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Anteprima Bulletstorm

People Can Fly ed Epic Games rivelano i primi dettagli del nuovo FPS

anteprima Bulletstorm
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc

Direttamente dalle pagine di GameInformer arrivano le prime notizie ufficiali sulla nuova creatura di Epic Games, software house già celebre per la saga di Gears of War, per Unreal, e per il riuscito connubio painkilleriano con lo studio polacco People Can Fly. Il nuovo lavoro, Bulletstorm (“tempesta di proiettili”), è affidato proprio alle talentose mani dei sopracitati ragazzi est-europei, che si cimentano in un FPS che promette di essere vario e brutale, suggellato dalla fantasia degli sviluppatori e supervisionato dalla pluriennale esperienza di Epic Games.
Analizziamone insieme i primi dettagli.

Pioggia di Piombo

Un mercato brulicante di first person shooter si impone certamente come deterrente più che valido per scoraggiare qualunque software house che voglia portare a termine lo sviluppo di un gioco del genere. In un panorama che presenta sempre più cloni e sempre meno originalità, poi, discostarsi dai cliché tipici degli FPS e smembrarne le meccaniche per offrire, magari, qualcosa di nuovo, è sempre più difficile, vuoi per non perdere quella stabilità di vendite che è solita attribuirsi ad uno shooter medio, vuoi per l’effettiva carenza di nuove idee che porta a riproporre sempre la stessa salsa, camuffata in più vesti.
Bulletstorm si presenta come un FPS sci-fi che trova il suo leitmotiv nei combattimenti, con accumulo di punti e brutali combo con le quali far fuori i nemici durante il corso dell’avventura.
Il gioco, ambientato nel ventiseiesimo secolo, ci metterà nei panni di Grayson Hunt, valoroso soldato a cui è stato affidato il difficile compito di fermare la continua mietitura di vittime da parte di un killer pluriomicida. A seguito di vicende a noi ancora ignote, però, Hunt si rifiuta di portare a compimento la sua missione, accettando implicitamente il gravare delle colpe del killer sulle sue spalle, e diventando immediatamente il maggior ricercato della galassia. Dopo un periodo di fuga, l’uomo riesce a stabilirsi in un ritaglio periferico di universo, vivendo lontano da tutti con la sola compagnia del cyborg Ishi Sato, suo fedele compagno di avventure, costretto a sopportare i suoi sbalzi d’umore al limite della follia, derivati dalla precaria situazione in cui si trovano a vivere e dalla caccia nei suoi confronti, nel frattempo tutt’altro che spentasi. Dieci anni dopo, infatti, l’offensiva della nave da guerra Ulisse, capitanata dal suo ex-generale Serrano (il solito odioso mercenario psicopatico), porta Hunt, in preda all’ira ed alla paura, alla decisione di attaccarla e distruggerla. Missione che, purtroppo per lui, non ha esattamente gli esiti sperati, ma è causa della caduta di entrambi i vascelli spaziali su Stygia, pianeta vicino su cui si svolgerà la maggior parte del gioco, disseminato di fameliche creature mutanti.
Gli sviluppatori tengono a precisare che la trama che darà inizio a Bulletstorm, a partire dalla missione di Hunt fino all’incidente su Stygia, sarà narrata tramite sequenze di gameplay in prima persona, con pochissimi accenni di cutscenes - quelle che chiamano “20 minutes Metal Gear-style cinematic” - , ridotte all’osso a favore di un approccio che appare fin da subito immersivo e coinvolgente, (quasi) mai spezzato da inutili filmati.
Dopo l’accidentale sbarco su Stygia, dicevamo, Hunt e Sato si ritrovano a vagare in un mondo distrutto ed in preda a creature tutt’altro che rassicuranti, in un sottofondo di macerie e desolazione che ricorderebbe da vicino - parola dei producer riguardo alle attività passate del pianeta - città come Las Vegas o Dubai, sconvolte dalla rovina. I pochi umani rimasti, selvaggi ed accecati dalla pazzia, costituiscono una rete di gang tribali volte a razzie e distruzioni, non disdegnando, spesso e volentieri, espliciti atti di cannibalismo o brutalità del genere.
Arrivati alla città di Elysium, la più importante e quella intorno a cui ruoterà il gioco, i nostri incontreranno una donna, all’apparenza civilizzata ed informata sui fatti relativi al pianeta, che si renderà protagonista di diverse tensioni con Hunt, forse quest’ultimo prevenuto riguardo il gentil sesso, probabilmente a causa di avvenimenti passati a noi ancora oscuri. Oltre a qualche dissenso emozionale, comunque, la donna aiuterà Grayson informandolo sulle caratteristiche delle creature che popolano il pianeta, e gli consiglierà di fuggire quando una pianta carnivora apparsa dal nulla mangerà il fedele Sato per poi scomparire altrettanto misteriosamente.
Bulletstorm, inoltre, in un panorama FPS in cui le fasi parlate sono ridotte semplicemente a qualche imprecazione, si distinguerà per una direzione maggiormente improntata sulla narrazione e sulla costruzione di dialoghi e stati d’animo dei personaggi. Sembra, ad esempio, che Hunt parlerà continuamente.

Per quanto riguarda il combat system, la direzione intrapresa da People Can Fly si discosta discretamente da quella tipica degli FPS, introducendo scontri corpo a corpo - necessari all’inizio dell’avventura - insieme a combo e punteggi relativi. Durante le prime ore di gioco potremo attaccare solo “fisicamente”, con uno strano “guinzaglio” per sballottare qua e la i nemici, oppure con offensive più dirette come calci e scivolate. Mosse che, se ben combinate, aiuteranno a guadagnare i punti necessari per l’acquisto o l’upgrade delle armi da fuoco con cui, proprio come per il corpo a corpo, guadagnare punti con head shot o altri colpi o sequenze mirate.
Si promette, inoltre, un’elevata varietà di offensive in connubio con un altrettanto alto numero di armi con cui comporre il nostro arsenale personalizzato.

Tecnicamente parlando, da ciò che si può evincere dalla modesta risoluzione degli scan, il gioco sembra presentare un alto livello di dettaglio sia per quanto riguarda il protagonista e le sue armi, che per ciò che concerne i nemici, da gigantesche piante carnivore a più semplici ma non meno feroci umani. Gli scenari, sempre molto vasti, trasudano desolazione da ogni pixel.

Bulletstorm Bulletstorm mostra un’intenzione chiara: quella di, pur seguendo i larghi binari che caratterizzano il genere, discostarsi dalla mediocrità delle decine di FPS sul mercato, offrendo nuovi approcci e caratteristiche. Un sistema di combattimento completo, violento e (sembra) ben costruito, insieme ad un versante narrativo abbastanza articolato anche per quanto riguarda la psicologia dei personaggi, ci bastano per farci attendere nuove informazioni sul prodotto con particolare curiosità, speranzosi che possa portare una ventata di novità in un genere ormai logoro e sempre uguale a se stesso.

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