GDC 2015

Anteprima Bombshell

L'alter ego femminile di Duke Nukem?

anteprima Bombshell
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

3D Realms è una di quelle software house un po' tormentate, schiacciate dalla fama di una IP totalizzante: dopo il glorioso exploit degli anni '90, con l'indimenticabile Duke Nukem, l'azienda non è mai riuscita a tornare davvero sulla cresta dell'onda. Tanti i progetti cancellati, ancora di più quelli che definiremmo eufemisticamente “modesti”.
Alla GDC di San Francisco la casa di sviluppo texana tenta però un bel colpo di reni, facendosi notare con l'esplosivo Bombshell. Sparatutto isometrico dalle dinamiche piuttosto curiose, il titolo sembra perfetta incarnazione della filosofia esagerata e chiassosa del team (il cui motto, lo ricordiamo, è “Firepower Matters”). Protagonista del gioco, una sboccata soldatessa che sicuramente non teme il confronto verbale con il Duca: interprete insomma di un ossimorico “machismo femmineo” che ci ricorda da vicino quello del nerboruto e biondo eroe. Eroe che rivive, tra le altre cose, nel tessuto di eastern egg e citazioni che -in Bombshell- costantemente ammicca ai passati lavori del team.

Bracci bionici, alieni e trivelle

La trama di Bombshell è un concentrato di clichè superomistici e pura esaltazione per il militarismo d'assalto. L'omonima protagonista, esperta di esplosivi che ha perso un braccio in un terribile incidente, è chiamata a salvare la presidentessa degli Stati Uniti dagli alieni che l'hanno rapita, infilandosi in dei portali che la condurranno in giro per l'universo. La sequenza iniziale, che racconta di un improbabile assalto alla casa bianca, dice tutto su quelli che sono gli obiettivi della sceneggiatura: dentro c'è un quantitativo di esplosioni da lasciare basiti, inquadrature che si soffermano sui pistoloni (e sulle bombe... a mano) della protagonista, e frasi che sembrano uscite da un frullato di Commando, Rambo e Die Hard. Sboccato e surreale, estremo e quasi sempre pronto a spingersi fino a toccare il confine della volgarità (magari mettendo un piedino dall'altra parte), il racconto riesce a fare da perfetta cornice ad un'azione che, come vedremo, è altrettanto “eccessiva”. Forse questa adesione integrale ai canoni dell'action movie anni '90, e questa ironia spinta e spudorata sono finiti per incollarsi al DNA creativo del team.

Scesi in campo, Bombshell si presenta con una visuale isometrica e - guarda caso - un gameplay che sembra la diretta evoluzione del mitico Commando (ancora!) di Capcom. L'impressione è quella di trovarsi di fronte ad uno sparatutto a scorrimento con telecamera a tre quarti, ma il team ci tiene ad avvertire che le cose funzionano un po' diversamente. Il sistema di puntamento, infatti, è più simile a quello di un FPS: non basta sparare in direzione dei nemici, per colpirli, ma dobbiamo “appoggiare” su di loro il cursore del mouse, mentre muoviamo il personaggio con il classico quartetto WASD.
La mira da shooter in prima persona (così la definiscono gli sviluppatori) non è l'unica peculiarità di Bombshell: il titolo lavora infatti sull'esuberanza delle armi e degli esplosivi in dotazione alla protagonista, cercando anche qui di strappare al giocatore qualche maschia risata. Ci sono lanciafiamme che si trasformano in cannoni spara-acido, revolver con un caricatore da 20 colpi, e addirittura un'arma che spara microscopiche trivelle che perforano il petto degli avversari, e in un esplicativo fiotto di sangue raggiungono il cuore per poi esplodere.
Fra finisher sanguinarie, bombe che si dividono in vari frammenti e inseguono i nemici, e la possibilità di staccarsi il braccio e trasformarlo in un drone semovente (in alcune sessioni di gioco potremo addirittura prenderne il controllo), avrete capito quale sia il tenore della produzione.

Gli apprezzabili sforzi del team di sviluppo in quanto a varietà e stramberie, purtroppo, si traducono in un'azione alle volte un po' confusionaria e caotica, con lo schermo davvero troppo pieno di esplosioni, nemici, frammenti. Questo eccessivo sovraffollamento ed una progressione estremamente lineare ci sono sembrati i limiti principali della produzione. A parziale risarcimento del secondo aspetto troviamo comunque un'infrastruttura da GDR che dovrebbe veicolare un buon senso di progressione: le armi di “Shelly” vanno prima recuperate e poi potenziate (aggiungendo a fuoco primario e secondario diversi effetti), ed anche gli attributi e le skill della nostra protagonista potranno essere migliorati. Purtroppo nel corso della prova 3D Realms si è divertita un po' troppo coi cheat (che non ci saranno nella versione finale), impedendoci di capire bene sia il sistema di crescita che il bilanciamento della difficoltà. Due aspetti non proprio marginali in un titolo che, pur senza inseguire la complessità di Diablo, vuole assorbire alcuni elementi degli hack'n'slash.
Un giudizio più circostanziato su Bombshell deve essere quindi rimandato, anche se l'assenza di un loot system più interessante (i nemici potranno “droppare” soltanto dei potenziamenti temporanei) e di una difficoltà in grado di crescere progressivamente ad ogni playthrough resta un grande rammarico.
Sospeso anche il giudizio tencico: per un guasto al sistema di raffreddamento della macchina di prova Bombshell scattava clamorosamente. C'è da dire però che la versatilità dell'Unreal Engine 4 si vede tutta, nei modelli dettagliatissimi, nel quantitativo di effetti speciali, nella texturizzazione attenta e nella pulizia globale della scena, senza un briciolo di Aliasing nonostante si sia giocato su un televisore dalla diagonale esagerata. Saranno stati 80 pollici: si è capito che a 3D Realms piace esagerare?

Bombshell Bombshell è uno sparatutto isometrico con un sistema di mira “da FPS” ed una struttura ruolistica da Hack'n'Slash. Un mix stravagante ed eterogeneo che potrebbe funzionare, a patto di non venire fagocitato dal suo stesso amore per l'esagerazione. Oltre a sequenze un po' meno caotiche, il prodotto 3D Realms deve dimostrare che le dinamiche di potenziamento delle armi e della protagonista funzionano bene, e che la progressione è ben scandita. Ad oggi resta comunque piacevole riscoprire, in versione squisitamente femminile, quell'esuberanza e quell'esaltazione per la battuta salace che furono del Duca. La sceneggiatura che oscilla fra la fantascienza e il trash è sicuramente quello che i fan di lungo corso si aspettano del team di Duke Nukem: adesso aspettiamo di vedere quanta sostanza c'è nell'avventura dell'incattivita Shelly.

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