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Anteprima Broken Age

Tim Schafer porta la sua chiacchierata avventura sul palco dei VGX 2013

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Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dalla sua nascita, Kickstarter è diventato il regno del "tutto è possibile", una bella rampa di lancio per nuovi e vecchi sviluppatori dalle idee ancora interessanti ma magari "poco commerciali". Abbiamo visto riemergere da un lontano passato Chris Roberts e Brian Fargo, e tornare recentemente alle origini Tim Schafer, che si è presentato ai recenti VGX 2013 con del footage inedito per la sua nuova e chiacchierata avventura grafica. Nonostante le polemiche per la scelta di dividere in due l'avventura nonostante gli oltre 3 milioni di dollari ottenuti per lo sviluppo, Broken Age riesce ancora a suscitare lo stupore di backers e videogiocatori in generale, che non vedono l'ora di mettere le mani -a Gennaio- sulla prima parte di quello che si prospetta un punta e clicca nostalgico ed affascinate.

Due mondi

Broken Age narra di due quattordicenni alle prese con vite, mondi e realtà diametralmente opposte, eppure in qualche modo interconnesse. Da una parte troviamo una giovane indigena, scelta dalla sua tribù come tributo sacrificale ad un non precisato mostro per preservare intatto il villaggio; dall'altra un disincantato ragazzetto, tratto in salvo dal suo mondo ormai in rovina dal super-computer di un'astronave che ora lo accudisce. Due storie, si diceva, totalmente differenti tra loro, accomunate però dalla voglia dei due protagonisti di rompere le regole, di prendere in mano le redini della propria vita ed iniziare sulle proprie gambe il percorso che li porterà alla maturità. Vella (la ragazza) rompendo le secolari tradizioni del suo popolo e tentando di combattere la creatura; Shay fuggendo dalla routine quotidiana alla quale lo costringe l'amorevole intelligenza artificiale dell'astronave, ed imbarcandosi in un'avventura per combattere i soprusi nel mondo esterno.
Due storie dai risvolti malinconici e decisamente più maturi di quanto l'età dei protagonisti non faccia presagire. Dal punto di vista tecnico, si sottolinea uno stile visivo particolarissimo. I personaggi sono stilizzati nella corporatura, nelle animazioni e nei volti, ma non per questo meno espressivi o convincenti. Lo stile è generalmente sognante ed intriso di uno strano simbolismo, che richiama le antiche culture dell'America Meridionale. Curiosa anche la scelta dei colori, in questo caso molto diversa tra le due avventure: nel mondo di Shay, forse a sottolineare un maggiore avanzamento tecnologico, tutto si fa più definito e vivido; nell'universo di Vella, invece, i cromatismi sono più sbiaditi, come se si mescolassero uno nell'altro.
La scena si presenta in linea di massima sempre molto affascinante ed evocativa, dando quasi l'idea di un quadro astratto in movimento, con un bel contrasto tra i personaggi in primo piano e fondali quasi acquerellati.
Dal momento che le emozioni di una narrazione evidentemente molto importante devono esprimersi anche attraverso le parole, il team ha poi ingaggiato una vera e propria squadra di doppiatori d'eccezione. Immancabile, quando si parla di Tim Schafer, il mitico Jack Black, al quale si affiancheranno nientemeno che Elijah Wood nel ruolo di Shay ed altri talenti del calibro di Will Wheaton, che ci fanno capire quale portata abbia al momento la produzione.

Passando al gameplay sembra piuttosto chiaro che Double Fine sia voluta tornare alle origini del punta e clicca, proponendo un'avventura classicissima che soddisfacesse alcuni dei "dogmi" per Schafer fondamentali. L'andamento dell'avventura non sarà in nessun caso frenetico, lasciando al giocatore tutto il tempo di pensare e riflettere, staccare le mani dalla tastiera o dal pad e tornare in un secondo momento con la soluzione. Gli enigmi richiederanno di tanto in tanto un minimo bagaglio culturale personale, presentandosi allo stesso tempo impegnativi ma mai frustranti e dando, alla fine, una sensazione di appagamento nell'averli risolti. Importante, in questo senso, dare solo qualche hint mirato per incoraggiare al giocatore, senza presentargli mai la soluzione sotto gli occhi in maniera troppo palese. I dialoghi svolgeranno un ruolo altrettanto importante, presentando la tanto amata struttura "ad albero" (con più diramazioni per ciascuna selezione) e recando al loro interno indizi per risolvere i puzzle e scelte importanti. Infine, in questa ricetta per l'avventura grafica perfetta, il suo eclettico creatore ha voluto far presente l'unica introduzione veramente "moderna": il sistema di interazione con l'ambiente sarà contestuale, svincolando l'azione dal vetusto dualismo fra "osserva" e "interagisci": un modo per snellire la progressione.
Per quanto mostrato sino ad ora, purtroppo, non possiamo far altro che affidarci alle parole di Tim Schafer, che nei brevissimi spezzoni di gameplay mostrati ha voluto porre l'accento più che altro sul bellissimo stile generale e sulla caratterizzazione, davvero riuscita, dei due protagonisti. Di gameplay vero e proprio si è visto dunque veramente poco, anche se un paio di momenti riportano alla mente le primissime avventure grafiche LucasArts, lasciando i fan in brodo di giuggiole.

Broken Age A fronte del corposo finanziamento ricevuto da Double Fine le aspettative per Broken Age sono ai massimi livelli. Al di là della scelta di spezzare in due l'avventura, che ha lasciato molti tra addetti ai lavori, semplici gamer e backers decisamente di stucco, le premesse sembrano ad oggi più che positive. Lo stile sognante e particolarissimo delle visuali cattura immediatamente il giocatore, mentre le vicende promettono risvolti interessanti: se a livello di gameplay Schafer e i suoi sapranno mantenere le promesse, questo potrebbe essere il preludio per un ritorno in grande stile dell'avventura grafica con la "A" maiuscola.