Anteprima Borderlands

Shooter ed RPG: matrimonio possibile? Ecco la risposta di Gearbox

anteprima Borderlands
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il recente passato di Gearbox, software house responsabile dell’intricato Brother’s in Arms: Hell’s Highway, ha portato il team a cambiare radicalmente orizzonti, sposandosi, in primis, con Take-Two, forte di un ragguardevole ispessimento (qualitativo e quantitativo) della line-up.
Gli statunitensi, abbandonato il consulto militare professionistico e le atmosfere della Seconda Guerra Mondiale, hanno così deciso di cimentarsi in un genere molto sfizioso, sebbene ancora ibrido e non del tutto collaudato.
Borderlands, questo il titolo della loro ultima creazione, presenta le meccaniche tipiche di un TPS (third person shooter) unite alla profondità, specie in termini di storytelling e charachter design, di un RPG alla occidentale; il tutto ambientato in un vastissimo universo open ended.
Dopo aver passato un lunghissimo periodo di gestazione (il titolo era stato presentato, la prima volta, alla Games Convention di Lipsia del 2008), finalmente, in occasione dell’E3 2009 ci è stato mostrato e spiegato qualcosa di più della produzione Gearbox.

Predoni spaziali

Le vicende di Borderlands prendono il via su Pandora, un desertico (almeno per la maggior parte) pianeta, situato in una posizione non ancora pervenuta della Galassia che tutti noi “conosciamo”.
L’arrivo degli umani, in cerca di misteriosi quanto potenti artefatti, ha provocato una brusca e belligerante reazione nella popolazione aliena, tanto da scatenare battaglie senza quartiere per la sopravvivenza.
Prima di immergerci anima e corpo nell’avventura saremo chiamati a selezionare una classe tra quelle tipiche del mondo ruolistico: ci sarà il tank, l’assassino furtivo, il cecchino e addirittura una sorta di medico.
Lo stile sarà, tuttavia, ben diverso da quello del classico gioco di ruolo “alla WoW” in quanto l’atmosfera futuristica e decadente caratterizzerà mondo e personaggi con il look tipico del capolavoro di Buronson e Tetsuo Hara (Ken il Guerriero).
Gli scenari saranno caratterizzati da un’atmosfera post-apocalittica, dipinta da edifici semi distrutti, lande completamente disabitate ed un look piuttosto spartano dei personaggi (vestiti sgualciti, sovrabbondanza di accessori...).
Una volta selezionata la classe d’appartenenza, abbinata ad un appropriato skill tree, potremo modificare il modello fisico predefinito del nostro personaggio in maniera da renderlo diverso dagli altri della stessa categoria.

TPS o MMO?

Le meccaniche di gioco di Borderlands sono, come abbiamo abbondantemente anticipato, un abile mix tra TPS ed RPG, nella loro declinazione “Massive Multiplayer Online” (MMO per gli amici).
Troviamo quindi, in primis, un’abbondante componente esplorativa che si comporrà non solo di dungeon e zone da sondare per la ricerca di artefatti, armi ed oggetti vari ma anche da una profonda interazione con gli NPC presenti nel gioco, quantomai “protagonisti” a detta degli sviluppatori.
I personaggi non giocanti, presenti in quasi tutte le aree di gioco, avranno principale funzione di quest givers, offrendoci anche laute ricompense sottoforma di denaro od oggetti di varia fattura.
Ci sarà, naturalmente, una main quest lambita da incarichi secondari, utili, come in qualsiasi interpretazione ruolistica, per guadagnare punti esperienza ed equipaggiamento utile ad aumentare le proprie statistiche e rendere più efficaci le abilità speciali.
Riteniamo opportuno, a questo punto, aprire una piccola parentesi per sottolineare la somiglianza di Borderlands con le produzioni ruolistiche a noi più familiari: il titolo Gearbox vedrà infatti ciascuna area abitata da nemici differenti, alcuni particolarmente ostici, alcuni meno.
Vista la totale assenza di limitazioni al movimento starà al giocatore decidere se avventurarsi in una zona particolarmente rischiosa (ma “remunerativa”), accettare un incarico pericoloso, esplorare i confini del mondo o restare -relativamente- al sicuro.
Il fulcro del gameplay, quindi, risiederà nei combattimenti, il cui esito sarà affidato in gran parte alle armi da fuoco ed in minor misura nel combattimento corpo a corpo.
La visuale, sempre sotto il controllo del giocatore, potrà passare, in queste fasi, dalla terza alla prima persona, permettendoci di mirare in maniera più precisa ed efficace al nemico che, tuttavia, non risentirà particolarmente dei colpi inferti in parti del corpo che non siano la testa.
Non mancherà, in questo frangente, la possibilità di sfruttare le coperture con un sistema decisamente più semplificato rispetto a Gears of War e Brothers in Arms, ma ugualmente capace di assurgere al suo dovere.
Potremo poi abbinare le nostre abilità nell’uso delle bocche da fuoco ai talenti speciali posseduti dalla nostra classe d’appartenenza: il tank, per esempio, metterà da parte l’arma per gettarsi addosso al nemico tentando di sovrastarlo sfruttando la maggior potenza fisica; l’assassino, di contro, potrà rendersi momentaneamente invisibile o aumentare vorticosamente la sua velocità di movimento per evadere da situazioni potenzialmente letali o cogliere alle spalle gli avversari.
Uccisione dopo uccisione il nostro alter ego acquisirà punti esperienza che potrà spendere, grazie ad un intuitiva interfaccia pop-up, nel potenziamento delle proprie caratteristiche fisiche o nell’acquisizione di nuove capacità.
Il coronamento di un siffatto gameplay verrà evidenziato soprattutto nel momento in cui attingeremo a tutte le risorse messe a disposizione degli sviluppatori, progredendo nello storyline in modalità cooperativa.
Fino a quattro giocatori potranno intraprendere l’intera campagna di Borderlands incontrandosi grazie alla connettività del PC e delle console di ultima generazione oppure sfruttando la nostalgica modalità a schermo condiviso.
Con l’appoggio di altre tre intelligenze biologiche il campo di battaglia verrà impreziosito dalle innumerevoli possibilità introdotte dalla combinazione delle peculiarità di ciascuna classe, per un andamento globale che ammicca -a nostro modo di vedere- alla libertà offerta da un gioco di ruolo cartaceo piuttosto che digitale.
Segnaliamo, infine, che come da trend odierno ogni giocatore potrà entrare ed uscire da una partita cooperativa online in qualsiasi momento, e con la pressione di un solo tasto; naturalmente il nostro alter ego manterrà esperienza, soldi ed oggetti guadagnati in ciascuna sessione, sia essa solitaria o in compagnia di amici.
Assoluta è invece, almeno per ora, l’oscurità che aleggia su un’eventuale modalità PVP, appena ventilata dagli sviluppatori e fortemente voluta dai giocatori.

Guerra e Movimento

L’enorme estensione del mondo di gioco di Borderlands ha portato il team di sviluppo ad effettuare alcune scelte per certi versi innovative nel mondo degli shooter.
La prima consiste nel dare al giocatore la possibilità di prendere il controllo di qualsiasi mezzo di trasporto reperito lungo le desertiche lande di Pandora, permettendo anche il trasporto di eventuali compagni, capaci anche di ingaggiare furenti sparatorie dall’interno dei veicoli.
La seconda vede invece l’inserimento di un algoritmo procedurale per la generazione delle armi da fuoco, previste in centinaia di migliaia di unità diverse.
Il sistema, recentemente approfondito da Gearbox, consente alla CPU, a partire dai materiali e dalle componenti di ciascuna arma, di generarne altre -potenzialmente infinite- combinazioni randomiche.
Questo significa che, con un pò di fortuna, potremo trovarci equipaggiati con un fucile da cecchino in grado di sparare a raffica, o una rivoltella dotata di mirino telescopico, tanto per fantasticare un pò.
Non è invece ancora chiaro se ci sarà la possibilità di creare autonomamente una dotazione bellica personalizzata, utilizzando materie prime o parti smontate di altre armi.

La grafica non è tutto

Con un mondo di gioco tanto vasto (in streaming) ed una quantità di elementi a schermo veramente notevole, Borderlands non poteva certamente permettersi un motore grafico altamente tecnologico e dettagliato come -tanto per fare un esempio- quelli di Call of Duty 4, Battlefield Bad Company e via discorrendo.
Per mantenere un buon compromesso tra la qualità artistica generale ed il frame rate si è così deciso di utilizzare il cell shading, tanto strano quanto affascinante in una produzione del genere.
I personaggi non risultano, infatti, fumettosi, stilizzati o realizzati semplicisticamente ma, al contrario, molto ben caratterizzati e moderatamente definiti.
Ciò che colpisce davvero è però lo stile che, ancora una volta, ricorda da vicino Ken il Guerriero e ci riporta, con una punta di nostalgia, ai cartoni animati dell’allora Italia 7.
Dello stesso impatto stilistico godono strutture e scenari di gioco, figli di una realizzazione molto curata che si avvale, a dispetto dei maligni, di una texturizzazione di alto livello, affiancata da una buona gestione degli effetti luminosi ed una palette di colori gestita sapientemente.
Nonostante non si sia puntato sulla grafica (non vi sono, ad esempio, efficacissimi shader superficiali), insomma, la produzione sembra capace di regalare panorami davvero mozzafiato, soprattutto grazie all’implementazione di ottimi effetti particellari.
Fumo, fuoco, esplosioni ed effetti ottici procurati dall’arsura dell’atmosfera pandoriana sono un vero e proprio toccasana anche per l’occhio più allenato e rendono Borderlands un titolo, nel complesso, artisticamente riuscito.
Non molte sono invece le impressioni che abbiamo potuto ricavare dal comparto sonoro, nel quale paiono affacciarsi con prepotenza le colonne sonore, in grado di accompagnare in maniera oculata e credibile ciascun avvenimento.

Borderlands Borderlands promette decisamente bene. Le possibilità offerte dal connubio tra le meccaniche tipiche dello shooter in terza persona e quelle dei giochi di ruolo, amalgamante dall’esperienza multiplayer cooperativa, fanno indubbiamente gola a molti. Se a questo si aggiungerà anche un numero cospicuo di ore di gioco (sotteso dalle oltre 300 quest promesse), uno storyline degno di questo nome e, come molti si aspettano, addirittura una modalità PVP, ecco servita la ricetta per uno tra i titoli più attesi per la chiusura del 2009. Speriamo che questa volta Gearbox riesca a mettere a segno il colpo non riuscito con Brothers in Arms, lanciando il prodotto nei tempi prestabiliti. La valutazione entusiastica, naturalmente, è dovuta a quel che abbiamo visto (senza la possibilità di giocare con mano); vi rimandiamo quindi ad aggiornamenti futuri per maggiori approfondimenti.