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Anteprima Blades of Time

Un'hack 'n slash che viene dal freddo si svela alla GamesCom 2011

anteprima Blades of Time
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc

Il mondo dei videogames è fatto di corsi e ricorsi storici, alcuni generi che sembravano spariti sono risorti dalle nebbie, mentre altri ancora hanno avuto la loro consacrazione proprio con le console attuali. Fra gli appartenenti alla prima categoria è impossibile non citare gli hack ‘n slash che, quasi estinti nell’epoca Playstation 2, sembrano essere risorti a nuova vita, grazie soprattutto all’impegno di alcuni team giapponesi ed europei che hanno preso in mano il genere e l’hanno condotto nella nuova generazione.

In mezzo al marasma di titoli presentati qui alla GamesCom, Konami ha deciso di presentare anche Blades of Time, un titolo dalla gestazione quantomai complessa, nato originariamente come sequel di un oscuro gioco russo del 2007. A dispetto del nome che farebbe pensare ad altra provenienza, i Gaijin Entertaiment hanno infatti la loro base a Mosca e, prima di questo titolo hanno lavorato solo a due giochi ad alto budget, ovvero l’ottimo IL - 2 Sturmovik e, appunto, X - Blades, prequel ideale di Blades of Time.

DragonLand

Tuttavia, complice la congiuntura economica sfavorevole e il successo non proprio plateale dei titoli precedenti, gli sviluppatori hanno avuto molte difficoltà nel farsi finanziare questo nuovo progetto, per cui la seconda avventura dell’eroina Ayumi ha rischiato seriamente di non apparire mai sugli scaffali. Lo scorso anno però, dopo un drastico redesign dell’intero gioco (prima molto cartoonesco, ora invece decisamente più realistico), Konami ha deciso di crederci, finanziando i Gaijin e decidendo di pubblicare il gioco sia in Giappone che in Occidente.
La vicenda di Blades of Time segue solo marginalmente quella narrata nel capitolo precedente e, anzi, possiamo dire che recupera solo il nome dell’eroina, per il resto siamo davanti a un vero e proprio reboot che ci trasporta nel mondo fantastico di Dragonland, in cui la nostra eroina, ultima discendente di un’antica e nobile stirpe, deve sconfiggere il classico malvagio di turno. Come lo farà? Usando al massimo le armi di cui dispone ovvero un set completo di spade che, all’occorrenza possono trasformarsi anche in armi da fuoco, per poter combinare l’arte dell’arma bianca con la brutalità dei proiettili. L’ìdea che, almeno stando ai progetti degli sviluppatori, dovrebbe distinguere Blades of Time dalla concorrenza è la particolare abilità di riavvolgimento del tempo di cui dispone Ayumi: lungi dal semplice time shifting che abbiamo visto in almeno un paio di episodi di Prince of Persia, in Blades of Time, oltre a riavvolgere l’azione, ogni volta che useremo questo potere, apparirà anche un nostro clone che ripeterà esattamente le stesse mosse che avevamo compiuto in precedenza, permettendoci così di dedicarci ad altri nemici.
Questa particolare struttura ha consentito ai Gaijin di sbizzarirsi nel design dei livelli e, soprattutto negli scontri con i boss, che appaiono decisamente complessi: per esempio potremo martellare il punto debole di un mostro mentre i nostri cloni lo tengono occupato, oppure esibirci in complicatissime combo multiple per causare ancora più danni. Calcolando che potremo avere fino a cinque “copie” pronte a lottare con noi appare subito chiaro che le possibilità del combact system si fanno decisamente intriganti e potenzialmente molto profonde. A detta degli sviluppatori, subito dopo una fase iniziale di tutorial, verremo gettati immediatamente nella mischia e dovremo essere abili ad usare i nostri cloni sia durante i combattimenti che per risolvere tutta una serie di enigmi ambientali disseminati nei livelli.

Tecnicamente il gioco, pur apparendo abbastanza solido, non fa certo gridare al miracolo. Prima dell’uscita sarà necessaria un’ottimizzazione decisa, soprattutto per quanto riguarda modelli poligonali e collisioni. Tuttavia il team di sviluppo ci ha assicurato che ci vorrà ancora del tempo prima di vedere Blades of Time sugli scaffali dato che il particolare gameplay richiede un betatesting molto approfondsto. Per questo motivo speriamo che, oltre ad ottimizzare la componente ludica, il team lavori ancora anche sul comparto grafico.

Blades of Time Blades of Time si presenta alla stampa con un’idea interessante, ovvero la possibilità di usare cinque copie di noi stessi per aumentare esponenzialmente, combo, attacchi e danni ai nemici. Tuttavia la relativa brevità della sequenza mostrataci non ha potuto convincerci fino in fondo, per cui riserviamo all’uscita del gioco (prevista per la prima metà del 2012) commenti più approfonditi. Nel frattempo Blades of Time rimane, sicuramente un prodotto interessante anche se ancora da rifinire.

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