Anteprima Dead Rising 3

Dead Rising 3 fa progressi, e ci mostra una divertente modalità cooperativa

anteprima Dead Rising 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Eccessivo fino all'estremo, Dead Rising 3 rappresenta la naturale evoluzione di un brand che ha sempre infiammato gli animi dei fan. O forse dovremmo parlare di "americanizzazione"? Affidato alle cure dello studio Capcom Vancouver (al secolo Blue Castle Games) il titolo ha messo in secondo piano la filosofia fortemente nipponica che caratterizzò la prima avventura di Frank West, per abbracciare valori un po' più spiccioli. L'ossessione per l'open world, la voglia di essere esagerato ad ogni costo (non solo nel numero di Zombie visualizzati a schermo, ma anche nell'elenco di armi assurde e vestitini surreali), e di seguito la voracità del "giocazzeggio" tipico dei sandbox, rendono Dead Rising 3 un titolo profondamente diverso rispetto alle origini della serie.
Non peggiore, di certo: anzi, è proprio grazie a questo fare disimpegnato che il free-roaming di Capcom si mostra come un perfetto launch-title per Xbox One, presentandosi in gran forma ai nastri di partenza della next-gen.
All'ultimo TGS Microsoft ha ben pensato di organizzare una nuova presentazione dopo quella di Colonia, non solo per darci un assaggio della modalità cooperativa, ma anche per rassicurarci sull'avanzamento dei lavori. L'instabilità del framerate, zoppicante e tutt'altro che fluido, è stato uno dei dubbi più forti fin dal momento dell'annuncio, ma dopo averlo visto in azione un'altra volta, possiamo confermare che le cose sono nettamente migliorate, ed al prezzo di qualche rifinitura grafica Dead Rising 3 scorre liscio e senza inciampi.

Fuori di testa

Capcom non perde occasione di ribadire quanto sia fuori di testa il proprio prodotto, tornando ogni volta a stupirci con armi davvero allucinanti. Nel corso del gioco, come saprete se avete seguito il nostro coverage, sarà possibile recuperare alcune "blueprint" che ci permetteranno di fondere gli oggetti raccolti nello scenario, combinandoli in strumenti di morte che definire "creativi" ci pare un sottile eufemismo. Nel corso della demo del TGS abbiamo visto sedie a rotelle combinate con enormi peluche e mitragliatrici, bombole ad aria compressa attaccate ai coni del traffico per un'arma capace di generare un'onda d'urto devastante, ma anche l'ormai celebre moto dotata di rullo schiacciasassi, diventata simbolo della pervasiva esagerazione del titolo.
La presentazione si è focalizzata, tuttavia, sulla componente multigiocatore cooperativa, che permetterà a due videoplayer di affrontare congiuntamente la minaccia Zombie. Il giocatore che deciderà di supportare un amico prenderà il controllo di un personaggio chiamato Dick, un camionista allo sbando. Questo nuovo alter-ego avrà tuttavia le medesime caratteristiche del personaggio principale che l'utente avrà così faticosamente costruito, ed ovviamente tutti i progressi accumulati nel corso delle partite co-op non verranno persi, ma "applicati" a Nick Ramos una volta tornati alla partita principale.
Il sistema pensato da Capcom per questo capitolo è molto diverso rispetto a quello del vecchio episodio: potremo ad esempio raggiungere un amico anche se questo si trova in un capitolo più avanzato dell'avventura, che noi non abbiamo ancora raggiunto. Sarà ovviamente l'host a prendere le decisioni che, a detta del team, condurranno poi a finali diversi, ma una volta tornato alla propria partita il giocatore ospite potrà decidere cosa fare: se mantenere le scelte prese dal compagno o percorrere altre vie. Ovviamente dovrà prima raggiungere il capitolo già giocato: potrà a questo punto saltarlo, mantenendo lo "status quo", oppure affrontarlo nuovamente, e cambiare il corso degli eventi secondo la sua preferenza.
Il sistema è sicuramente molto dinamico ed elimina alla base molti dei problemi che si avevano in Dead Rising 2, ma ci sembra davvero poco rispettoso nei confronti di una trama che, a questo punto, non possiamo far altro che considerare secondaria ai fini dell'esperienza di gioco: un altro elemento in netto contrasto con il passato.

Le sequenze giocate in due, in ogni caso, sono esemplificative dell'eccellente lavoro di ottimizzazione portato avanti dal team. Anche nelle situazioni più concitate Dead Rising 3 si mantiene stabile sui 30 Frame al Secondo: un risultato sicuramente eccellente, viste le incertezze che fin dall'E3 il titolo Capcom aveva mostrato. C'è da dire però che la fluidità impeccabile si paga con un filtro anti-aliasing un po' assenteista, che tende a sparire quando il field of view si apre e torna spesso e volentieri solo in ambienti interni. Rispetto alla qualità tecnica di Ryse, insomma, Dead Rising 3 sembra sicuramente meno incredibile, anche se è vero che il numero di Zombie è sicuramente impressionante, così come la quantità di effetti speciali ed esplosioni.
Per esemplificare, il team di sviluppo ci ha mostrato le opzioni second screen implementate grazie a Smartglass. Ad un certo punto dell'avventura il nostro Nick Ramos entra in possesso di un tablet dell'esercito, con cui può richiamare attacchi aerei e supporto militare. Il bombardamento che già si intravedeva alla fine della demo dell'E3 è semplicemente roboante: uno spettacolo visivo con pochi paragoni. Ovviamente chi ha a disposizione un tablet da connettere alla console può usarlo al posto della versione virtuale inserita in-game, anche per "telefonare ad un amico" e avviare così la partita co-op.
Prima di concludere, il team ci tiene a confermare la presenza di una modalità Nightmare, che rispetto a quella classica reinserisce il limite di tempo per completare l'avventura che ha sempre caratterizzato la saga. Insomma, chi vuole giocare senza impegno, divertendosi ad esplorare lo stravagante sistema di combinazione degli oggetti per costruire armi assurde e improbabili, può farlo senza problemi; mentre chi è alla ricerca di un'esperienza meno leggera, può optare per il Nightmare Mode, in memoria di Frank West.

Dead Rising 3 Usciamo rassicurati dalla presentazione di Dead Rising 3 qui al Tokyo Game Show. Il titolo mostra evidenti progressi proprio sul fronte della stabilità, riuscendo a raggiungere i 30fps anche quando si gioca in co-op. Un risultato eccezionale, se si considerano le falle evidenziate fino a qualche mese fa, che si paga tuttavia con una scena un po' sporca in certi momenti. Vista la velocità con cui il team ha risolto i problemi tecnici, non è detto che la situazione non possa migliorare di qui all'uscita. Per il resto, in coppia o da soli Dead Rising 3 si propone come un free roaming caciarone ed esagerato, così attento ad esaltare la vena assurda e la pantagruelica quantità di zombie, armi, oggetti. Un banchetto ricco per il lancio di Xbox One.

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