GDC 2010

Anteprima Deus Ex: Human Revolution

Nuove informazioni su uno dei seguiti più attesi dell'anno

anteprima Deus Ex: Human Revolution
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc

Il primo Deus Ex, forte dell’originalissimo mix di elementi FPS e RPG che proponeva, incuriosiva milioni di giocatori narrando le vicende di J.C. Denton, un agente di un’unità anti-terrorismo situato in un futuristico 2053.
Si parla ormai di dieci anni fa.
Ancora più lontana, invece, si colloca la radice del nome, il cui significato va ricercato direttamente nell’antico teatro greco, dove con ἀπὸ μηχανὴς θεός (deus ex machina) si indicava quel personaggio - generalmente un dio - preposto a risolvere inaspettatamente una situazione problematica.
Ma bando alle digressioni, approfondibili secondo i gusti e gli interessi individuali, andiamo ora ad analizzare insieme i primissimi dettagli del nuovo titolo Eidos, Deus Ex: Human Revolution, provenienti direttamente dal game director, Jean-Francois Dugas.

Cambiamenti e Tradizioni

Il gioco, parlando di gameplay, riprenderà esattamente le meccaniche già collaudate ampiamente nel primo capitolo: sarà un’alternanza di elementi FPS e RPG a combinarsi, disegnando un orizzonte creativo ed aperto ad innumerevoli possibilità. Proprio come nel recente Heavy Rain, infatti, le scelte del giocatore avranno un’influenza concreta nello svolgersi dell’avventura, e gli sviluppatori tengono a sottolineare le molteplici soluzioni che si potranno adottare per risolvere una situazione. Scelta importante, inoltre, sarà quella riguardante il combat mode: il giocatore sarà chiamato a decidere, tramite varie selezioni in itinere, se adottare uno stile votato maggiormente all’offensiva pura e non troppo calcolata, oppure, al contrario, se basarsi prevalentemente sui calcoli strategici, o ancora, se decidere di non uccidere affatto durante tutta la durata del gioco (lasciando molto spazio ai finali multipli).
Sembra che l’approccio free, quindi, sia uno dei fattori su cui i ragazzi di Eidos Montreal puntano maggiormente: ad una vastissima varietà di situazioni corrisponderanno infatti altrettanti modi per risolverle e con cui affrontarle, e l’uso di ognuno di essi andrà ad inficiare - positivamente o meno - sull’apparato narrativo del gioco, quindi dinamico e mai lineare.
E proprio a proposito del fattore trama, e più specificatamente del suo lato temporale, questo Human Revolution si collocherà venticinque anni prima delle vicende di Denton: sarà un prequel di quel primo Deus Ex che giocavamo nel 2000 sui nostri computer. Ora, soprattutto a chi ha amato ed ha ben colto l’importanza che dieci anni fa era stata data ad inizio e fine dell'avventura, la domanda sorge spontanea: c’era davvero bisogno di un prequel che spiegasse qualcosa? E soprattutto, c’era davvero nel primo capitolo qualcosa di talmente poco chiaro da avallare l’ipotesi (e la conseguente progettazione e realizzazione) di un prequel? Le motivazioni addotte dagli sviluppatori sono molteplici: innanzitutto, loro obiettivo fondamentale è quello di ampliare il target del titolo, così che non sia appannaggio dei fan della serie, e che tutti possano goderne senza che alla voce “requisiti minimi” sia citata la conoscenza di determinati fattori presenti negli altri due capitoli; in secondo luogo, ad essere notevolmente approfondita (ed a fare forse da perno al gioco, o perlomeno all’impianto narrativo che lo regge) sarà la continua lotta tra gli umani “aumentati”, cioè quelli aperti all’uso delle nanotecnologie (anche e soprattutto su se stessi) e quelli conservatori, che ha portato a quel 2053 che chi ha giocato il primo episodio conosce bene. Precisazioni quindi non essenziali ma gradite, non imprescindibili ma preziose, che aiuteranno a delineare meglio il background storico e sociale della serie, andando a sviscerare in profondità le questioni etiche che hanno portato a determinate conseguenze.
Forse, effettivamente sì, c’è qualcosa di talmente oscuro da richiedere un prequel, ma solo nel caso in cui l’input narrante del primo capitolo di Deus Ex sia visto come conseguenza di avvenimenti passati e non come un dogma del tutto slegato da essi.

Ikaros

Le dichiarazioni di Dugas sono contornate da un interessante trailer rilasciato proprio in questi giorni, in occasione della GDC. Il video si apre con una sequenza in computer grafica che mostra Adam Jensen - il protagonista del gioco - in un sogno in cui si trova, deceduto, al centro della celebre scena raffigurata ne "La lezione d'anatomia del dottor Tulp" (Rembrandt, 1632). L’uomo, qualche istante dopo, assumendo una forma piuttosto evanescente, si libra in aria con le sue ampie ali e vola per raggiungere l’estrema luminosità del Sole. Come il più debole ed ostinato degli Icaro, però, è destinato a cadere, sconfitto dalla sua stessa presunzione e da quella cera che sperava gli avrebbe permesso qualcosa in più.
Le origini greche di cui parlavamo all’inizio di questo articolo, nonostante allora riguardassero il lato puramente formale ed etimologico del titolo, sono ora più vigorose che mai, e vedono la loro radice addirittura nel mito. Il delirio di onnipotenza di quell’incosciente Icaro punito per essersi avvicinato troppo al Sole, è facilmente accostabile alla morale su cui si regge Deus Ex: un mondo corrotto, ove l’aumento tecnologico e il suo uso sugli esseri umani può permettere una nuova vita, soggetta però irrimediabilmente agli effetti negativi a cui può portare un uso smodato di artifici umani, che penetrano nella sfera emotiva individuale e la modellano, la modificano, la trasformano a piacimento con il passare degli anni ed implicite illusioni di potere. Sarà uno scenario del genere, devastato dalla lotta all’evoluzione tecnologica ed ai suoi effetti, a costituire lo spesso background del titolo; uno scenario in cui la speranza di una vita migliore è suggellata ed allo stesso tempo minacciata dall’avanzamento delle tecnologie, da sempre armi a doppio taglio a cui l’etica umana non può essere indifferente e verso la cui esagerata espansione è costretta a combattere.
Compiuta la sconfitta di Adam, qualche secondo dopo si torna alla realtà: le sue braccia sono totalmente artificiali, e tra una sigaretta ed un whiskey le sue parole risuonano forti, e riassumono la sua difficoltosa situazione psicologica (e non). “I never asked for this.”, una frase che lascia presagire molto ma nasconde altrettanto, e che allontana concettualmente Adam da Icaro, o almeno le loro intenzioni iniziali.
I produttori, oltre a parlare di una back-story individuale molto approfondita, confermano l’aura di mistero che ruoterà intorno al ferimento del protagonista ed al modo in cui, grazie ai chip impiantatigli nel cervello, la sua vita è stata salvata, senza però alcuna sua volontà di assenso.
Il resto della trama, ad oggi, è oscuro, ma è volontà degli sviluppatori far conoscere qualcosa di più approfondito (magari permettere anche una prova con mano) durante la kermesse losangelina di quest’estate.

Deus Ex: Human Revolution Deus Ex: Human Revolution va a collocarsi venticinque anni prima le vicende di Denton. Un prequel del tutto incentrato sui contrasti civili dovuti all’implementazione o meno delle tecnologie sugli esseri umani, ormai divenuta comunque prassi di difficile opposizione. Gli sviluppatori promettono un mondo ampio e del tutto incline ai cambiamenti dovuti alla vastissima varietà di scelte che avremo nel gioco, supportate poi dai vari percorsi individuali che potremo scegliere di seguire, peraltro con un sottofondo di elementi FPS/RPG che ormai conosciamo bene. Ancora nessuna informazione riguardo l’impianto narrativo, per il quale dovremo aspettare almeno il prossimo E3.

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