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E3 2017

Days Gone: impressioni sulla demo dell'E3 2017

Annunciato lo scorso anno all'E3, Days Gone di Sony Bend torna alla fiera con una sequenza inedita di gameplay.

Days Gone

Videoanteprima
Days Gone
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PS4
Francesco Serino Francesco Serino ha videogiocato tanto e a tutto, posseduto due diversi Tamagotchi e abbandonato un Furby in autostrada. Mentre cresceva i pixel rimpicciolivano, mentre leggeva ha iniziato a scrivere. E ora eccolo qua, dopo un salto nello spaziotempo atterra su Everyeye, ma già da tempo è su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Non morti, infetti, posseduti, maledetti... le orde fameliche funzionano sempre nel campo dell'intrattenimento, non imposta se si parla di una serie Tv come Walking Dead, un film come La notte dei morti viventi o un gioco come Days Gone, nuova esclusiva per PlayStation 4 che Sony ha presentato la prima volta lo scorso anno e che durante questo E3 2017 siamo tornati ad osservare da molto vicino, scoprendone nuovi punti di forza e anche qualche aspetto decisamente deboluccio. Ma c'è tempo, forse anche troppo visto che avremmo preferito sentir parlare di date d'uscita più a portata di mano e invece siamo stati costretti ad accontentarci di un insopportabile TBA (To Be Announced: ancora da annunciare).

Fogli di calendario

Protagonista assoluto di Days Gone è un certo Deacon: faccia da sbruffone, giacca di pelle, moto sotto al sedere e... nessuna paura di sporcarsi le mani di sangue, cosa che accadrà abbastanza di frequente visto il gran numero di nemici con i quali dovrà vedersela, tra cui animali mutati, uomini trasformati in velocissimi cannibali senza cervello e infine i più bastardi di tutti: coloro che approfittando della situazione hanno scelto di cavarsela formando pericolosissime gang sempre pronte a prendersela con i più deboli. Un ottimo pretesto per dar vita all'ennesimo action game in terza persona di Sony Computer Entertainment, cosa tutt'altro che secondaria visto che uno dei punti deboli di questo progetto è il suo sembrare un mix di tanti giochi diversi, molti dei quali della stessa Sony, sia nella scelta dei colori che nei cento e passa rivoli di gameplay che abbiamo avuto modo sia di vedere che soltanto di intuire.

La parte del leone la fa senza dubbio la moto del protagonista, una simil Harley Davidson che ci permetterà di scorrazzare per la grande mappa di gioco (grande sì, ma quanto? I programmatori ci hanno risposto "il giusto") e che funziona anche come una sorta di grande inventario portatile. La moto non potrà essere comunque modificata, ma necessiterà di tanto in tanto di riparazioni (che richiederanno i giusti strumenti per essere portate a termine) e di un serbatoio pieni per andare avanti (se non volete ritrovarvi improvvisamente nei guai tenete d'occhio l'indicatore).

L'Orda famelica

Punto di forza del gioco è la sua estrema dinamicità, la stessa che regolerà il comportamento dei nemici (sia infetti che fuorilegge, anche se chiamarli così è decisamente sbagliato visto che l'unica legge in vigore nel mondo di Days Gone è quella del più forte). Ecco perché Deacon è una furia quando ci sarà da menare le mani, ed è così abile nello stendere i suoi nemici con pugni d'acciaio, stilettate sui reni e risolutive asciate sul cranio, alle quali si va ad aggiungere anche una discreta abilità con le molteplici armi da fuoco presenti.

Anche se non è un vero e proprio survival, in Days Gone sopravvivere non sembra affatto un gioco da bambini e richiederà una certa attenzione, obbligandoci a tenere gli occhi costantemente ben aperti visti che gli agguati sono all'ordine del giorno(e della notte...). Ma questa dinamicità permette addirittura di più, rendendo totalmente casuali i fenomeni atmosferici (oltre all'immancabile pioggia, Deacon potrà essere colto di sorpresa anche da improvvise nevicate) ma soprattutto la posizione degli infetti, sia uomini che bestie (anche gli animali sono stati colpita dalla pandemia) che si muoveranno letali e in totale libertà attraverso la mappa, cambiando di conseguenza anche lo sviluppo delle missioni, Infetti che potranno essere a centinaia contemporaneamente su schermo, la cui foga assassini gli permette di muoversi sul campo come una sorta di unica entità a cui nulla è precluso. Gli infetti sfondano porte con la forza dei numeri e arrampicandosi uno sopra l'altro possono raggiungere qualsiasi altezza: una macchina da guerra che brulica cadaverica e inarrestabile.
Ma la cosa migliore di tutte è che gli infetti non rappresentano solo un costante pericolo ma anche un'interessante opportunità con la quale mettere fuori gioco qualche gang criminale di cui abbiamo urgente bisogni di sbarazzarci. Basta fare un rumore, come tirare un sasso, per vederli reagire come belve fameliche e puntare l'umano più vicino e farne deliziose (almeno per loro) polpette. Deacon sa anche muoversi con una certa discrezione, nascondersi tra la vegetazione (c'è un gioco Sony degli ultimi tre anni in cui non si può/deve fare?) e disabilitare con scaltrezze le numerose trappole che incontreremo lungo il cammino.
Tecnicamente Days Gone sembra cavarsela alla grande, anche se il gran numero di nemici su schermo ne limita ovviamente la complessità poligonale ed è anche per questo che l'ambientazione sarà soprattutto rurale e boscosa.
Questo non significa che non sarà in grado di stupire: il ciclo giorno e notte e gli effetti atmosferici sono assolutamente ben concepiti, i volti dei protagonisti se la cavano piuttosto bene e nella loro semplicità strutturale anche i boschi mostrati nella demo che ci è stata mostrata possono contare su un fascino non indifferente. Il piccolo grande problema di Days Gone è il suo sembrare vagamente anonimo, senza quel particolare audiovisivo che farebbe una profonda differenza di carattere. Se solo si mettessero d'accordo sulla data d'uscita senza lasciarci con questo enorme punto interrogativo sulla testa, sarebbe meglio...

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