Anteprima Civilization Beyond Earth - Rising Tide

La nuova espansione di CIV introduce opzioni per la gestione dei rapporti diplomatici, e la possibilità di costruire insediamenti nell'oceano.

anteprima Civilization Beyond Earth - Rising Tide
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Carlo Cicalese Carlo Cicalese respira, mangia e sogna mondi videoludici dal 1995, aspira a diventare uno dei migliori comunicatori italiani del settore e migliorare la percezione del medium videoludico nel grande pubblico. É un fanboy di Warhammer 40.000, quindi lanciategli un "For the Emperor!" su Facebook e Twitter per farvelo amico.

Nonostante l'E3 di Los Angeles sia stato indubbiamente dominato dalle lineup di publisher come Sony e Ubisoft, caratterizzate da titoli d'Azione, Avventure e GDR, la grande famiglia degli Strategici non ha avuto comunque di che lamentarsi. A parte il piacevole annuncio a sorpresa di Anno 2205, il genere prediletto della vecchia guardia PCista ha visto sullo showfloor la presenza di altri pezzi grossi, come Total War: Warhammer, XCOM2 e Rising Tide, espansione di quel Sid Meier's Civilization: Beyond Earth che, nella sua incarnazione base, non ha convinto abbastanza il pubblico degli appassionati, forse dimentico del classico "ciclo di miglioramento" progressivo dell'esperienza di gioco strategico confezionata da Sid Meier e soci, che prevede almeno una o due espansioni prima di raggiungere la sua "forma definitiva". Sfortunatamente, non ci è stato possibile provare con mano Rising Tide in quel di Los Angeles, dove Firaxis si è limitata a presentare i suoi titoli in formato "hands-off", ovvero giocati dagli sviluppatori stessi, ma questo non ci ha impedito di vedere per la prima volta alcune delle nuove feature annunciate, che vi illustreremo subito.

Le novità

Molte sono le novità che l'espansione Rising Tide introdurrà nel gameplay di Civilization: Beyond Earth, gran parte delle quali richieste a gran voce dalla community. Stiamo parlando, ovviamente, del sistema diplomatico, rimasto pressoché invariato dal quarto capitolo della serie. Con Rising Tide Firaxis ha annunciato l'introduzione dei tratti dinamici per i Leader, ovvero lo sblocco di perk passive che riflettono lo stile di gioco esibito dal giocatore umano e dalle IA avversarie. Questi tratti, sempre secondo lo sviluppatore, giocheranno un ruolo fondamentale nel nuovo gameplay diplomatico, insieme agli attributi Rispetto e Paura. In aggiunta all'acquisizione di perk e al bilanciamento fra Rispetto e Paura che il nostro leader incuterà in quelli delle altre fazioni, l'introduzione di una nuova meccanica denominata "political capital" permetterà di cambiare le relazioni diplomatiche con le altre potenze e sfruttarne i tratti distintivi a nostro favore. La novità che forse sta più a cuore degli sviluppatori, in ogni caso, riguarda l'ampliamento delle meccaniche di colonizzazione al mare aperto. Rising Tide, infatti, permette di costruire insediamenti nelle caselle marine, tradizionalmente usate solo come via di movimento per le unità navali e per lo sfruttamento di alcune risorse. A questa nuova possibilità corrisponde l'introduzione di nuove bestie aliene, in particolare marine, e nuove unità base per le otto fazioni post-terrestri del gioco base, alle quali se ne aggiungeranno quattro nuove. Di queste ultime, finora, ci è stata svelata solo Al Falah, composta dai discendenti delle popolazioni ricche e coriacee del Medio Oriente, riconoscibili dal character design della leader Arshia Kishk. A chi scrive, invece, interessa di più un'altra novità annunciata, ovvero l'introduzione delle Affinità Ibride, ovvero della possibilità di scegliere un percorso evolutivo che combini le caratteristiche di varie Affinità a un livello più profondo rispetto al gioco base. Le Affinità Ibride, difatti, influiranno anche sullo sviluppo delle unità militari, sia sul piano estetico che delle abilità passive; un concetto molto interessante, che amplia il già vasto repertorio evolutivo introdotto da Beyond Earth.

Cosa si è visto sullo showfloor

La breve presentazione cui abbiamo assistito ci ha permesso di dare una prima occhiata alla colonizzazione marittima: oltre ad osservare la trasformazione del primo Colonizzatore in Avamposto, gli sviluppatori hanno assicurato che in Rising Tide sarà possibile creare e portare avanti una partita costruendo solo città sul mare. Una prospettiva interessante, che non mancheremo di tentare in sede di preview approfondita. In questa prova assistita abbiamo visto anche una delle nuove unità aliene, l'Hydracoral: come il nome lascia intendere, questa forma di vita si presenta come una versione più grossa e minacciosa del corallo terrestre, che continuerà a colonizzare i mari della mappa con le sue gemme finché non la bloccheremo a suon di cannonate. Pur non reagendo direttamente alle nostre aggressioni, ogni attacco inferto all'Hydracoral attirerà le ire delle altre forme di vita autoctone del pianeta, specialmente quelle marine, che non mancheranno di rivendicarsi sui nostri poveri coloni. Infine, dopo aver mostrato brevemente la schermata dedicata alla Diplomazia, completamente rivista e adattata alle nuove caratteristiche che vi abbiamo accennato più sopra, gli sviluppatori hanno rivelato un'altra nuova feature, ovvero l'Artifact System. Purtroppo non si è parlato troppo di questo sistema ma, anche se si trattasse di un'evoluzione in chiave "sci-fi" del Turismo, che sostituisce le opere d'arte rinvenute dagli Esploratori del predecessore con artefatti futuristici, dando la possibilità di combinarli per combinarne altri più potenti, saremmo più che contenti.

Sid Meier's Civilization Beyond Earth Rising Tide Firaxis ha presentato i suoi titoli di punta in modo abbastanza timido, indice forse di uno stato ancora incompleto dei lavori, o comunque di una non adeguata confidenza sulla stabilità dei prodotti, tale da sottoporla allo stress di una prova esterna. Secondo noi è stato un peccato, perché lo studio di Sid Meier ha tanto da farsi perdonare, in merito allo stato in cui è stato pubblicata la versione base di Civilization: Beyond Earth. In ogni caso, quel poco che si è visto ha parzialmente soddisfatto le nostre attese, in particolare il rifacimento dell'interfaccia diplomatica e quell'accenno all'Artifact System, che ci ha lasciato con la piacevole suggestione di trovarci di fronte a un'evoluzione del Turismo dei vecchi Civ. Certo, c'è anche il nuovo gameplay legato alla colonizzazione del mare che, pur non cambiando radicalmente l'economia del gioco (come avveniva nell'espansione Deep Ocean di Anno 2070), offrirà senza dubbio nuove possibilità strategiche a chi, come chi scrive, pianifica dettagliatamente l'evoluzione della propria civiltà, incluso un posizionamento degli insediamenti tale da sfruttarne al massimo l'estensione delle zone d'influenza.

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