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E3 2012

Anteprima Call of Duty: Black Ops II

All'E3 2012 Treyarch ci porta nel 2025

anteprima Call of Duty: Black Ops II
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Non poteva mancare Activision con il suo nuovo Call of Duty alla kermesse losangelina di quest'anno che ha visto un generale sforzo da parte di molte software house di rinnovare il brand di cui si occupano. Ormai la maggior parte dei titoli in uscita sono seguiti e seguiti dei seguiti e non sorprende questa ricerca della novità che giunge comunque ben gradita per ogni produzione. Treyarch ambienta Black Ops 2 in un futuro prossimo in cui Cina e Stati Uniti sono in guerra aperta e tutto il mondo è spaccato tra una e l'altra coalizione. Il differente setting è accompagnato anche da un diverso approccio alle missioni della campagna singleplayer, unico comparto finora mostrato.

Sandbox

La presentazione verteva sulle due missioni già mostrate all'evento esclusivo di Maggio di cui trovate un'esauriente resoconto sulle nostre pagine. La prima vedeva una Los Angeles messa a ferro e fuoco, mentre il protagonista appartenente alle forze speciali doveva trasportare in sicurezza il Presidente in persona, possibilmente incolume. La spettacolarità strabordante di aerei che sembrano schiantarsi sempre a pochi millimetri dal giocatore è ancora presente e la missione offre quello che ci si potrebbe aspettare da ogni Call of Duty di recente fattura. I fan ne rimarranno certamente entusiasti dato che la nuova ambientazione regala spunti ancora più estremi, frutto dell'apocalittica fantasia di Treyarch. Un esempio è lo sciame di droni volanti che attacca una postazione nemica, con incursioni e tattiche somiglianti a un letale stormo di insetti assassini. Il bello è che saremo noi a dover richiamare questo tipo di attacco, tramite una specie di computer posto sul nostro braccio sinistro, anche se non è chiaro come esattamente potremo intervenire sulla posizione e sul numero dei letali robot. Altra novità riguardo alle armi è il fucile sniper dotato di proiettili in grado di arrivare oltre mura e ostacoli fisici. Grazie al mirino, visualizzeremo a schermo la posizione degli avversari ovunque essi si trovino, mentre sparando avremo considerato automaticamente il tipo di materiale della protezione oltre cui si stanno riparando, aggirandola o perforandola per una kill sicura.

Al di là di queste piccole introduzioni la campagna è ancora al limite del verosimile per quanto riguarda il continuo bombardamento di eventi cataclismici che investe il giocatore. Ben due aerei, un camion, un elicottero e due palazzi tentano in tutti i modi di cadere in testa al nuovo protagonista che però, stoico, si rialza sempre in piedi senza battere ciglio.
La vera novità giunge invece dalle missioni dette Strike Force che ci metteranno nei panni di un generale d'armata del futuro. Al termine di ogni serie di missioni diciamo "classiche", ne affronteremo una di questo tipo, ambientata in luoghi distanti dagli eventi della trama principale e che coinvolgerà nuovi protagonisti. L'intenzione è quella di mostrare la scala e le proporzioni titaniche della guerra in corso, ma non solo. Questo tipo di missioni è stato definito "sandbox" dal programmatore che ci ha presentato la sessione giocata: un obbiettivo da raggiungere, ma diversi modi per svolgerlo, diversi approcci e tattiche da utilizzare per portarlo a termine. Nel nostro caso ci trovavamo a Singapore e l'esercito in questione doveva piantare dei droni adibiti all'hacking di alcune infrastrutture sensibili poco distanti in un ambiente che ricordava un grosso cantiere navale. Iniziando da soldato semplice potremo in realtà controllare tutte le unità in campo che stanno prendendo parte all'attacco. Tramite una visuale a volo d'uccello tipica degli attacchi aerei, avremo modo in qualunque momento di prendere il controllo di una delle unità amiche. Una nuova dimensione strategica quindi, che si affianca al classico shoot and run a cui tutti sono abituati da ormai dieci anni.

Una volta attivata la visuale a volo d'uccello comparirà in basso una barra con quattro indicatori numerati. Ciascuno rappresenta il numero delle forze in campo corrispettive alla tipologia di unità schierata, tra droni volanti, cingolati e soldati di diverso tipo. Dal convulso susseguirsi di cambi di visuale della presentazione non abbiamo capito granchè di quanto una strategia d'attacco possa pesare rispetto a un'altra durante le missioni Strike Force, ma tutto questo potrebbe davvero risultare interessante per ogni giocatore dati anche i finali differenti. Si, perchè superare o fallire una missione Strike Force vorrà dire in entrambi i casi alterare il corso della guerra in due modi drammaticamente differenti che porteranno a bivi nella trama principale. Quanto questi bivi peseranno e quanto sandbox risulteranno queste particolari missioni non ci è dato saperlo, ma la volontà di cambiamento la accogliamo a braccia aperte per un brand che come pochi ha bisogno di nuove idee, nonostante l'incredibile successo rituale che continua ad avere.

Call of Duty: Black Ops 2 Il nuovo Call of Duty arriverà puntuale come un orologio svizzero anche quest'anno, carico di testosterone, adrenalina ed esplosioni al limite del reale. Il carosello di morte e distruzione partirà quest'anno dal 13 Novembre, e la novità introdotta sotto forma di missioni Strike Force è già una lieta introduzione per il diverso approccio e i finali multipli che promette. Per ora non sappiamo se ci troveremo davanti all'ennesima ipertrofica giostra action o a qualcosa di veramente diverso, ma rimaniamo fiduciosi, dati i buoni presupposti e la garanzia di una Activision sempre molto attenta ai propri prodotti. Tutto tace invece sul fronte multiplayer anche se a più riprese Treyarch ha affermato di volerlo rivoluzionare, mentre dal lato tecnico siamo sempre fermi all'iD Tech 3: incredibile se si guarda ai risultati comunque onesti delle ultime produzioni. Mai come quest'anno siamo curiosi di mettere le mani sul nuovo Call of Duty perchè di un nuovo corso degli eventi nel panorama FPS ne sentiamo davvero il bisogno.

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