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E3 2011

Anteprima Dark Souls

Una presentazione più approfondita in occasione dell'E3 2011

anteprima Dark Souls
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Demon's Souls è stato un titolo a suo modo rivoluzionario, che ha ottenuto un ottimo successo di critica e pubblico andando completamente controcorrente, puntando tutto su un livello estremo di difficoltà, fattore ormai in declino nella produzione videoludica mondiale, ormai destinata a produrre titoli con gameplay semplici ed intuitivi, adatti a fasce di pubblico il più ampie possibili.
Per il seguito, quindi, Namco Bandai si è mossa rapidamente, assicurandosi la pubblicazione in tutto il mondo, a differenza di Demon's Souls, la cui versione americana era stata curata da Atlus.
Abbiamo avuto l'opportunità di provare il gioco all'E3, dopo una breve presentazione da parte di uno dei producer di From Software.

Preparatevi a morire

L'introduzione a Dark Souls suona un po' come un monito: chi ha giocato a Demon's Souls sa che l'unico modo per sopravvivere è muoversi circospetti, imparare a leggere l'ambiente, spendere saggiamente le anime accumulate con tanta fatica e, in determinati casi, essere fortunati.
Anche con tutte le precauzioni del mondo, però, si moriva spesso, soprattutto le prime volte che si visitava una zona ancora inesplorata.
Dark Souls estremizzerà questo concetto, proponendo un tasso di sfida superiore ma fornendo nel contempo nuovi mezzi per combattere e sopravvivere.
Il gameplay è stato espanso per permettere un’immersività maggiore, cercando di risucchiare definitivamente nel mondo di gioco gli utenti, traguardo già raggiunto con Demon's Souls ma che in Dark Souls verrà portato oltre: la nuova ambientazione, infatti, sarà doppia in termini di estensione e rappresenterà un mondo intero, completamente esplorabile e con una struttura meno rigida, che ricorda vagamente un open world contemporaneo.
Gran parte del divertimento, quindi, nascerà dall'esplorazione, ora più libera e meno sequenziale, fattore che da solo potrebbe giustificare l'aumento del livello di difficoltà.

Nuove meccaniche

Dark Souls perderà alcune delle caratteristiche che hanno reso famoso il predecessore, andando ad introdurne altre che dovrebbero garantire delle buone differenze, smarcandolo dalla rischio di venir bollato come un semplice more of the same.
Oltre all’ovvia moltitudine di nuove armi, armature ed oggetti, le modifiche più significative alla struttura di gioco provengono dal game design: il team sta discutendo come intervenire per rinnovare il gioco, fattore che ha spinto a tenere la bocca chiusa su molti aspetti durante la presentazione.
Una delle possibilità è l’eliminazione della world tendency, idea geniale che ha dato svariati mesi di vita in più al primo capitolo, modificando dinamicamente la presenza di mostri ed oggetti da raccogliere in base al periodo dell’anno, con eventi particolari il più celebre dei quali è stato ad Halloween, con una tendenza pure black che sicuramente avrà fatto numerose vittime.
In cambio di tale intervento verranno introdotti i bonfire, fuochi da accampamento che fungeranno da respawn point e da zone franche, in cui fermarsi a riposare e riprendere le forze.
Non è ancora chiaro se i fuochi saranno in zone fisse o potranno essere spostati.
Nella demo, però, si è già intravisto un meccanismo che farà felici i giocatori più riottosi, con l’abitudine di invadere le partite come black phantom: in questo caso sarà possibile spegnere i fuochi degli altri giocatori, privandoli di fatto di una rete di sicurezza.
Rimane comunque fumosa la modalità d’uso dei bonfire e la loro integrazione con il gioco online. Tornerà immutato, invece, il sistema di messaggistica che tanto ha furoreggiato in Demon’s Souls, con decine di migliaia di testi lasciati dagli utenti nei luoghi più impensabili di Boletaria.
Sempre in ottica multiplayer verrà introdotto un sistema chiamato Pledge o Believe: ogni giocatore abbraccerà un credo religioso che potrà permettergli di collaborare con un altro utente della stessa fede, spingendo invece allo scontro quelli di credi differenti.

Un passo avanti

Gran parte del design di Dark Souls è stato studiato analizzando i dati raccolti online dai server di gioco di Demon’s Souls.
In questo modo il seguito dovrebbe discostarsi dal predecessore ma in una direzione che non tradirà gli appassionati.
Anche tecnicamente sono stati fatti dei passi avanti: il motore è stato rivisto e ora offre una pulizia video maggiore, con nuovi effetti di post processing e un’illuminazione più realistica.
D’altra parte alcuni problemi permangono, soprattutto nella gestione della telecamera, ancora in larga parte lasciata all’utente, e nel ragdoll, tutt’ora non troppo raffinato, con i cadaveri che non hanno il peso corretto e che vengono trascinati dal giocatore per lunghi metri se si prova a camminarci sopra.
Tutti dettagli che potrebbero venir risolti prima del lancio previsto per l’inizio di Ottobre, solamente su Playstation 3 in Giappone e anche su Xbox 360 in occidente.
Per via dell’esperienza maturata sulla console Sony, il gioco è stato prima sviluppato su tale piattaforma e poi portato su quella di Microsoft.
Verificheremo in altra sede se ci saranno differenze sostanziali.

Dark Souls Darks Souls sembra il seguito che tutti i fan di Demon’s Souls stavano aspettando. L’aumento di difficoltà non farà che piacere a chi ha spolpato il capitolo precedente mentre potrebbe risultare una barriera di ingresso invalicabile per chi vorrebbe provare ad avvicinarsi alla serie ma non ha la costanza e il tempo necessari da dedicargli. Solo le vendite, quindi, potranno dire se le modifiche lo renderanno un titolo ancor più di nicchia o, malgrado i proclami, l’accessibilità sarà maggiore. Gli appassionati, comunque, non dovrebbero preoccuparsi: l’anima nera di From Software è ancora presente.

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