Anteprima Catherine

Atlus verso le console HD, con la misteriosa Catherine. Primi dettagli

anteprima Catherine
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3

Capelli biondi e morbide curve, alcol ed inquietanti agnelli antropomorfi; sogni, incubi, scalinate, e morti, e omicidi. Questa, più enigmatica di quanto appaia, la sintesi di Catherine, nuovo titolo in progettazione dal Persona Team di Atlus, interamente dedicato alle console HD. Un trailer, qualche immagine, informazioni sparse che cercheremo di riassumere efficacemente in questo articolo, provando a dare un’idea di cosa, effettivamente, questo Catherine sia.
Una cosa è certa, però. Anzi, due. La prima, è che si tratta di una comunione - raramente vista prima su titoli di spessore - tra ecchi (ovvero i videogiochi con più di una concessione alla sessualità esplicità) ed horror; la seconda riguarda l’altezza delle aspettative che si stanno creando attorno alla nuova creatura Atlus, tra curiosità, dubbi, sogni e speranze.

Catherine

Avremmo potuto dare al paragrafo un titolo profondo, intenso, magari un pensiero filosofico che rappresentasse il sottile filo che intercorre tra vita, visione, sogno, morte. E forse, concentrandoci un po’, avremmo potuto anche cercare di delineare perfettamente i risvolti narrativi del gioco, cucendo ipotesi sulle (molte) lacune lasciate dalle informazioni rilasciate fino ad ora.
Ma non funziona così. La verità è che di Catherine, in termini di formula videoludica, non si sa altro che un nome e una definizione, quella di “action-adventure”, accostata a qualche oscuro dettaglio narrativo. Sì, almeno quello c’è.
Il protagonista del gioco è un trentaduenne, single. Si chiama Vincent; uno che per certi versi sembra incarnare il tòpos del ragazzo in bilico tra famiglia, indipendenza e matrimonio, costretto a divincolarsi fra le sicurezze familiari, ma spaventato dalla conoscenza del mondo. Quello vero. E il mondo - quello vero - è pieno di tentazioni, quelle a cui o si cede o si rimane col rimpianto per il resto dei propri giorni, tormentati dai "what if". Ecco: Catherine è una di quelle. È bionda, ha ventidue anni, quasi una ragazzina, con un corpo evidentemente pennellato da mano esperta; un corpo pregno di un’innocenza bugiarda e ben sottolineata da rosee, morbide linee. Il perfetto tipo di Vincent che, immancabilmente, se ne invaghisce, ignorando le conseguenze di un eventuale rapporto ravvicinato; rapporto che, in base a diverse immagini raffiguranti i due a letto, andrà effettivamente a crearsi.
Bene, siamo arrivati alla parte inquietante.
Sembra che la ragazza, non si sa bene in che termini, sia legata agli strani incubi che tormentano Vincent durante le sue poche ore di sonno. In un ambiente cupo ed opprimente, il ragazzo si trova - spesso in mutande - a dover raggiungere la fine di una lunghissima scalinata, prima di potersi svegliare ed abbandonare l’incubo. A volte, come se non bastasse, ad inspessire la negatività della situazione ci pensano diversi agnelli antropomorfi, inseguiti - come del resto lo stesso Vincent - da due enormi mani fluttuanti, dalla valenza per ora sconosciuta. Ed una voce, poi, rivolta all’uomo, a sottolineare l’ulteriore accento posto sui temi horror/adulti che gli sviluppatori continuano a ribadire: “Il tuo agnello è stato scelto. Morirai presto”. In qualche modo, pare, gli incubi avrebbero un’influenza concreta nella vita reale, potendone addirittura determinare la fine, che verrebbe annunciata proprio in sogno, da un’analoga sequenza. Lo stesso Vincent, come si vede nel trailer, sogna di morire e non riesce a darsi pace, tormentato dalle voci.
Non abbiamo idea di come i due mondi - onirico e reale - possano intrecciarsi durante il gioco, e sarebbe verosimile (insomma, si fa per dire) poter incontrare il Game Over soltanto nella prima fase, per non aver raggiunto il termine della scalinata, per non aver riaperto gli occhi, o per chissà quali altri motivi.

Se c’è una cosa che possiamo descrivere con precisione, eliminate formule ed impianti ludici, si tratta della veste estetica del titolo, palesatasi a noi grazie al materiale visivo fornito da Atlus. Catherine presenta un impianto visivo che alterna filmati in stile anime - le sequenze non giocabili - a mondi e personaggi ricostruiti in un buon cel-shading. Solo buono, niente di particolarmente brillante.
Dal video, poi, si notano i frequenti passaggi da toni seri ad altri più comico-erotici, in cui la bella Catherine non si esime dal mostrare le proprie grazie, sotto gli occhi affascinati di Vincent.

Catherine Catherine: un action-adventure a sfondo horror/erotico in cui è meglio non sognare di morire. Venti ore di gioco, a detta degli sviluppatori, tra sogno e realtà, ed un impianto del tutto caratteristico e per ora assolutamente oscuro. Anime-style. Le premesse ci sono tutte: Catherine, non deluderci, gli occhi sono tutti puntati su di te.