SDCC13

Anteprima Dead Rising 3

Al Comic-Con di San Diego, Capcom mostra alcune novità sul suo Free Roaming in salsa Zombie

anteprima Dead Rising 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Data la vicinanza con l'E3 losangelino, il Comic-Con di San Diego riserva usualmente poche sorprese ai videogiocatori che hanno seguito l'evento di metà giugno. E del resto la più importante manifestazione Nerd dell'anno preferisce focalizzarsi su fumetti, film e serial televisivi.
Non mancano ovviamente appuntamenti di spessore anche per chi vive a pane e videogame, e pure l'edizione 2013, fra l'enorme galeone di Assassin's Creed IV: Black Flag e l'annuncio del nuovo Strider, ha riservato le sue sorprese. Fra i panel videoludici più interessanti è impossibile non segnalare quello di Dead Rising 3: i ragazzi di Capcom Vancouver hanno mostrato una lunga demo che ha svelato nuove, importanti feature di uno dei Launch Title più attesi di Xbox One.

Anima Libera

Quello che più stupisce di Dead Rising 3 è senza ombra di dubbio la cura nella realizzazione del mondo di gioco. La città in cui si ambienta quest'avventura si chiama Los Perdidos, e assomiglia ovviamente allo stereotipo della metropoli californiana per eccellenza, tanto da sembrare una Los Angeles in miniatura, con le enormi freeway che permettono di spostarsi da un quartiere all'altro, gli edifici bassi e regolari, e le palme che svettano ai bordi delle strade. Il team di sviluppo ha voluto sottolineare più volte che Dead Rising 3 punterà forte sulla “densità” e sul carattere della location. Ed in effetti la demo mostrata al Comic-Con non lascia dubbi: gli stimoli proposti dalla città sono innumerevoli, e finalmente sembra diventare realtà il sogno di un'esplorazione senza tempi morti, che permetta di passare in maniera fluida dalle scorribande stradali alla perlustrazione di case ed altri edifici. Ai Free-Roaming, del resto, siamo ormai abituati, ma Dead Rising 3 ha un carattere tutto suo. Il protagonista Nick Ramos, per sopravvivere all'apocalisse Zombie, deve farsi furbo ed evitare le strade in cui si raccolgono orde di non morti, preferendo invece le strade secondarie. Infilarsi in un negozio, passare dal cortile interno di un ristorante, o addirittura scendere nelle fogne per aggirare la massa urlante di mangiacervelli è dunque un'operazione all'ordine del giorno.

Sono proprio le contorte planimetrie di Los Perdidos che permettono questa vivace alternanza di situazioni. All'esterno la situazione è quasi invivibile, e le vetture di fortuna non riescono a sfondare con facilità la muraglia di carne putrida che si frappone fra Nick ed il suo obiettivo. Assaltati da quintali di “Walkers”, i veicoli finiscono spesso azzoppati, costringendo il protagonista a fuggire a piedi, cercando di arrampicarsi sui tetti delle stazioni di benzina per poi infilarsi nella camera di qualche hotel. Dal punto di vista dell'ambientazione, Dead Rising 3 sembra davvero un prodotto eccezionale, una nuova frontiera per il genere d'appartenenza: ci sarà però da vedere quanto sarà estesa la mappa di gioco, che ad una prima occhiata non sembra così vasta come quella di altri colleghi. Poco male: sicuramente è da preferire una città di dimensioni ridotte, se poi questa permette di esplorare negozi, case, strutture sotterranee e rifugi.
Le “SafeHouse” sono una delle novità presentate al Comic-Con. Si tratta di luoghi sicuri opportunamente marchiati dai sopravvissuti, in cui fra l'altro Nick troverà un armadietto con tutte le armi scovate fino a quel momento, ed un guardaroba in cui saranno inseriti tutti i costumi sbloccati. A volte i rifugi andranno bonificati prima di poterli usare: un'operazione sinceramente caldeggiata, dal momento che al loro interno si potranno trovare anche scorte di granate e progetti per le armi speciali. Combinare katane, seghe circolari e bocche da fuoco per creare gli strumenti d'attacco più improbabili sembra essere un altro focus importante della produzione. Nel corso della demo, oltre allo Sledgesaw già adocchiato all'E3, abbiamo potuto vedere semplici pistole tattiche (basta una torcia da attaccare sulla canna) e più assurde Spade Fiammeggianti, composte combinando una lama con un barattolo d'olio da motori. Ad onor del vero questa vena esagerata e surreale, esibita anche nella selezioni di vestiti che è possibile indossare (ci sono tutù e costumi da squalo), è forse l'aspetto meno convincente di una produzione che sembra aver perso un po' lo smalto del primo episodio. Il carattere fortemente nipponico dell'avventura di Frank West qui lascia spazio ad esagerazioni tutte americane, che sembrano più vicine a quelle di un Saint's Row qualunque. Bisognerà valutare ovviamente se questo fare un po' caciarone sia sfruttato dal team in questa fase promozionale, o se faccia parte del carattere dell'avventura principale, di cui ancora si sa poco: nel corso della demo si è avvistata una missione della main quest, ma è davvero troppo poco per capire quali saranno i ritmi e i modi dell'avventura.

Un altro aspetto su cui il team si è focalizzato nel corso della presentazione è l'integrazione con Smart Glass, e quindi con i cosiddetti “second screen”. Sfruttando un tablet a supporto potremo ad esempio visualizzare su di esso la mappa di gioco, ed aggiungere indicatori che verranno visualizzati prontamente sul televisore. Col nostro tablet potremo anche richiamare attacchi aerei di diverso tipo, nella speranza che l'operazione blastatoria non trasformi Dead Rising 3 in un clone zombesco di Mercenari. L'opzione più curiosa e interessante è però quella che permette di usare il vostro cellulare. Nelle prime fasi dell'avventura Nick troverà uno smartphone sul corpo di un agente governativo; sarà possibile a questo punto registrare il vostro terminale, e da quel momento in poi tutte le chiamate arriveranno sul telefono reale. Un tocco di classe non da poco, ed una trovata che siamo sicuri verrà sfruttata moltissimo in futuro (immaginate come potrebbe essere implementata questa opzione in Watchdogs!).
La demo ha infine mostrato la schermata di sviluppo del personaggio: ogni livello guadagnato permette di spendere un punto in varie caratteristiche, dall'agilità alla salute, ma anche di migliorare le nostre doti di improvvisato ingegnere bellico. Per realizzare i progetti, infatti, servono oggetti specifici, ma migliorando la padronanza con determinate categorie di armi sarà possibile, per costruire gli accrocchi più fantasiosi, modificare la “ricetta originale”, utilizzando così strumenti simili (ad esempio una spada al posto di una katana).

Dead Rising 3 E' difficile inquadrare Dead Rising 3 senza avere l'occasione di giocarlo per un po'. Attualmente il team di sviluppo preferisce esibire un'anima da free roaming esagerato, che di sicuro distanzia questo episodio dal primo, storico capitolo, e lo accomuna invece ad altri prodotti un po' più triviali e confusionari. La speranza è quella che lo svolgimento narrativo sia interessante, e che Los Perdidos nasconda ancora boss fight esaltanti e sopravvissuti ormai impazziti. Dovesse essere focalizzato soltanto sulle scorribande in libertà e su questo fare esagerato che ci permette di costruire “cannoni tonanti” e “spade di fuoco”, il titolo potrebbe aver definitivamente perso quello smalto che lo aveva reso celebre ai tempi dell'Xbox 360. Di sicuro risalta il lavoro di caratterizzazione della città: un labirinto di edifici, condotti fognari, cortili interni e strade di provincia, per un'ambientazione densa e dettagliata come poche. Anche l'utilizzo delle funzionalità Smart Glass appare ispirato. Non resta dunque che aspettare una prova con mano per diradare i dubbi appena espressi, e quelli che ancora riguardano il comparto grafico: il numero stratosferico di Zombie contemporaneamente visualizzati a schermo si pagherà in termini di fluidità e dettaglio, oppure Capcom Vancouver avrà ottimizzato al meglio la sua creatura?