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Anteprima Call of Duty: Modern Warfare 3

Visto dal vivo a Londra il nuovo capitolo di Call of Duty

anteprima Call of Duty: Modern Warfare 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • Pc

Londra, 24 Maggio 2011. Rieccoci al consueto pre-E3 di Activision. Una sola giornata per prefigurare un anno e passa di videogiochi coniugati come Bobby Koticks comanda. Nei prossimi giorni, su queste stesse pagine e allo scadere dei singoli embarghi, troverete gli approfonditi reportage del caso. Ma l’attesa, quella vera, quella che ti fa prudere le mani per la voglia di giocare, è tutta per Call of Duty: Modern Warfare 3. Più che un gioco, un’autentica macchina da guerra. Il “colosso”, come è stato definito dai pr nelle settimane antecedenti l’evento, o più semplicisticamente il titolo più atteso di questa stagione ludica. Al di là dei proclami propagandistici, dei record sbriciolati, delle ritrosie ed antipatie di un gruppo di giocatori (forse più rumoroso che folto, visti gli sbrabordanti dati di vendita annuali) a cui proprio non va a genio la formula miscelata qualche anno fa da Infinity Ward, Call of Duty rimane un fenomeno di costume profondamente radicato, frutto prediletto dell’attuale industria del videogioco. In buona sostanza, un crocevia essenziale per tentare di comprendere, almeno in parte, le dinamiche del gaming contemporaneo.
Mettiamo subito le mani avanti: lo showcase londinese è stato avaro di dettagli, una prassi ampiamente preventivabile. Activision è maestra nel cuocere a fuoco lento le aspettative sia della stampa che dei giocatori. Attende il momento giusto, ovvero l’E3, per corrompere gli argini e far straripare una fiumana incessante di dettagli. Prima, le briciole. Una manciata striminzita di puntini sulle “i”, quanto basta per far aumentare la salivazione di chi gioca, spuntando però le domande al veleno di giornalisti sempre in cerca di scoop potenziali.
Quest’anno soprattutto, la comunicazione sarà fondamentale. Perché sarà guerra vera, e si combatterà tanto sui media quanto sugli scaffali dei negozi. Da un lato, un Battlefield 3 sapientemente attrezzato, dotato di una propria filosofia di gioco e mosso da un engine pauroso. Sull’altro versante, il mostro Activision., con una dote composta da venti milioni di appassionati.
Chi sarà a trionfare?

War!

E’ guerra totale. Manhattan, violentata, si accascia sotto i colpi di un nemico che non desidera prigionieri. A trionfare, su tutto, è la spettacolarizzazione della scena: tutto gira a ritmi insostenibili, in un festival dello scripting magistralmente arrangiato. Si parte con una guerriglia in strada da cardiopalmo, si finisce parcheggiati su un elicottero, in una schermaglia fra i cieli arrossati e i grattacieli con le pance sventrate di New York. Il tutto senza soluzione alcuna di continuità, bensì spingendo sui cardini principi della saga. Lo scontro nei saloni di Wall Street, in particolare, è di quelli da ricordare: furioso, adrenalinico, velocissimo. Le routine che danno vita ai nemici non sembrano aver compiuto balzi in avanti specifici, puntando come sempre su aggressività e velocità di esecuzione piuttosto che su movimenti articolati/coordinati.
L’azione, come sempre, è totalizzante. I tempi morti restano fuori dal dna del franchise, così la possibilità di scelta del giocatore, incanalato in un filone ludo-filmico coreograficamente attento, che tuttavia non può non scivolare in un leggero déjà vu, soprattutto dopo i fasti -in questo senso- di Black Ops. Per ora, quindi, laddove la compiutezza stilistica sembra irreprensibile, con una forte propensione alla “velocità”, Modern Warfare 3 pecca di inventiva. Un esemplare lavoro di “maniera”, dal ritmo ancora più vertiginoso, ma incapace di sorprendere i veterani.
Glen Scoefield, fuoriuscito da Visceral Games, ha comunque rasserenato gli animi di una platea ansiosa di nuovi dettagli: fra poche settimane scopriremo cosa si cela dietro un velo spettacoloso ma forse fin troppo uguale a sé stesso. I quindici capitoli, solo sussurrati, e la dislocazione in diverse città europee come Londra, Parigi e Berlino, stuzzicano non poco il senso di aspettative anche di chi si cimenta solamente nel single player.
Il secondo spezzone mostrato conferma la maestria di Infinity Ward e Sledgehammer Games nel cambiare ritmo, incastrando situazioni verosimili in contesti scenici di grande atmosfera. E’ sera, una pioggerellina fastidiosa spruzza umidità sui magazzini antistanti la baia. E’ una manovra di infiltrazione. Due team all’opera. Un lavoretto veloce, in una mappa che potrebbe rivelarsi gustosissima in multiplayer. Gli obiettivi, comunque, riescono a fuggire. Inizia così un inseguimento all’interno di un tunnel ferroviario che sembra non avere fine. Loro, sul treno. Noi, su un furgone. Ci pare ovvio. Lo scotto scenico è a dir poco di impatto: la velocità dell’azione, dall’alto dei suoi 60fps, non ammette incertezze. L’illuminarsi minaccioso degli occhi degli altri treni in arrivo mette ansia, com’è giusto che sia in ogni Modern Warfare. Il tutto si conclude in maniera netta, devastante, semplicemente bella da vedere.
Call of Duty: Modern Warfare 3, per ora, è tutto qui. Un’orgia scenografica impressionante, con continui cambi di rotta del gameplay, e un fortissimo retrogusto da blockbuster hollywoodiano. Le scelte stilistiche rimangono intatte, sebbene la grandiosità del progetto, con il ricorso ad un setting da vera terza guerra mondiale, solletica non poco il palato dei giocatori. Un palato, però, già avvezzo ai fasti del franchise, ed attento alle sirene della concorrenza. Segnali che Activision non dovrà giocoforza sottovalutare.
Se per il lato single player le promesse consistono in una campagna sensibilmente più lunga e nel ritorno alle missioni in cooperativa, sul fronte multiplayer vero e proprio aspettatevi una sorpresa quanto mai gradita, se non essenziale, per ampliare un’offerta da sempre fra le migliori in circolazione. Sintonizzate i vostri browser il 31 Maggio su Everyeye.it, se vorrete sapere di cosa si tratta.
I dettagli sulle modalità specifiche e sulle mappe saranno invece raccolti dai nostri delegati al prossimo E3.

Tecnicamente

Due parole sul fronte cosmetico. Modern Warfare 3, con le dovute e cautissime proporzioni, e restando in casa Microsoft, regge moderatamente il passo col capolavoro firmato Critek. Sebbene restino progettualità completamente differenti, e soprattutto a disposizione di dinamiche di gioco antitetiche, anche la Manhattan di Modern Warfare 3 garantisce non poche soddisfazioni visive, puntando come sempre sul colpo d’occhio, sugli scatti registici che esaltano gli scripting, piuttosto che sulla definizione del particolare, o sui cromatismi delle texture. Potremo effettuare un vero test ravvicinato solamente a Los Angeles: per ora, la valutazione d’insieme pare incoraggiante, con le ultime librerie grafiche del motore storico di MW ben sfruttate in senso “quantitativo”. C’è tanta roba, e l’occhio non può che apprezzare.

Call of Duty: Modern Warfare 3 Call of Duty: Modern Warfare 3 prosegue su un percorso ampiamente prevedibile. La carica spettacolare sfoggia spunti e picchi scenografici da applausi, quasi ipnotici, mentre il gameplay non ha mostrato nulla di sostanzialmente innovativo. La ricetta di Infinity Ward regala soddisfazioni a milioni di giocatori, senza contare che i ribaltoni non piacciono a nessuno, eppure ci saremmo aspettati di più da Activision, per lo meno per controbattere ad una concorrenza che quest’anno pare decisa a vendere cara la pelle. Alcune novità verranno svelate nel corso dell’E3, mentre per il lato sorprese l’invito è quello di segnarsi il prossimo 31 Maggio, quando qui su Everyeye.it annunceremo il prossimo progetto firmato Activision.