno degli esseri visto nel video attualmente disponibile: una forma vivente dotata di un cuore organico installato in un corpo meccanico.
L’unico modo per sconfiggerlo sembra risiedere nell’uso dell’astuzia: un mix di combattimento con armi da fuoco, in questo caso un fucile a pompa decisamente efficace a corta distanza, e l’uso dei poteri della ragazza, tanto devastanti da evocare un meteorite lanciato sui tiranti di un ponte che, staccandosi, lo fanno cadere nel vuoto.
La demo si conclude però con una nuova conoscenza: una seconda creatura decisamente più grande della precedente che atterra su un campanile devastandolo e rapidamente si tuffa all’attacco del protagonista.

L’arte di Columbia

La direzione artistica del gioco colpisce dal primo istante, con la stessa carica con la quale stupì la presentazione del primo Bioshock: manifesti di propaganda, interni in legno, panchine e vialetti caratteristici. Il tutto è stato creato con attenzione, con uno stile non necessariamente realistico ma decisamente ispirato, dal quale traspare l’impegno con il quale Columbia è stata ideata, modellata e portata sullo schermo.
Il background storico è decisamente interessante anche se a prima vista può in parte ricordare quello di Rapture; in realtà Columbia non è stata creata da un folle e visionario uomo d’affari come nel caso della città subacquea che ben conosciamo ma dal governo stesso, investendo fondi ingenti e coinvolgendo nel progetto le migliori menti del paese.
Per ora non possiamo sapere cosa accadde e le motivazioni che hanno portato la città ad essere come è ora e la magia operata da Irrational è proprio questa: creare un ambiente ispirato, interessante e misterioso, che svela la propria storia al giocatore un passo alla volta, permettendogli di alternare momenti di esplorazione ad altri di combattimento furioso, affrontabile con diverse strategie in base al proprio stile di gioco.
Bioshock Infinite introduce anche un’altra novità: un protagonista vero e proprio, con un nome e una personalità sviluppata che esprime i propri pensieri e partecipa attivamente all’azione anche dal punto di vista verbale. Il doppiaggio inglese sembra già eccellente ed è stata introdotta una sottile vena ironica che porta alla mente alcuni degli scambi di battute più riusciti di Uncharted 2.
Il gamplay sembra abbastanza classico nella sua interazione con l’ambiente e nelle strategie da adottare negli scontri, con la pregevole novità dell’uso di un gancio che permette di sfruttare le rotaie delle varie funivie. Tale mezzo di trasporto alternativo viene utilizzato anche dai nemici durante gli scontri, cosa che porta le battaglie verso una dimensione, basata sulla tipica alternanza di attacchi tra armi da fuoco e poteri, ora anche in situazioni estreme.

Bioshock Infinite Già da ora si può affermare che Bioshock Infinite è maestoso, ispirato, inebriante: appena conclusa la demo la voglia di tornare a camminare tra le strade di Columbia è grande ma sfortunatamente l’attesa sarà lunga: l’uscita del gioco è fissata per il 2012, in un periodo dell’anno ancora non definito. Anche la presenza di una modalità multiplayer è ancora avvolta nel mistero anche se, conoscendo Irrational Games, la maggior cura possibile verrà riservata sicuramente al comparto single player e alla trama principale. Sicuramente nei prossimi mesi ne sapremo di più e non mancheremo di aggiornarvi tempestivamente su ogni novità relativa allo sviluppo di Bioshock Infinite.

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