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Anteprima Deus Ex: Human Revolution

La distopia di Deus Ex torna su console e PC: mostrate sequenze in-game al GamesCom

anteprima Deus Ex: Human Revolution
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc

Deus Ex non ha certo bisogno di presentazioni: lanciato su PC dall’immenso Warren Spector nell’ormai lontano 2000, dopo un secondo capitolo (datato 2004) non proprio esaltante, sta per fare il suo ritorno su console e PC. Dimenticate JC Denton e il suo clone Alex: Human Revolution scava nel passato della distopia immaginata da Looking Glass, riportandoci in un’America non ancora completamente trasformata dagli impianti cibernetici.
Durante la presentazione a porte chiuse che gli sviluppatori hanno tenuto allo stand di Square - Enix qui alla GamesCom abbiamo potuto vedere una nuova missione tratta dalla campagna single player e, per mostrarci come il gameplay del gioco varia in base alle scelte del giocatore, uno dei designer l’ha rifatta per tre volte consecutive, applicando in ogni situazione un approccio diverso.
Adam Jensen è un ex agente governativo dal passato non proprio pulito: una militanza nella polizia di Detroit, poi i corpi speciali SWAT, poi i servizi segreti. Una carriera senza macchia, affossata da una sola tragedia: la classica missione andata male in cui ha perso la vita un’innocente. E quando l’innocente in questione è un neonato si capisce subito come qualche testa debba saltare, anche solo per motivi di facciata. Riciclatosi nel mondo della vigilanza privata, Jensen è diventato responsabile per la sicurezza di una delle più importanti multinazionali operative nel settore dei potenziamenti cibernetici, una nuova branca della bioingegneria che permette ai normali esseri umani di trascendere le loro limitazioni fisiche conquistando una forza erculea, supervelocità, vista a raggi X, nonché alcune abilità mentali e telecinetiche. Il nostro Adam è stato uno dei primi soggetti a sottoporsi all’operazione e, grazie al suo nuovo status di supersoldato, ha scalato rapidamente i ranghi dell’organizzazione, diventando responsabile globale per la security. Proprio in questa veste è stato mandato a Detroit, con una missione decisamente impegnativa: entrare nella stazione di Polizia più grande della città e recuperare un Chip impiantato nel cranio di un ex terrorista, membro di un gruppo per l’integrità umana (una setta di iperfanatici contrari a ogni innesto cibertronico), conservato all’obitorio della polizia scientifica.
Il primo approccio che ci viene mostrato è quello classico da "Terminator": Jensen entra dalla porta principale, estrae un mitra e comincia a sparare; veloce, non propriamente indolore, e molto efficiente, in pochi minuti siamo all’obitorio, abbiamo recuperato il chip e siamo pronti per fuggire. Peccato però che tutte le telecamere a circuito chiuso ci abbiano ripreso la faccia: siamo stati schedati come nemici pubblici e ogni nostra copertura a Detroit é compromessa per sempre. Inutile dire che da qui in poi la storia prende una piega di un certo tipo che, però, non abbiamo potuto vedere.
Durante il secondo playtrought abbiamo potuto vedere un avvicinamento meno violento: dopo essere entrati nella stazione abbiamo parlato con il poliziotto alla reception, che si rivelerà essere un nostro ex commilitone (con qualche sassolino nella scarpa da togliersi). Finiti i convenevoli di rito possiamo decidere come interagire, se mostrare arroganza, cortesia o gentilezza. Usando le buone otteniamo senza troppi problemi l’accesso completo alle strutture della stazione, compreso il pass per le aree “restricted”: da qui in poi possiamo procedere tranquillamente fino al cadavere, prendere il nostro processore e uscire di nuovo dalla porta principale, senza colpo ferire e privi di alcun sospetto sulle nostre attività.
Nella terza e ultima dimostrazione lo stealth ha fatto da padrone, infatti ci siamo intrufolati nel palazzo da una porta secondaria che abbiamo dovuto scassinare, risolvendo un minigame di hacking basato sull’indirizzare le informazioni contro il firewall corretto prima che i software di protezione capissero da dove provenisse l’attacco. Una volta dentro, correndo di riparo in riparo si può arrivare al seminterrato, sfruttando al contempo anche alcuni dei potenziamenti di cui Jensen è fornito, come la vista a infrarossi (fondamentale per capire la disposizione delle guardie) e la mimetica ambientale, capace di renderci totalmente invisibili per qualche secondo. Anche qui il raggiungimento del nostro obiettivo è subordinato alle scelte che faremo: se i poliziotti ci scopriranno potremo fuggire per nascondere la nostra identità oppure attaccare a testa bassa, con tutte le conseguenze del caso.

Tecnicamente il gioco sembra esserci; la grafica è ottima, con volti e modelli poligonali già piuttosto avanti nella struttura ed ambienti alla Blade Runner, con grattacieli altissimi, nuvole di pioggia permanenti e, in generale, un senso di oppressione che non ci abbandona mai. Per quanto riguarda il motore fisico abbiamo notato un’ottima interattività degli oggetti, un po’ meno incisivi gli effetti dei colpi sugli ambienti sui muri e sulle strutture architettoniche, ma data l’uscita é relativamente lontana -si parla di Febbraio 2011- e siamo certi che Eidos avrà tutto il tempo per rifinire quello che si prospetta come uno dei titoli più importanti della prossima stagione.

Deus Ex: Human Revolution Deus Ex Human Revolution segna il grande ritorno di uno dei brand storici della nostra industry, con un nuovo personaggio e un’avventura che ci permetterà di scoprire i più reconditi segreti dei potenziamenti cibernetici e le oscure macchinazioni che si tramano all’ombra di Jensen, Denton e gli altri comprimari.

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