Anteprima Darkest of Days

Viaggi nel tempo per il nuovo Shooter firmato 8Monkey Labs

anteprima Darkest of Days
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Pc

Fps e storia, o meglio, Fps e Seconda Guerra Mondiale

Quando, nell’ormai lontano 1992, uscì Wolfestein 3D, che possiamo considerare il papà degli Fps, nessuno si sarebbe mai aspettato che il numero di titoli del genere ambientati nella Seconda Guerra Mondiale sarebbe diventato così vertiginosamente alto. Molte volte la scelta di tale ambientazione deriva da una forte mancanza di originalità, altre dal tentativo di sfruttare una corrente commerciale che vuole che il conflitto non passi mai di moda, altre volte ancora dal desiderio di riprodurre fedelmente il più tremendo crollo della storia dell’umanità e di presentare un contesto storico quantomeno interessante. Il rapporto degli fps con la storia è dunque in realtà un rapporto quasi esclusivo con la seconda guerra mondiale, visto che tutte le altre epoche e tutti gli altri focolai bellici sono stati davvero poco gettonati.

Una boccata d’aria fresca arriva, da questo punto di vista, con Darkest of Days, FPS che ci farà viaggiare nel tempo, vivendo gli eventi più traumatici di molte civiltà.

Giorni cupi

In Darkest of Days ci troveremo a viaggiare nel tempo nei panni di un soldato dell’esercito del generale Custer che, durante la battaglia di Little Big Horn, dopo essere stato gravemente ferito dai nemici (i Nativi Americani), viene salvato da un misterioso uomo inviato da un’agenzia che ha scoperto il modo di viaggiare nel tempo. Catapultato in un luogo dal look assai futuristico, il nostro uomo viene curato dall’agenzia, che lo informa dell'incarico che dovrà compiere. Il protagonista è stato infatti accuratamente selezionato, fra i soldati di tutti i tempi, per unirsi ad una spedizione di “time travellers”, il cui scopo è la correzione di errori che stanno avvenendo nello scorrere del tempo. Dovrà insomma salvare persone la cui morte potrebbe portare a conseguenze devastanti nel continuum temporale.
Insomma, un buon pretesto per presentarci una discreta varietà di ambientazioni.
I gravissimi eventi storici a cui prenderemo parte saranno cinque: l’eruzione del Vesuvio del 79 d.c., la sanguinosa battaglia di Antietam del 1862 (guerra di secessione), la battaglia di Little Big Horn del 1876 (da cui gioco prende il via), la battaglia di Tannenberg del 1914 (Prima Guerra Mondiale) e, infine, proprio il Secondo Conflitto Globale. In quest'ultimo caso, pare che vivremo l’orrore di un campo di prigionia del 1941 (altro non si sa a riguardo, visto che è l’evento meno descritto dagli sviluppatori. Almeno siamo certi di non doverci sorbire per l’ennesima volta il fin troppo abusato sbarco in Normandia!).
In ogni caso, 8Monkey Labs promette una grande accuratezza storica per quanto riguarda la riproduzione delle ambientazioni e delle armi d’epoca, per farci immedesimare al massimo nelle (cupe) atmosfere del gioco.
E’ interessante sapere che in ogni battaglia combatteremo su tutti i fronti, per riuscire ad equilibrare gli eventi, e che sarà possibile saltare da un’epoca all’altra in qualsiasi momento in modo che, appena la noia e la frustrazione inizino a farsi vive, sia possibile cambiare aria.

Baionetta? No grazie! Preferiso il mio super fucile tattico!

In Darkest of Days, il giocatore sperimenterà uno dei gameplay più vari mai rilasciati in un titolo” affermano gli 8Monkey Labs. Questa varietà dovrebbe derivare dalla grossa differenza fra il modo di combattere del nemico fra un’epoca e l’altra; effettivamente uno scontro avvenuto a Pompei nel 79 d.c. dovrebbe essere combattuto in modo molto differente da uno che ha avuto luogo a metà del ventesimo secolo. Almeno in teoria. Infatti, da quel poco che abbiamo potuto vedere dai video disponibili sulla rete, i nostri avversari non paiono utilizzare strategie di attacco precise, ma generalmente sembrano tutti tendere ad un assalto forsennato; che siano Romani, Tedeschi o Nativi Americani, che impugnino una spada, un fucile o un arco. A generare qualche dubbio c’è anche la scelta, forse non entusiasmante, di far utilizzare al protagonista armi futuristiche, che lascia interdetti non tanto per paura degli anacronismi, ma per il fatto che utilizzare unicamente le armi dell’epoca sarebbe molto più interessante, ed avrebbe contribuito non poco alla varietà ricercata. Per esempio, un duello all’arma bianca durante il periodo romano sarebbe stato un ottimo diversivo dalle classiche sparatorie a cui siamo così abituati. In ogni caso, carabine e fucili dei secessionisti, colt e revolver tedeschi, saranno utilizzabili dal protagonista. Vedremo se il titolo costringerà il giocatore a sfruttare gli strumenti dell'epoca o permetterà invece di svolgere i propri compiti armati delle improbabili armi sci-fi.

Un elemento di gameplay che riteniamo molto interessante è l’obiettivo di mantenere in vita alcuni individui (che brillano di un bagliore blu), indispensabili per il corretto svolgimento del continuum storico. La loro sopravvivenza ci permetterà anche, un po' più egoisticamente, di ottenere degli upgrade per le armi. Ciò che è davvero interessante è che queste persone non saranno sempre alleati da difendere, ma nemici agguerriti che ci attaccheranno; noi, per permettergli di sopravvivere, dovremo metterli fuori gioco senza però ucciderli, per esempio sparandogli a una gamba. Potremo anche freddarli, volendo, però un’altra agenzia temporale non sarà molto contenta delle nostre scorribande, e manderà manipoli di soldati per farci la pelle.
Una nota di merito va indubbiamente all’epicità e alle dimensioni delle battaglie, che vedranno schierati un gran numero di uomini pronti a vincere con ogni mezzo. Gli scontri si svolgono su mappe che appaiono decisamente grandi e articolate, che ci permetteranno di mettere in atto le nostre personalissime strategie.
Tutto ciò è reso possibile dall’engine proprietario, capace di gestire ambienti enormi popolati da oltre 300 (!) personaggi non giocanti, e di cui parleremo fra breve.
Ogni periodo storico presenta diverse missioni da completare che dovrebbero garantire una durata di 20-25 ore in totale: notevole. Al momento non sono state annunciate modalità multiplayer, tuttavia la buona longevità del titolo potrebbe far dimenticare questa carenza.

L’engine dal futuro?

Il titolo sfrutta il particolarissimo engine “Marmoset” che, come accennato nel paragrafo precedente, è capace di gestire una mole impressionante di elementi in tempo reale, dagli NPC ad effetti di buona fattura come esplosioni e nubi di fumo, che rendono la battaglia incredibilmente epica. L’impatto visivo delle battaglie è ottimo, con uomini che corrono, sparano, cavalcano i loro destrieri in scenari dalla grande atmosfera che ben rispecchiano la crudeltà dei conflitti. Andrebbe tutto benone se non fosse per una complessità poligonale degli elementi a schermo piuttosto deludente, delle texture giusto nella media e delle animazioni che appiono talvolta legnose; al momento l’engine sembra gestire tutto senza problemi, cosa non da poco, tuttavia speriamo che il team lavori di più sull’aspetto grafico del titolo. La colonna sonora risulta piuttosto azzeccata, con temi incalzanti che ben si sposano con l’atmosfera di gioco.

Darkest of Days Darkest of Days è un fps a sfondo storico decisamente originale, che vuole di proporci un gameplay vario (almeno sono queste le intenzioni degli sviluppatori) e calarci in alcuni degli eventi più drammatici di sempre. Il titolo ha molte buone idee, alcune che possono piacere o meno, tuttavia rimangono diverse riserve riguardanti vari aspetti, fra cui l’impatto grafico che, nonostante sia sorretto da un engine piuttosto prestante, risulta comunque antiquato. Consigliamo a tutti di tenere d’occhio questo titolo, perché potrebbe riuscire a trovare posto nell’affollatissimo mercato degli Fps.