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E3 2016

Anteprima Days Gone

Un'epidemia ha decimato la popolazione. Il mondo come lo conosciamo non esiste più. Questa la premessa alla base di Days Gone per PS4.

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anteprima Days Gone
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PS4
Andrea Dresseno Andrea Dresseno ha iniziato a giocare alle elementari, prima a scrocco, poi si è reso autonomo. Scrive di videogiochi da quasi vent'anni, ma nel mezzo ci sono state alcune pause di riflessione: durante una di queste ha dato vita all'Archivio Videoludico, per cui ora si dedica anche alla conservazione del medium. Si dice sia nintendaro, ma non esistono prove. Lo trovate su Facebook.

L'umanità è ormai un ricordo. Un'epidemia ha decimato la popolazione. Il mondo così come lo conosciamo non esiste più. La voce narrante, la voce del protagonista, ricorda un passato migliore: nel presente l'unico obiettivo è sopravvivere. Gli scenari sono popolati di rottami abbandonati, case distrutte, cadaveri. La desolazione ha preso il sopravvento sulla vita. Non resta che aggrapparsi agli affetti, alla nostalgia. Sembra The Last of Us. Siamo certi sia The Last of Us. Basta dare un'occhiata al trailer per rendersene conto: la stessa direzione artistica, la stessa palette di colori, le medesime location. Joel è sicuramente dietro l'angolo, finalmente è arrivato il tanto atteso annuncio di The Last of Us 2.

E invece no

C'è qualcosa che non torna, non s'è visto alcun logo Naughty Dog. Tuttavia, Bend Studio si era già occupata di Uncharted per PS Vita. Vuoi vedere che Sony le ha affidato l'arduo compito di dare un seguito al suo capolavoro? Naaa, non è credibile. Eppure, quel trailer presentato alla conferenza dell'E3 2016 sprizza The Last of Us da tutti i pori. Invece il gioco si chiama Days Gone. Quando sul finire della conferenza il trailer lascia spazio al gameplay, ancora ti aspetti il colpo di scena. Che ad un certo punto, magari verso la fine, compaia Joel a tendere la mano al protagonista. Poteva avere un senso creare un gioco ambientato nell'universo del capolavoro Naughty Dog. Sarebbe stata una mossa intelligente. Diciamo la verità, nessuno vuole realmente un seguito diretto di The Last of Us: il finale del gioco era perfetto, non c'è bisogno di un sequel. Days Gone poteva tentare la via del punto di vista alternativo, e chissà che Sony non voglia sorprenderci in un secondo momento, ma per ora Days Gone altro non è che Days Gone.

Distopia on the Road

Protagonista del gioco è Deacon St. John, motociclista e mercenario, suo malgrado costretto a sopravvivere con la forza in un mondo tutt'altro che ospitale. Lo intuiamo dal trailer, ne abbiamo conferma nella sessione giocata a fine conferenza. Days Gone ha l'aria del gioco on the road, del viaggio distopico alla ricerca di un proprio posto nel (nuovo) mondo. Non è un percorso facile, ovviamente. Quando mai lo è, nei videogiochi? Il gameplay non sorprende e dal punto di vista tecnico il gioco sembra una versione vagamente potenziata di The Last of Us. La premessa narrativa è senza dubbio interessante, ma in un contesto simile ad avere reale valore è lo sviluppo del racconto. Da questo punto di vista, per forza di cose, è ancora troppo presto per sbilanciarsi. Il potenziale c'è, su questo non ci piove. Il mondo di Days Gone è impervio e inospitale.

Te ne accorgi realmente quando Deacon, approdato in quella che sembra una tendopoli abbandonata, si arrampica sul tetto di un edificio nelle vicinanze. Il panorama non è dei migliori: ci sono decine di creature (zombi? mutanti? infetti?) che accerchiano la costruzione. Un pizzico di Dead Rising con una spruzzata di Dead Island. Non è facile fuggire. I nemici sono veloci, oltre che numerosi. A Deacon non resta che correre e difendersi con l'arma in dotazione. Sfruttare gli immancabili bidoni esplosivi per dar fuoco alle creature. Sul finale, quando tutto sembra ormai perduto, il gameplay si interrompe. Per ora.

Days Gone È troppo presto per esprimere un giudizio su Days Gone. La premessa è sì interessante, ma il tema non è affatto inedito e gli sviluppatori dovranno impegnarsi per rendere l'intreccio meritevole di attenzione e dare profondità ai personaggi. Il rischio è che Days Gone manchi infine di personalità, che il titolo risulti un “banale” emulo di The Last of Us. Le somiglianze tematiche ed estetiche col titolo Naughty Dog sono veramente notevoli, pure troppo. Sony non ha dichiarato nulla in proposito, ma non ci stupirebbe scoprire che i due giochi condividono lo stesso universo. Potrebbe essere una mossa astuta, dal punto di vista del marketing. Difficile però che sia così, che un dettaglio tanto rilevante venga svelato in un secondo tempo. Days Gone ha potenziale da vendere, ma ha ancora molto da dimostrare.

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