L'Ombra della Guerra Adesso online

Giochiamo in diretta con il sequel de L'Ombra di Mordor!

Anteprima Bodycount

Una guerra a millanta miglia orarie

anteprima Bodycount
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Nemmeno per un istante Codemasters ha pensato di lasciar perdere le auto da corsa. Non dopo tutti i successi dei TOCA, dei Colin McRae, dei Grid. Eppure in un'opera di ristrutturazione dello studio operata nell'ultimo lustro si è arrivati a destinare sempre più cospicui investimenti a settori non direttamente legati alle quattro ruote. Ad oggi è la serie Operation Flashpoint ad avere un significativo rimando, ma titoli come Overlord o Clive Barker's Jericho sono pedine importanti con cui aggredire il mercato.
Ecco spiegati gli eventi precedenti alla firma del contratto per la realizzazione di Bodycount: da un lato Codemasters, dall'altro un distaccamento di Criterion Games con sede nel centro storico di Guildford, nella campagna del Surrey. Tale piccolo nucleo produttivo scappa in qualche modo dall'ombra che Electronic Arts ha sullo sviluppatore di Bournout, nonché del recente Need for Speed Hot Pursuit; non ha ancora un nome, ma per farselo Bodycount, FPS in uscita di qui a qualche mese su Playstation 3 e Xbox 360, può essere senz'altro un buon trampolino.

Carne da macello

Qual'è l'unico titolo Criterion che svia dal naturale habitat asfalto+curve? Black, è ovvio. Sparatutto uscito nel 2006 su Xbox e Playstation 2, uno svilente prodotto incapace di registrare personalità e carisma, ma per motivi a tutt'ora misteriosi riuscì a legare al proprio destino diverse storme di videogiocatori, che ora incessantemente ne chiedono un seguito. Bodycount è per voi: ringraziate quel qualcuno in Codemasters per aver ascoltato le vostre richieste ed esaudito le vostre promesse.L'FPS diretto a Playstation 3 e Xbox 360 riparte proprio da simili basi, si direbbe quasi un recupero dell'eredità di Black pur senza condividerne il nome e l'infelice nomea. Il che può essere anche un bene...La scena è questa: un futuro post-apocalittico, un'umanità in evidente crisi di valori, squadre di combattenti l'una contro l'altra per il disputarsi il dominio sul mondo. Dove abbiamo già sentito una simile premessa narrativa? Se questo vi ricorda il pessimo film Gamer, allora con ogni probabilità vi siete già fatti una infausta idea del prodotto...Il protagonista è un ex militare statunitense, anch'esso in evidente crisi di idee, reclutato all'interno del "Network". Da qui un gioco al massacro col grilletto proteso al facile annichilimento, la simpatica distruzione. Ne esce anzitutto un gameplay dichiaratamente arcade, il solito ironico sberleffo a un contesto narrativo che vorrebbe essere preso sul serio e invece crolla dinnanzi a premesse fin troppo povere. In Bodycount la distruzione è tutto, la distruzione è ovunque. Un barile di benzina è bastevole per sradicare un palazzo di cinque piani e di barili lungo i livelli di gioco ne troverete a iosa. Con questo gli sviluppatori intendono gettare un ponte tra la deformabilità del suolo di un Fracture e la revisione edile di un Bad Company: un nemico si ripara ossessivamente dietro una scatola? Voi crivellate di colpi la scatola e quando ne rimarrà soltanto un brandello dell'ossatura originaria il fellone non avrà più scampo. Ed ecco arrivare punti bonus, punti destinati ad incrementare il punteggio della propria squadra. Punti portano a remunerazioni per sé e per il proprio team, come ci sembra di aver già assaporato in un paio di FPS: tali remunerazioni si concretano in power up mortali come ad esempio terribili strike aerei. Praticamente scontata la presenza di una infrastruttura multiplayer che procuri match online tra squadre rivali e anche una piacevole cooperativa con cui gustare l'intera avventura.

Sfide grafiche

Una nota certamente positiva proviene dal motore grafico utilizzato per Bodycount, che altri non è che l'EGO Engine proprietario di Codemasters stessa. Visto all'opera in tutti i racing game della compagnia nel corso di questa generazione (da Dirt a F1 2010), si è comportato tutto sommato bene in Operation Flashpoint Dragon Rising. Allora, però, ci si calava in uno scenario realistico e la parola d'ordine era simulazione tattica e balistica, in Bodycount è l'esatto contrario, quindi per certi versi non possiamo crogiolarci sui buoni propositi di Dragon Rising. Tuttavia, quanto mostrato fino ad ora lascia trasparire scenari colmi di elementi con cui interagire, funzionali quindi all'esperienza di gameplay che si vuole raggiungere: il rovescio della medaglia è rappresentato da una texturizzazione invero povera, cosa che lascia trasparire una carenza artistica tutt'altro che trascurabile.

Bodycount Saranno contenti gli entusiasti di Black di avere tra pochi mesi un seguito spirituale che ne ricalchi atmosfera e gameplay. Per coloro che invece mal digerirono l'esperienza offerta da Criterion, probabilmente non troveranno motivi per gioire di questo Bodycount, la cui povertà di idee è ormai manifesta, anche se ci separano solo poche settimane dalla release.

Che voto dai a: Bodycount

Media Voto Utenti
Voti totali: 34
3.5
nd