Anteprima Darksiders

L'apocalisse sta per scendere sulla Next Generation

anteprima Darksiders
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

In un periodo come quello autunnale, dove le release di altissimo livello si sovrappongono di settimana in settimana lasciando spesso i giocatori con il portafogli asciutto, può capitare di non dare tutto lo spazio necessario a produzioni molto valevoli ma prive di nomi altisonanti capaci di scatenare il cosiddetto “strascico mediatico”.
E’, almeno in parte, il caso di Darksiders, action game sviluppato da Vigil Games, in uscita su Microsoft Xbox 360 e Playstation 3 agli inizi di Gennaio.

Dotazione di tutto rispetto

Il gameplay di Darksiders, ancorchè infarcito da un non sottovalutabile numero di puzzle ambientali, fonda le sue radici nella componente più action, mostrandosi divertente e frenetico per l’intera durata dell’avventura, che pare attestarsi su livelli decisamente non comuni per un action game.
Gli sviluppatori, in fase d’introduzione, ci specificano infatti che i tester professionisti, build completa alla mano, hanno impiegato dalle 25 alle 30 ore per giungere al termine del cammino del nostro eroe War, scoprendo -beninteso- tutti i segreti, sbloccando tutte le abilità e potenziando tutte le armi.
Se tale durata pare inizialmente la classica “sparata”, una volta addentratici nell’inventario, con l’enormità di slot liberi che lo compone, non fatichiamo assolutamente a credere al dato di cui sopra.
Per portare a termine le sue mansioni (massacrare e distruggere) il nostro beniamino avrà inizialmente a disposizione un’enorme spadone, al quale si aggiungerà di lì a poco una falce, poi una sorta di shuriken sovradimensionato ed, infine, un’efficiente pistola; senza contare, poi, le armi speciali.
Molto interessante è stato osservare come si possano facilmente assegnare ciascuna ad uno dei front button ed utilizzare, tramite la pressione di un modificatore o normalmente, per concatenare devastanti combo ben oltre la quindicina di colpi.
Particolarmente utile lo shuriken di cui parlavamo: lanciandola (previo caricamento) addosso ad un nemico quest’arma non si limiterà a colpire e ritornare al proprietario ma continuerà nella rotazione su se stessa “tenendo impegnato” l’avversario di turno.
La sua duttilità è stata palesata mostrandone poi altri utilizzi: movimento di meccanismi inaccessibili, danneggiamento -in sequenza- di numerosi bersagli e addirittura parte fondamentale nella risoluzione di molti enigmi.
Ogni componente della dotazione bellica (bocche da fuoco a parte) avrà inizialmente a disposizione un determinato numero di combinazioni, a cui si aggiungeranno finish moves personalizzate per ciascun avversario, attivabili con il più classico dei QTE da eseguire al momento opportuno.
Presto, tuttavia, la nostra strada verrà indelebilmente segnata dall’incontro con un oscuro mercante, che baratterà le anime dei nemici uccisi con oggetti, nuove armi, nuove animazioni d’attacco e potenziamenti per quelle già ottenute.
Questo bieco individuo ci insegnerà, inoltre, come legare le varie pietre agli strumenti d’offesa in nostro possesso, donandogli in tal modo effetti interessanti e molto potenti; in cambio pretenderà la consegna di potenti artefatti reperibili in angoli reconditi del pianeta.
Una rapida occhiata alla schermata contenente gli spazi per conservare dati artefatti, capaci di donarci anche qualche interessante bonus, è bastata per farci venire le vertigini al pensiero di cercare tutti quegli oggetti nascosti.
Sulla falsariga dell’oramai universalmente sdoganato God of War anche Darksiders presenterà una divisione in colori delle anime: quelle blu, come abbiamo visto, fungono da moneta di scambio; quelle verdi per ricaricare l’energia perduta e quelle gialle per caricare una sorta di barra del mana che ci permetterà di assumere la nostra “forma reale” (“Chaos Form”) o di scatenare alcuni interessanti poteri, acquisibili e migliorabili anch’essi al negozio.
Di questi non è stata fatta, in ogni caso, molta pubblicità al momento: si è invece mostrata in tutto il suo tremendo splendore la “forma reale” di War, una creatura simile al Demone del mondo antico che nel “Signore degli Anelli” scaraventa Gandalf nell’abisso più oscuro.
Nel breve lasso di tempo in cui potremo assumere questa forma saremo grossi, cattivi, veloci, potenti ed indistruttibili almeno il doppio di prima; nel prosieguo dell’avventura la durata della trasformazione aumenterà gradualmente.
La straordinaria varietà mostrata dal gameplay di Darksiders non è data solamente dalla ricchezza dell’inventario o dalla possibilità di utilizzare praticamente ogni oggetto dello scenario (auto, pali della luce, bidoni...) come arma, ma anche dal ventaglio di situazioni ed avversari che ci troveremo ad affrontare.
Caricando un livello decisamente avanti ci è stato mostrato, ad esempio, un particolare frangente nel quale dopo aver sconfitto un potente demone questo si alleerà momentaneamente a noi, ingaggiandoci in una piccola competizione: chi massacra più angeli vince.
In queste particolari sezioni, infine, giocatore e CPU si aiuteranno vicendevolmente nell’oltrepassare ostacoli, aprire porte e quant’altro.

Stilish

Dal punto di vista tecnico il pupillo THQ pare assolutamente in linea con le produzioni odierne.
La modellazione poligonale risulta ricca e solida ed in particolare il charachter design ottimamente caratterizzato, il che è dovuto principalmente a due fattori: il primo è il design accattivante dei personaggi, figlio della penna di Joe Madureira (uno tra i disegnatori delle varie saghe X-Men) i cui tratti spigolosi e marcati si adattano perfettamente all’ambientazione apocalittica del titolo.
Il secondo è il doppiaggio (da noi apprezzato nella versione inglese originale), curato davvero in maniera maniacale per gli standard di un action game, perfettamente sincronizzato con il labiale ed in grado di fornire moltissime sfumature capaci di farci cogliere chiaramente il pathos della situazione.
Le caratteristiche del Comic Book americano si notano anche esaminando la palette di colori, molto accesa e vivace; capace quindi di mettere in risalto tanto il calore delle fiamme quanto il gelare di una grotta sotterranea.
Leggermente meno convincenti le texture che ricoprono l’ambientazione, di tanto in tanto non perfettamente definite e prive di tutti quegli effetti “next gen” in grado di conferirgli una credibile connotazione “tridimensionale”.
Ottima invece l’illuminazione ambientale, ricca di innumerevoli sfaccettature e capace di mettere in risalto gli effetti particellari di buona fattura che, fendente dopo fendente, rendono l’azione spettacolare al punto giusto.
Il tutto è condito da una completa, seppur sommaria (i veicoli si distruggono in 2-3 step al massimo), interazione ambientale che contribuisce a rendere il tutto ancor più immersivo, frenetico e divertente, grazie alla sempre vastissima gamma di soluzioni a nostra disposizione.

Darksiders Darksiders è senza ombra di dubbio uno dei titoli da tenere maggiormente d’occhio per l’anno venturo. La commistione di feature di cui si fregia ci ha ricordato un titolo che ha cambiato, in un certo senso, il modo di intendere l’action gaming: Legacy of Kain: Soul Reaver. Il titolo Vigil Games ha molte delle sue caratteristiche: profondo backtracking, complessi dungeon ricchi di puzzle ambientali che guidano sino al boss finale e ampiezza e libertà davvero invidiabili per quanto riguarda il combat system. Darksiders pare, in più, presentare una varietà di situazioni fuori dal comune ed una frenesia adatta a soddisfare anche i giocatori più assetati d’azione allo stato puro. Il design estremamente accattivante, tipicamente “da carta patinata”, gli conferisce poi quel tanto d’appeal in più che basta per renderlo affascinante anche per coloro i quali non fossero già attratti dalle vicende dei Cavalieri dell’Apocalisse.