Anteprima Castlevania: Lords of Shadow

Castlevania riprova il 3D. Nuove informazioni dopo i primi playtest

anteprima Castlevania: Lords of Shadow
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    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc

E' triste constatare come alcune importanti saghe videoludiche, con la medesima rapidità con cui sono germogliate, sbocciate e poi fiorite, siano destinate ad appassire inesorabilmente, essicate dalla calda e afosa impossibilità di replicare i successi che le hanno fatte balzare agli onori della cronaca nei loro primi passi di vita.
Indubbiamente è il caso di Castlevania che, amaramente, ci accingiamo a ricordare come nome altisonante dell'industria videoludica nonchè eccellente action-platform che ha avuto i suoi (gloriosi) natali su Nes, a partire dalla seconda metà degli anni 80. Il declino ha avuto inizio con un paio di titoli, non propriamente fedeli al livello qualitativo dei prequel, sviluppati per N64 e per Playstation 2. I veri disastri si sono poi consumati con l'approdo dell'infelice Course of Darkness, giungendo fino all'indecente picchiaduro Judgment, un qualcosa che si avvicina non poco al concetto di "punto di non ritorno": insuccessi di questa portata hanno inevitabilmente svalutato il brand, cagionando un ridimensionamento dell'hype che accompagna l'uscita di ogni nuovo capitolo e costringendo Castlevania a migrare su console portatili, in particolare su DS, luogo in cui ha trovato la propria stabile dimora, al riparo dai fallimenti su homeconsole.
Ma la speranza è l'ultima a morire e ora Konami sembra aver preso in seria considerazione il problema, affidando questo reboot a Mercury Steam, team dietro il discreto Clive Barker's Jericho, e la supervisione dell'intera produzione a nientepopodimeno che Kojima Productions, nell'intenzione di promuovere un progetto di rinnovamento che investa l'aspetto visivo quanto quello strutturale dell'ultimo nato della casa giapponese.

Intervista Col Vampiro

La trama, che presenterà i classici tenori ammiccanti all'horror, avrà come protagonista Gabriel, personaggio in qualche modo legato alla famiglia Belmont, che si troverà al centro di un conflitto tra due opposte fazioni: da una parte la Fratellanza della Luce, ordine di cui fa parte lo stesso protagonista, dall'altra i Lords of Shadow, creature demoniache il cui intento è quello di imprigionare le anime dei morti; tale sorte infelice spetterà proprio alla defunta moglie di Gabriel. L'introduzione di questo elemento personale potrebbe far presagire una maggior approfondimento delle vicissitudini personali dei protagonisti e una conseguente opera di introspezione dei personaggi. In quest'ottica ci si aspetta sicuramente che una grossa mano arrivi da Kojima-san, abile a tessere trame intriganti e a delinearie personaggi profondi e complessi. A chiudere il cerchio ci sono due maschere (i cui poteri e natura sono ancora celati) e l'eventuale presenza di Dracula, non nuovo ad apparizioni nella storia di questo franchising.
Al di là delle molte novità, che costituiscono veri e propri punti di rottura con i precedenti capitoli di Castlevania, le atmosfere tipiche della serie ovviamente non mancheranno.
Il titolo infatti presenterà i canonici elementi dark che concorreranno a comporre un quadro, se non propriamente orrorifico, quantomeno tetro e oscuro.
Pallidi raggi solari abbracciano strutture architettoniche gotico-dark e attravesano fenditure e antiche vetrate andando a irradiare tetri castelli e scantinati, soffuse e deboli luci ammantano silenziosi cimiteri di atmosfere spiritiche, lugubri e ombrose paludi sono teatro di esplorazioni tra vegetazioni spoglie e acque salmastre: il tutto finalizzato a ricreare i toni classici di tutte le opere di stampo "vampiresco".
In quest'ottica, anche la rappresentazione dei nemici non sfuggirà a tali stilemi: il bestiario approntato dagli sviluppatori annovera, tra gli altri, lupi mannari, troll, giganteschi ragni e titaniche figure mostruose di vario tipo.
Dal punto di vista tecnico il titolo, per quel poco che si è potuto vedere, si presenta con un aspetto visivo sicuramente accattivante, con personaggi ben texturizzati e buoni effetti su schermo, tra cui coreografiche sfocature che si produranno nelle scene piu concitate donando all'azione su shermo una buona dose di dinamismo... fermo restando che ogni giudizio è rinviato a una prova diretta sul campo.

Presta ascolto allo Spartano!

Nonostante la presenza di alcuni caratteri incofondibili della serie, all'occhio del videogiocatore più attento non sarà sfuggito che, alcune scelte di design e di gameplay adottate in Lords of Shadow, sono evidentemente espressione delle dottrine di sviluppo occidentali: tutto ciò profuma molto di resa alle influenze dell'ovest...resa in realtà già preannunciata in passato da Kojima che già più di una volta è stato critico nei confronti delle software house giapponesi, colpevoli,secondo il Maestro, di estremo conservatorismo e di essersi fossilizzate su soluzioni ludiche ormai datate.
Inanzitutto il videogioco targato Konami, ancora più che in passato, si presenta con una vena profondamente action con il protagonista che dovrà affrontare orde di nemici opponendo un nutrito numero di magie e soprattutto combo, tutte ovviamente potenziabili durante il proseguio dell'avventura; non mancherà nemmeno un ampio e variegato equipaggiamento, comprendente un serie di armi (asce,pugnali,boomerang e anche un orologio in grado di fermare il tempo), suddivise in primarie e secondarie: una delle principali è la frusta, versione moderna della mitica Vampire Killer, che non può non ricordare le Lame del Caos utilizzate da Kratos in God of War: il modo in cui il guerriero vibra la frusta verso le malaugurate membra dei nemici, l'efficacia e la rapidità con cui questa si allunga colpendo indistintamente obiettivi vicini e lontani, la sua maneggevolezza, il movimento rotatorio che disegna traiettorie circolari che vanno a formare cerchi (di morte) sono tutti movimenti che richiamano, in modo neanche troppo implicito, le carneficine messe in atto dallo Spartano sulle console di casa Sony.
Ma le assonanze con God of War non finisconi di certo qua. Infatti la stessa frusta potrà essere utilizzata come rampino per accedere a zone altrimenti irraggiungibili dando vita a quelle che sembrerebbero a tutti gli effetti classiche sessioni platform: a completamento della formula saranno poi previsti dei Puzzle Solving che metteranno il giocatore nella condizione di dover risolvere semplici enigmi per poter proseguire lungo il livello di gioco.
Come se non bastasse si registra anche l'inserimento degli ormai abusati Quik Time Event -soluzione a dir la verità piuttosto inconsueta per gli action di stampo nipponico- che conferiranno un po' di varietà al gameplay, stimolando i riflessi del giocatore attraverso il suggerimento di tasti, indicati su schermo,da premere con rapidità.
Inoltre gli sviluppatori promettano anche un'ia dei nemici piuttosto raffinata, che costringerà il giocatore ad un approccio maggiormente attendista, finalizzato a comprendere le tattiche di difesa/offesa dei nemici,in modo da potervi opporre le adeguate contromisure.
Invece è ancora presto per pronunciarsi su altri aspetti del gameplay, poichè i dettagli diffusi in rete dagli sviluppatori sono ancora pochi...molti sono invece, di conseguenza, gli interrogativi che fanno capolino nella nostra (frivola) mente. Per esempio, quanto sarà aperto il mondo di gioco e quanto sarà lineare l'esplorazione dei vari livelli? In che misura saranno presenti enigmi e sezioni platform? Ci sarà del backtracking?
Non essendo ancora in possesso delle informazioni sufficienti per poter dare una risposta a tali quesiti, l'unica cosa che possiamo fare è appellarci alla nostra saggezza e cultura videoludica. Infatti è difficile pensare che una produzione di questo tipo, animata da uno spirito così marcatamente action, possa essere differente dalla maggior parte dei titoli di questo genere, caratterizzati da un gran numero di combattimenti e da un incedere, attraverso gli ambienti di gioco, estremamente lineare.
Anche se non dobbiamo dimenticare che, proprio quest'anno, abbiamo visto un Darksiders riuscire a coniugare sapientemente l'azione sfrenata degli scontri all'esplorazione di un vasto e aperto mondo di gioco.

Castlevania: Lords of Shadow Non avendo potuto provare il titolo con le nostre mani, non sappiamo realmente a che punto siano i lavori, in casa Konami, per dare nuovo lustro a questa storica saga; inoltre bisogna ricordare che, già prima che il titolo faccia la sua comparsa sul mercato, la concorrenza sembra assai agguerrita: tra ninja, streghette sexy, cacciatori di demoni, spartani imbufaliti e ...sommi poeti, pensare che Castelvania possa occupare il prestigioso posto che un tempo gli spettava di diritto, in ragione della sua comprovata qualità, è quantomeno azzardato. Nello stesso momento allontanarsi così tanto dalla serie per lanciare il guanto di sfida ai grandi titoli action occidentali (e non) potrebbe essere un rischio... parliamo del rischio di ritrovarci davanti ad un prodotto che, oltre ad aver poco di Castlevania (e che quindi potrebbe far storcere il naso agli aficionados della serie), potrebbe risultare solo un God of War di serie B (sinceramente ci pare difficile replicare la riuscita formula di quest'ultimo semplicemente attingendo dagli eccellenti elementi che lo compongono). Cionostante non possiamo non riconoscere che Konami non stia lesinando sforzi per sfornare un videogioco di sicuro impatto... e l'affidamento del progetto a Kojima, in questo senso, ne è indubbiamente una garanzia

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