Anteprima Dishonored

Lo stealth RPG nella Londra steampunk di Arkane Studios!

anteprima Dishonored
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Molto spesso si parla di quel capolavoro del primo Deus Ex. Dopo l'ottimo seguito da parte di Eidos Montreal e degli accenni ispiratori nel discusso recente Syndicate, è la volta di Arkane Studios di dire la sua nel particolare scenario di prodotti derivati dal capolavoro Ion Storm. In questo caso però, Harvey Smith ci ha lavorato direttamente: il lead game designer di Dishonored si occupò dell'FPS con elementi stealth ed RPG che ancora oggi affascina chiunque vi si cimenti. Il nuovo titolo prodotto da Bethesda ne ricalca gli stilemi e durante la sessione giocata a Londra abbiamo assistito alle diverse scelte possibili nell'affrontare questo particolare tipo di approccio; aperto, non-lineare, quasi sandbox, dona ai giocatori la possibilità di decidere come affrontare ogni situazione in mappe vaste e ricche di situazioni esplorabili. Benvenuti nella città di Dunwall. Nel cupo universo steampunk scaturito dall'arte di Viktor Antonov, ricordato dai più per la creazione di City 17 e un certo Half-Life 2.

Come ratti

Corvo è una guardia incastrata e imprigionata dall'attuale reggente del regno di Pandyssian per l'assassinio dell'imperatrice che aveva giurato di proteggere. L'odio e la vendetta sono quindi le sue nuove ragioni di vita, ma non è il solo a volere la disfatta del nuovo governo. Sporco e sudicio, viene liberato dalle celle in cui si trovava in attesa dell'esecuzione capitale da un losco figuro che lo marchia a vita, donandogli nuovi poteri e manovrandolo verso fini non noti, con la promessa di saziare la sua sete e riscattarsi.
Dunwall è una città sull'orlo del collasso, infestata dai ratti che stanno aumentando il rischio di infezione di una pandemia inarrestabile. E' il focolaio di questa malattia che il nuovo governo non riesce a estirpare nemmeno grazie all'intervento dei due famosi Alchimisti del regno, che hanno però contribuito quanto meno a contenerla grazie alle loro formule rigorosamente

"Maschera e cappuccio levato in testa sono i due tratti distintivi di ogni assassino nella reinventata Londra rinascimentale del nuovo titolo Bethesda."

custodite dal regime. Anche il nostro cupo proptagonista dovrà usare le conoscenze alchemiche per evitare il peggio, per non finire schiacciato come un mollusco di fronte all'incontenibile malattia che dilaga nei diversi settori ormai in quarantena.
Due barre poste all'angolo superiore dello schermo segnalano vitalità ed energia di Corvo, che dovrà bere i due appositi intrugli per recuperare le forze. E' sempre interessante quando una meccanica basilare come il classico sistema di gestione a barre dei punti ferita e dell'energia viene inserito nel lore del gioco. Dishonored è struturato su missioni in mappe aperte, con diversi obiettivi ciascuna, tutti volti -apparentemente- a sovvertire l'ordine marziale del reggente. Si inizierà sempre a bordo di una imbarcazione che percorrerà i canali di Dunwall fino al quartiere dove risiedono le personalità e i funzionari che dovremo assassinare. Maschera e cappuccio levato in testa sono i due tratti distintivi di ogni assassino nella reinventata Londra rinascimentale del nuovo titolo Bethesda. Non può non venire alla mente Assassin's Creed di Ubisoft, ma in Dishonored dovremo stare molto attenti alle nostre mosse.

Una volta approdati occorrerà esplorare la zona, capire le debolezze e le forze degli edifici in cui infiltrarci per togliere di mezzo i corrotti esponenti del nuovo governo. Raccoglieremo informazioni dai locali, svolgendo anche alcune missioni secondarie non necessarie per il fine ultimo preposto, ma che, se svolte, ci permetteranno di guadagnare diversi vantaggi tattici per sorprendere gli ignari bersagli. La missione mostrata in realtà partiva direttamente davanti all'edificio da penetrare e non abbiamo potuto vedere coi nostri occhi come si svolgono i momenti precedenti all'assassinio vero e proprio. I bersagli erano due fratelli responsabili in qualche modo del piano ordito per incastrare Corvo, abituali frequentatori di un bordello degradato nella zona centrale di Dunwall. Rimanendo nell'ombra il programmatore che giocava si è impossessato subito di un ratto, diventando egli stesso un putrescente roditore per sgattaiolare in tutta furtività dentro ai camerini retrostanti all'ingresso principale. Le abilità di Corvo hanno davvero del soprannaturale. La possessione di ogni animale era già stata mostrata e permetterà di alterare la sua forma fisica per ingannare le guardie di ronda e gli altri pericoli. Tra le altre a disposizione nel menu a scomparsa, impostato come la classica ruota che ritroviamo anche in The Witcher 2, citiamo la possibilità di fermare completamente il tempo per qualche istante, teletrasportarsi per brevi distanze lungo una linea retta e poter visualizzare a schermo i nemici in una specie di visuale termica denominata Dark Vision, grazie alla quale riconosceremo anche la direzione degli sguardi dei nemici. Si perchè Dishonored vuole riproporre delle meccaniche stealth simili al glorioso Thief: The Dark Project. Attenzione al rumore dei passi quindi, a dove la vostra ombra verrà proiettata e agli sguardi indagatori di chi sta passando vicino al vostro angolo buio. In verità, ad ammissione dello stesso Harvey Smith, il rigore quasi simulativo dei tioli Looking Glass non è l'obiettivo di Arkane. Ci è infatti sembrato che si potesse passare decisamente vicino alle guardie in perlustrazione, senza che esse si accorgessero di nulla. Utile in questi casi mettere le mani nelle tasche di un nemico, magari trovando qualche chiave o qualche oggetto di particolare importanza, rubandoglielo.
Si potrà dunque non versare una singola goccia di sangue, ad eccezione di quello dei bersagli ovviamente; ma non solo. Infatti l'allarme generale scatterà anche se una pattuhglia incappa in oggetti sospetti o in corpi svenuti o morti dei colleghi. Una volta che in silenzio riusciremo ad avere ragione di una guardia, dovremo quindi preoccuparci di occultarne il cadavere. Le figure importanti invece sarà meglio toglierle di mezzo in modi più sottili di una lama conficcata nel cuore, onde evitare spiacevoli ripercussioni sulla lunga distanza. In questo senso ci è stato mostrato che ogni finestra e ogni accesso agli edifici delle mappe possano essere violati e sfruttati a nostro vantaggio. Il primo dei due fratelli della missione mostrata è stato eliminato impossessandosi del suo corpo e fingendo un suicidio dal balcone, uscendo ovviamente dalla possessione poco prima del salto nel vuoto. Il secondo invece stava lussuriosamente facendo ua sauna con una discinta pulzella: è bastato rimuovere un ingranaggio dalla camera a vapore per bollire entrambi nella stanza del piacere.

All'arma bianca

Gli approcci sono dunque molteplici e le abilità a disposizione dovranno essere usate in modo creativo per non farci scoprire. Ma i combattimenti non sono certo assenti in Dishonored. Anzi l'approccio brutale, senza velleità dissimulative, è incoraggiato dagli stessi programmatori che hanno posto l'accento sulla dualità del loro titolo: sarà possibile

"La Spring Trap consiste in un brutale ordigno che tramite una molla a pressione fa scattare una pioggia di lame sul malcapitato, dissezionandolo in una grottesca sequenza di morte. "

semplicemente affrontare le situazioni armati di spada e balestra, mietendo vittime su vittime. Sorprendendo un nemico alle spalle potremo quasi istantaneamente ucciderlo ed usarlo come scudo contro gli avversari ormai allertati. Non vengono però ricalcate del tutto le dinamiche shooter assimilabili a un Bioshock qualunque. Anche in questo caso dovremo ragionare su quale abilità usare per uccidere gli avversari che avremo di fronte. Non abbiamo capito dalla breve presentazione quali siano fisicamente i comandi che permettono un uso indipendente delle due mani di Corvo, ma tra fendenti, parate e sparatorie occorrerà ben di più della buona mira per uccidere a viso aperto i nemici. La missione è stata quindi riaffrontata per mostrare il combat-system, senza preoccuparsi di furtività e coperture. La libertà d'esplorazione è risultata in ogni caso la regina di Dishonored e ogni singola struttura sulla mappa avrà innumerevoli pertugi e stanze più o meno sicure tutte visitabili. Durante il secondo playthrough è stato anche mostrato il sistema di progressione del personaggio. Lungo le missioni troveremo in zone più o meno nascoste delle rune da spendere direttamente nello skill-tree a ruota di cui sopra. In tutto il gioco ci saranno circa 50 rune da raccogliere: un numero che non permetterà di ottenere tutte le abilità. Queste ultime sono sempre divise in due livelli di potenza e, se per sbloccare il primo ce ne servirà solo una manciata, per avere anche il secondo dovremo spenderne parecchie. Ad esempio sbloccando il secondo livello della possessione potremo entrare nei corpi non solo degli animali, ma anche degli esseri umani. Inoltre troveremo dei piccoli ciondoli d'osso che aumenteranno ulteriormente la potenza delle varie abilità, ma mai in modo diretto. Questi macabri ninnoli sbloccano di fatto alcune opzioni specifiche, come l'utilizzo di alcune proprietà peculiari di diversi tipi di ratti di cui impossessarci: ad esempio se entreremo nel corpo di un ratto bianco, potremo guarire la nostra salute bevendo dalle fontane di Dunwall. Non ci è dato modo per ora di sapere quanto peseranno queste particolari personalizzazioni, ma sulla carta sembrano davvero intuizioni degne dell'esperienza decennale accumulata dei membri Arkane che lavorarono su Deus Ex.

In ogni caso le possibilità permesse da questo approccio totalmente non lineare nelle missioni da svolgere, ci porrà innanzi ad alcune scelte etiche e morali. A seconda di come ci comporteremo, muteremo la stessa Dunwall e i comprtamenti dei suoi abitanti, nemici e alleati. Non è ancora chiaro cosa in effetti comporterà in termini di gameplay, storia e dialoghi, ma diventare delle macchine di morte

"Le figure importanti sarà meglio toglierle di mezzo in modi più sottili di una lama conficcata nel cuore, onde evitare spiacevoli ripercussioni sulla lunga distanza."

spaventerà l'intera città, sbloccando l'accesso a missioni leggermente differenti per obiettivi e scopi. Infine l'arsenale di Corvo, oltre a diverse lame e armi a distanza, è composto da alcune trappole ed oggetti particolari, come la Spring Trap e gli Sleeping Darts. La prima in special modo consiste in un brutale ordigno che tramite una molla a pressione fa scattare una pioggia di lame sul malcapitato, dissezionandolo in una grottesca sequenza di morte. Saranno presenti anche altri gadget da utilizzare, ma per ora non sappiamo di cosa si tratti, sebbene ci sia stato riferito che saranno presenti alcuni negozi in cui acquistarli, magari rubando il portafogli di qualche ignaro passante.

Dishonored Dishonored mostra una seconda volta il suo cupo volto steampunk, senza in verità scoprire molte delle sue carte. Il dualismo del gameplay, tra scontri armati e sessioni stealth sarà siocuramente il suo punto di forza insieme alla struttura non lineare delle singole missioni. Un parco abilità variegato e inaccessibile nella sua completezza durante un singolo playthrough, vogliono garantire un'elevata rigiocabilità, incentivata anche da scelte e missioni differenti a seconda dell'approccio usato per svolgerle. Il rischio in questo caso è pittosto concreto: quanto peserà nell'economia di gioco affrontare una situazione ricorrendo all'astuzia o alla forza bruta? Il rischio di incappare in uno sbilanciamento di un approccio rispetto ad un altro ci è sembrato elevato, forse memori di Human Revolution in cui sparare senza pietà rendeva l'intero titolo ben più facile rispetto ad ordire complicati piani nell'ombra. Nonostante questo nostro dubbio Dishonored ha tutte le carte in tavola per affascinare i giocatori grazie al particolare miscuglio che lo distingue dagli altri FPS. La strada della vendetta è sempre macchiata di sangue. Sangue che a Dunwall sporca ogni inferriata e metallica costruzione, ogni anfratto e ogni ingranaggio dei cunicoli che la attraversano. Dovremo però aspettare ancora qualche mese per avere maggiori informazioni, sperando questa volta di impersonare direttamente il cupo protagonista.

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