Anteprima Call of Juarez: Gunslinger

Call of Juarez torna nel vecchio West. In Digital Delivery

anteprima Call of Juarez: Gunslinger
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Più volte in questi ultimi mesi abbiamo sottolineato come publisher del calibro di Ubisoft siano molto attenti ai nuovi canali videoludici. Free2Play e gaming mobile, in particolare, sembrano diventate due delle principali priorità del colosso francese, deciso più che mai a cavalcare l'onda lunga della distribuzione digtale. A dimostralo una volta di più, se servisse, il recente Digital Days, uno showcase di prodotti Live Arcade, mobile e F2P che Ubisoft ha allestito nella sempre bellissima cornice parigina. Tra i prodotti presentati uno in particolare ha attirato la nostra attenzione: si tratta di Call of Juarez: The Gunslinger, titolo in arrivo nel primo quarto del 2013 esclusivamente tramite Xbox Live e Playstation Network. Si tratta di un ritorno alle “origini Western” che vuole far dimenticare presto gli orrori di The Cartel e riportare tutti i giocatori nelle lande del selvaggio West, tra sceriffi e pistoleri. Per quanto gli investimenti nel realizzare un prodotto del genere non siano certo ingenti, possiamo dire (per quanto visto) che Gunslinger non ha molto da invidiare ad una produzione retail, soprattutto per quanto concerne la profondità delle dinamiche e la componente tecnica.

Bounty Hunter

Le vicende a far da sfondo all'avventura di Gunslinger sono, per quanto semplici, molto accattivanti. Un fattore dovuto soprattutto alla convincente direzione artistica intrapresa dal team che, sfruttando cut scene ridisegnate sotto forma di strisce da comic book americano, ha già dimostrato di saper catturare efficacemente l'attenzione dei giocatori. Lo stile graffiante e “sporco” ben si adatta all'atmosfera rude dei Saloon del selvaggio West, dove si svolgerà la gran parte dell'avventura. Il nostro eroe, infatti, è un leggendario bounty hunter oramai sulla via del pensionamento. Entrato per un whiskey nel più vicino locale verrà letteralmente circondato da avventori interessati ad alcune delle sue storie. Inizierà così un lungo susseguirsi di flashback che rappresenteranno le missioni di gioco vere e proprie; ognuno sarà legato ad uno dei fuorilegge più famosi dell'epoca - Billy “The Kid” ad esempio. Il racconto, tuttavia, non si limiterà ad introdurre e chiudere la missione, bensì fungerà da continuo commento fuoricampo alle azioni in game. Una caratteristica molto particolare ed affascinante, capace di interrompere il frenetico ritmo delle sparatorie per qualche intermezzo d'approfondimento ed una nutrita serie di battute da perfetto Spaghetti Western. A proposito di approfondimenti bisogna sottolineare la particolare cura per il dettaglio infusa dal team anche negli aspetti collaterali - come i collectibles, per citarne uno. Livello dopo livello avremo la possibilità di recuperare una serie di “dossier” riguardo ai vari criminali ai quali staremo alle costole, che ci introdurranno in maniera più approfondita alle loro malefatte o, ancor meglio, ai loro profili psicologici.

Per quanto riguarda il gameplay Call of Juarez: The Gunslinger si presenta come uno shooter in prima persona molto classico, arricchito da uno skill system apparso già ora di ottimo valore. Ritorna, in primis, la facoltà di rallentare il tempo in una oramai collaudata “Modalità Concentrazione”, da attivare una volta riempita l'apposita barra, uccisione dopo uccisione. Ad affiancare tale capacità, però, la ben più interessante facoltà di schivare un proiettile mortale, anche in questo caso previo riempimento di una seconda barra energetica (la prima a forma di revolver, la seconda di dadi - per variare). La combinazione delle due meccaniche risulterà in intermezzi davvero spettacolari, durante i quali i corpi dei nemici (quasi) inermi verranno evidenziati in rosso, in maniera da darci ancor più chance di centrare il bersaglio. Maggiore sarà la spettacolarità delle nostre uccisioni - o delle nostre “combo” (due headshot di fila produrranno un moltiplicatore, una serie di corpi dilaniati da un'esplosione un altro e così via..) e maggiore sarà il punteggio accumulato; indispensabile per farsi strada nello skill tree del perfetto bounty hunter. I talenti da sbloccare saranno moltissimi, da sei a dodici per ciascuno dei tre alberi. Per quanto la suddivisione si sia dimostrata piuttosto classica (pistola, dual-wielding, fucili a lunga gittata) le abilità vere e proprie sembrano poter dare un tocco di brio in più alla produzione, infondendo uno spirito arcade nel gameplay che ci è parso sin dal primo istante ideale. Si passa, tanto per fare qualche esempio, dalla facoltà di mirare automaticamente i nemici in Modalità Concentrazione (ma solamente impugnando due armi) al miglioramento della mira dalla lunga distanza - producendo una sorta di zoom aumentato. Questa struttura si amalgama perfettamente ad un'intelaiatura di base che intende allontanarsi dalla concezione di FPS “realistico” abbracciando, come si diceva, i fasti delle produzioni più scanzonate. Non ci troveremo perciò ad avere a che fare con un'Intelligenza Artificiale troppo evoluta (per quanto piuttosto aggressiva) o a fare i conti con proiettili in grado di mandarci KO in pochi istanti. Si tratterà perlopiù di un cosiddetto “fast paced shooter”, nel quale preoccuparsi di accumulare esperienza piuttosto che ripararsi dal fuoco nemico. Proprio per questo non è prevista alcuna meccanica per lo sfruttamento delle coperture, che potranno comunque servire allo scopo semplicemente accovacciandosi tramite classico cambiamento di stance, previsto anche in uno sparatutto frenetico come The Gunslinger. Per quanto la presentazione non prevedesse un hands on, non è difficile intuire che l'intelaiatura ludica verrà supportata da un sistema di controllo molto classico, dunque solido e funzionale. Da questo punto di vista le uniche differenze che ci sentiamo di sottolineare riguardano la buona interazione ambientale (sfruttare scale a pioli per guadagnare una posizione migliore, ad esempio), interamente contestuale, ed il sistema di ricarica delle armi, delegato alla veloce pressione di un tasto per inserire i bossoli quanto più rapidamente possibile.

Alle ondate di nemici farà in ogni caso da contrappeso una progressione che potremmo definire “Story Driven”. Siccome quelle narrate in Gunslinger saranno, come detto, vicende già accadute, ci ritroveremo nel bel mezzo di sezioni abbastanza lineari, spesso guidate e scriptate, che ci vedranno reinterpretare le taglienti parole del protagonista in sottofondo. Nonostante ad un primo impatto il tutto possa apparire limitante, il feeling (pur senza prova) è apparso piuttosto coinvolgente e soddisfacente, soprattutto per l'ottima caratterizzazione dei personaggi e per l'avvicendarsi di molte voci a domandare al nostro delle sue gesta e a commentarle.
Chiude un quadro davvero interessante una componente tecnica di tutto rispetto. Pur trattandosi di un Live Arcade il titolo non pare voler lesinare sulla complessità poligonale, mostratasi indubbiamente degna di un titolo retail di fascia media della corrente generazione. Certo, si è dovuto risparmiare qualcosina a proposito di texture, che non mostrano effetti avanzati ed, anzi, a volte una cura forse leggermente al di sotto delle possibilità. Buoni, tuttavia, gli spunti per quel che concerne gli effetti, che caratterizzano molto bene le cruente e spettacolari uccisioni in cui potremo produrci. Di discreta fattura, infine, il comparto sonoro, con un plauso particolare al doppiaggio inglese - semplicemente fantastico.

Call of Juarez: Gunslinger La “golden age” per gli Arcade Game di Ubisoft si riconferma ancora una volta prolifica. Di Call of Juarez: The Gunslinger abbiamo visto solo un livello, è vero, ma, in prospettiva, il titolo ha già dimostrato di essere molto promettente. Il ritmo elevato e la spettacolarità delle sparatorie, unite ad una narrazione di alto livello ed un visual design estremamente accattivante, potrebbero fare di questo uno dei titoli in digital delivery da tenere d'occhio per il 2013. Speriamo che il nome Call of Juarez non riservi, in seguito, qualche sgradita sorpresa.