Anteprima Bodycount

Dal creatore di Black, le prime informazioni sul nuovo sparatutto distruttivo

anteprima Bodycount
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3

Qual'era il difetto più evidente di Black, il distruttivo sparatutto per Playstation 2 e Xbox? Forse non si trattava tanto di qualche problema legato alla struttura globale, come il gameplay alla lunga un po' monotono, la trama quasi inesistente ed il level design a volte profondo come una pozzanghera. Quello che più di tutto mancava alla produzioen Criterion era il carisma. Nonostante indubbi meriti tecnici e ludici, che comunque gli regalarono per qualche tempo le luci della ribalta, soprattutto i veterani del genere ebbero come l’impressione di essere davanti al solito sparatutto ignorante che faceva della distruzione il suo punto di forza. Ironico è notare come lo stesso Stuart Black, che ha coordinato lo sviluppo del titolo in passato, consideri gli shooter odierni “noiosi” e “tutti uguali”, quando egli stesso non si era certo dimostrato il simbolo, per questa industria, della varietà ludico/artistica. Ad ogni modo, ha adesso l’occasione di far vedere a tutti come si fa (!) con Bodycount, un nuovo sparatutto in prima persona per console HD sviluppato in collaborazione con gli studi interni Codemasters di Guildford. E non temete, anche qui sarete chiamati a distruggere e devastare ancora, accompagnati dallo strepitoso motore grafico di Dirt 2: ingredienti che lasciano pensare subito ad un progetto, almeno visivamente, strepitoso.

Il mondo andrà in pezzi. Per colpa vostra

Il titolo viene poco sorprendentemente supportato da un background scenografico pessimistico, non tanto dissimile dal dispotismo Orwelliano (sebbene Bodycount preferisca paragonarsi ai thriller moderni; Lost vi dice qualcosa?). John Doe sarà il vostro alter-ego virtuale durante l’intera campagna di Bodycount, un mercenario trascinato in un pericoloso gioco gestito dalla misteriosa compagnia “The Network”, dove l’unico obiettivo sarà quello di eliminare l’avversario di turno. Una sorta di arena per gladiatori del futuro, un po’ come il The Club di Bizzarre e Sega, ma viste le poche informazioni in merito finora rilasciate dagli sviluppatori preferiamo non lanciarci in paragoni e/o giudizi.

Strutturalmente parliamo di uno sparatutto dalla forte impronta arcade, dove il tatticismo è ben accetto ma non fondamentale, e contano più freddezza e nervi saldi, vista anche la natura tecnica dell’intero progetto. Come per il vecchio Black, qualsiasi elemento dello scenario sarà distruttibile, o almeno questa è l’intenzione degli sviluppatori. Lo scozzese Stuart infatti, riprendendo il discorso provocatorio lanciato in precedenza, detesta letteralmente la staticità delle produzioni attuali relative al genere degli sparatutto, sempre ancorate ad una vecchia idea anni ’90, che poco si presta a sfruttare realmente le potenzialità hardware su Playstation 3 e Xbox 360. E se l’obiettivo di Bodycount venisse raggiunto in pieno, avremo forse il perfetto esempio di ciò che intende e desidera realizzare il game designer. Qualsiasi oggetto ridotto in brandelli, casse in legno trasformate in polvere svolazzante, distributori automatici che sparano lattine a destra e a manca, mura che crollano e nemici alla ricerca del primo riparo possibile. Il protagonista deve essere l’arma, e tutto deve ruotare intorno alle sue potenzialità. Un concentrato di engine tecnico, gameplay arcade e intelligenza sopraffina che potrebbe cambiare davvero il modo di intendere gli sparatutto su console. Tutto molto bello, ma quanto di quello dichiarato sarà davvero reso papabile su pad? E soprattutto, a che prezzo?
Trattandosi di un progetto solo alle fasi di iniziali, è naturale spingere su qualche perplessità. Al momento riportiamo tutte su quelle che smontarono in parte il totale successo di Black: ripetitività e replay value praticamente nullo. In proposito, Guildford Studios è consapevole delle difficoltà che si aprono tentando un’avventura del genere, e sta quindi concentrando le proprie attenzione su modalità ed attrattive di contorno studiate per non far cadere mai il giocatore nella noia. Il sistema di narrazione ad esempio seguirà lo stile di una serie TV qualsiasi, con tredici episodi della durata teorica di 45 minuti ciascuno, per un totale complessivo di circa 10 ore di gioco, la media della generazione attuale. Durante le missioni, saremo sempre accompagnati poi da tre fide assistenti particolarmente sexy che ci indicheranno validi consigli tattici per mettere a terra i nostri avversari. Non si vuole però legare i giocatore alle solite indicazioni algoritmiche dettate da limitati sistemi di programmazione, ma dargli la completa libertà di scelta, e quindi optare anche per una soluzione strategica totalmente personale, con tutte le conseguenze del caso. Le tre “segretarie” reagiranno infatti in una determinata maniera - ancora non svelata - se decidete di ignorare gli ordini-consigli, e sarete voi in prima persona a subire (o beneficiare) delle cause scatenate.

Giusto per non farsi mancare niente, Bodycount sarà corredato da modalità multiplayer cooperative e competitive. Sebbene anche su questo aspetto le informazioni scarseggino, Guildford conferma la presenza di scontri “Deathmatch” per dodici giocatori nella stessa mappa e, naturalmente, con l’identico valore distruttivo degli scenari prospettato dalla campagna in singolo. Vi sarà anche una cooperativa per due giocatori online (ma si sta pensando di “allargare” la squadra a quattro componenti) collegata direttamente agli eventi narrati nella trama di gioco, ampliandone i contenuti con approfondimenti e rivelazioni “extra”. Praticamente, una sorta di prequel-sequel per ogni mini-episodio.

Le ampie regole di distruzione saranno gestite infine dal possente EGO Engine, che di meraviglie ne ha già mostrate con i titoli di corsa Codemasters. Dai primi screenshots rilasciati, il senso di onnipotenza accennato in sede di apertura per questo articolo pare trovare la sua giusta collocazione. Gli ambienti di gioco sono infatti modellati con una buona cura, risultato che unito a personaggi di abbondante qualità poligonale, effetti di luce d’avanguardia ed una palette di colori realistica e vivace realizza un complesso invidiabile, considerato anche l’elevato fattore distruttivo che coinvolgerà quasi tutti gli oggetti a schermo. Le leggi fisiche dell’engine saranno infatti applicate a qualsiasi elemento chiamato a comporre il complicato puzzle di ogni livello, e tutti gli oggetti subiranno quindi le reazioni di qualsiasi colpo. E una simile ambizione, costringe allora il team di sviluppo a lavorare su un'intelligenza artificiale particolarmente complessa e “sveglia”, che tenga conto come ogni punto di riparo potrebbe sparire da un momento all’altro. Si sta quindi lavorando parecchio sulle routine comportamentali degli avversari, che nel prodotto finale dovrebbero essere in grado di studiare perfettamente la situazione e non ridursi a semplici bersagli facili per il nostro grilletto. Ambienti vivi e stimolanti, e non corridoi dove i malcapitati nemici sembrano mettersi in fila per essere fatti fuori a turno. Il motto semplice ma efficace di Stuart Black.

Bodycount Se in qualche modo fosse possibile portare avanti il tempo, vorremmo sicuramente provare subito la versione definitiva di Bodycount, che tante promesse si prefigge di realizzare. Il creatore di Black non è un tipetto che le manda a dire, e per questo, in caso di fallimento, rischia di mettersi in mezzo ad un terribile fuoco incrociato mediatico. Perlomeno, le intenzioni sue e degli sviluppatori di Guildfort sono ottime e le prime informazioni rilasciate ci permettono di sperare in uno sparatutto finalmente diverso, che premi realmente l’inventiva del giocatore. Ma il 2011 è ancora lontano, ed è presto per tirar fuori qualsiasi minimo giudizio. Auspichiamo di mettere presto le mani su una versione in anteprima, magari proprio al prossimo E3 di Los Angeles.