Call of Duty WW2: la serie Activision torna all'ambientazione storica

Activision e Sledgehammer Games tolgono i veli a Call of Duty World War 2, nuovo episodio della serie ambientato nella Seconda Guerra Mondiale.

anteprima Call of Duty WW2: la serie Activision torna all'ambientazione storica
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Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

Pochi conflitti, nel corso della millenaria storia dell'uomo hanno avuto un impatto così devastante come la seconda Guerra Mondiale. E non stiamo parlando solamente del numero incalcolabile di vite spezzate, delle barbare atrocità commesse da tutti gli schieramenti in campo o della rovina da cui le nazioni seppero costruire quella che ora - almeno secondo le dichiarazioni d'intenti iniziali - dovrebbe essere un'Europa fondata su valori comuni. "Devastante" può essere inteso anche in senso positivo. È innegabile, infatti, che il secondo conflitto mondiale abbia fornito una spinta propulsiva eccezionale al progresso dell'umanità. E tutto questo, come spesso accade, grazie non solo alla necessità...ma soprattutto alla ricerca in campo militare. Pensateci: probabilmente in questo momento non avremmo nemmeno i videogiochi. Magari non come li conosciamo oggi, almeno.
Il primo computer programmabile, ad esempio, (chiamato giustamente Colossus perché era veramente enorme) fu messo a punto proprio per decifrare i codici nazisti. Inoltre, nessun altro periodo storico è stato passato al setaccio, analizzato, riprodotto in ogni forma e con ogni mezzo come l'ultimo conflitto. Sono stati scritti migliaia di libri di ogni genere, girati innumerevoli documentari, film (Salvate il soldato Ryan, ad esempio), serie TV (Band of Brothers, altro capolavoro firmato da Hanks e Spielberg), per non parlare di approfondimenti tematici, operazioni di recupero delle testimonianze e dei documenti storici e, ovviamente, i videogame.

Il videogioco, l'orrore della guerra

L'elenco delle opere dedicate all'ultimo conflitto mondiale potrebbe riempire pagine e pagine per cui, forse, è meglio limitarci al nostro amato medium. Ve li ricordate tutti i videogiochi che hanno tratto spunto, per la propria ambientazione, dal periodo che va dal 1939 al 1945?

Il genere strategico, senza ombra di dubbio, la fa da padrone in quanto naturale estensione digitale dei soldatini in plastica e dei giochi da tavolo: Close Combat, Men of War, Company of Heroes, Heart of Irons, Panzer General, R.U.S.E. e via di questo passo.
A rivaleggiare sul fronte del fervore produttivo ci pensa, ovviamente, il genere FPS grazie soprattutto a una serie ormai nascosta in un cassetto da un po': Medal of Honor. Nel corso del tempo l'I.P. detenuta da EA ha radunato sotto le proprie insegne - e con innumerevoli declinazioni - uno sconfinato stuolo di appassionati. Ad insidiare lo strapotere di Medal of Honor, nel corso del tempo si sono fatti avanti molti altri competitor come Battlefield e, ovviamente, quella che sarebbe emersa come serie annuale di maggior successo in assoluto: Call of Duty.
Tralasciamo le critiche sulla deriva moderna-futuristica del brand e le polemiche legate alla cadenza troppo ravvicinata tra i vari episodi e concentriamoci su ciò che la serie ci ha offerto in quasi quindici anni. WWII non è la prima incursione di Call of Duty tra le pieghe della storia. I tre capitoli iniziali del franchise, infatti, appartengono proprio alla linea narrativa dedicata al secondo conflitto mondiale. Non dobbiamo dimenticare ovviamente World at War il quale, con i suoi nove anni sul groppone, è stato l'ultimo episodio (nonché, forse, tra i più apprezzati) a sfondo storico. Comprensibile, dunque, che l'annuncio di WWII da parte di Activision sia stato visto come quel ritorno alle origini che i giocatori maggiormente delusi dalla deriva presa dalla serie chiedevano a gran voce da molto tempo.

With God's help, we shall prevail!

Per questa nuova iterazione del franchise, insomma, Sledgehammer ha deciso di riprendere le vicende legate al fronte occidentale e ripercorrere quella "strada verso Berlino" che vide protagonisti i Marines statunitensi (e non solo) a partire dalla fatidica mattina del 6 giungo 1944. Il trailer ci ha mostrato una veloce carrellata di ciò che ostacolerà il cammino di quegli "uomini comuni chiamati a compiere imprese straordinarie" che saranno i protagonisti di un racconto lungo più di un anno. A partire dalla Normandia occupata, la via verso il cuore del Reich sarà costellata da foreste (nel video viene proposta la foresta di Hurtgen, teatro della più lunga battaglia mai combattuta dall'esercito statunitense), pericolosi spazi aperti e amene cittadine ridotte a un cumulo di macerie e brulicanti di nazisti fermamente intenzionati a resistere sino all'ultimo uomo. Scene ormai "classiche", insomma, entrate a far parte del "ricordo comune" grazie alle numerosissime opere citate in apertura di questa anteprima.

Il piatto, dunque, si presenta sicuramente ricco e promette di immergerci in una narrativa più matura e intimista rispetto agli episodi passati, pur senza mai rinnegare la componente dedicata alla "spettacolarizzazione", necessaria quando si parla in termini di puro intrattenimento. Più che discostarsi dai granitici pilastri che governano il franchise, dunque, l'obiettivo perseguito in World War 2 da Sledgehammer sembra essere quello di una rielaborazione della formula attraverso una maggiore umanizzazione del conflitto. Quest'ultimo, secondo quanto affermato, verrà rappresentato su due piani prospettici distinti ma strettamente interconnessi fra loro. L'immane ferocia distruttiva della guerra, infatti, graffierà in profondità l'animo dei protagonisti e delle comparse che dovrebbero animare l'intreccio narrativo per regalarci emozioni più autentiche rispetto a quelle messe in scena con le varie tute exo e armi futuristiche degli ultimi anni. Le cutscene e l'attenzione posta sul comparto grafico hanno evidenziato l'enorme lavoro svolto dal team di sviluppo sulla riproduzione dei volti e delle ambientazioni.

Queste ultime sono parse ricche di dettagli e rese con una palette cromatica tesa a sottolineare costantemente il clima di cupa disperazione che dovrebbe avvolgere l'incedere narrativo. La speranza è che il lavoro di caratterizzazione sui personaggi e sulle vicende che tutti ormai conosciamo possa impreziosire e valorizzare una trama incentrata sul senso di fratellanza e cameratismo che sappia coinvolgere il giocatore sino alle battute finali. Questo sarebbe un grande traguardo, nonché un probabile nuovo (ottimo) inizio per la serie.
Nel corso della lunga presentazione di Londra in cui sono intervenuti gli attori che hanno prestato voce e volto alle controparti digitali, Sledgehammer non ha mancato di annunciare anche qualche novità dedicata al rimaneggiamento della giocabilità e all'importante comparto multiplayer, il quale verrà comunque mostrato con dovizia di particolari durante il prossimo E3. Sul fronte gameplay, il team di sviluppo ha promesso un "ritorno alle origini" condito con alcune interessanti aggiunte, come la presenza di mezzi che il giocatore potrà, almeno in teoria, controllare direttamente e un focus particolare sulla collaborazione con gli altri componenti della squadra controllati dall'intelligenza artificiale. Dato che il team sembra aver studiato e riprodotto le tattiche utilizzate durante la seconda Guerra Mondiale, con tutta probabilità gli "aiuti" da parte dei bot potranno avvenire attraverso semplici ordini impartiti dallo stesso utente. Ciò, però non è ancora stato confermato e, inoltre, bisogna vedere in che modo tale feature impatterà sulla struttura di gioco preesistente tipica di un qualsiasi Call of Duty. Il comparto multi giocatore, invece, verrà vivacizzato da tre nuove aggiunte: Headquarters, Divisioni e la nuova modalità War. Headquarters sarà un HUB sociale in cui poter gestire il proprio alter ego e interagire con il resto della community, mentre War è una modalità narrative driven che ricorda da vicino quanto già proposto dalla concorrenza: ovvero un campo di battaglia suddiviso in settori nel quale la linea del fronte sarà influenzata dalle azioni compiute dai due schieramenti in campo.

War. War never changes

Come al solito non sono mancate bordate e frecciatine tese a criticare l'ambientazione, i protagonisti (a memoria, nessun episodio precedente ci ha mai messo nei panni di un soldato dell'Asse) e il taglio cinematografico - al solito, esplosivo - del reveal trailer. Certo, gli avvenimenti storici sono essenzialmente quelli e non è possibile, pur con tutte le licenze poetiche del caso, discostarsene più di tanto. Ed è per questo che sa di "già visto". Il trailer, come abbiamo detto, si apre con il drammatico sbarco americano sulla spiaggia conosciuta col nome in codice "Omaha".

Assistendo alla presentazione, effettivamente, anche a noi sono scattati alcuni ricordi videoludici sopiti da tempo come, ad esempio, il livello introduttivo di Medal of Honor Frontline. Una sensazione abbastanza strana, soprattutto dopo aver letto il pezzo di un fantomatico A.B. dedicato alla rimasterizzazione mentale della grafica dei videogiochi. Tant'è. A nostro avviso, la scelta operata da Sledgehammer ci pare azzeccata e perfettamente linea con i canoni classici della serie, fondata da sempre su un taglio cinematografico e spettacolare. WWII, in definitiva, potrebbe rappresentare davvero un nuovo inizio per il franchise e favorire il ritorno dei veterani, da tempo in esilio volontario per protesta. Insomma, la curiosità è tanta e non ci resta che attendere ulteriori informazioni e indiscrezioni sul titolo che, di certo, non mancheranno di incendiare i mesi che ci separano dal tre novembre.

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