TGS 2011

Anteprima DmC: Devil May Cry

Da bistrattato restyling a intrigante reboot

anteprima DmC: Devil May Cry
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

La forza della pazienza

Bistrattato, svilito e persino osteggiato da un’immediata corsa alla raccolta firme per bloccarne lo sviluppo. DmC: Devil May Cry, reboot della famosa saga Capcom, se l’è vista brutta sin dal primo giorno del suo annuncio. Orde di fan impazziti si abbatterono su Ninja Theory, e sulla sua rilettura di Dante, come belve inferocite e indignate per il trattamento che il loro beniamino aveva subito. Seppur consapevoli di un necessario svecchiamento del brand, evidenziato da un quarto capitolo ancora funzionale ma in evidente debito d’ossigeno, in pochi seppero trattenere un’immediata ed esagerata reazione.
Eppure la software house già famosa per Heavenly Sword e Enslaved: Odyssey To The West, armata di tanta pazienza e fiducia nella sua creatura, trailer dopo trailer ha saputo scardinare lo scetticismo di molti, riuscendo a trasformare la diffidenza in sincera curiosità per un prodotto che mostra un carattere sempre più peculiare, senza per questo stravolgere completamente l’universo immaginifico di riferimento.
Il TGS appena conclusosi ha rappresentato un’occasione ideale per eliminare ulteriormente i pregiudizi nati intorno a DmC: Devil May Cry.

Esnlaved May Cry

Per chi non conoscesse la saga, questo nuovo episodio cambia ben poche carte in tavola a livello generale. Anche questa volta si avrà a che fare con un picchiaduro a scorrimento 3D, ambientato in una Terra infestata da demoni e altre mostruosità che di tanto in tanto tentano di prendere il controllo del pianeta. Ad opporsi al male ci sarà il solito Dante, figlio del demone Sparda e dell’umana Eva. In questo capitolo avrete a che fare con un Dante piuttosto giovane, stratagemma utilizzato dagli sviluppatori per due fini: giustificare il reboot della saga e offrire una scusa plausibile per operare l’ormai noto restyling del protagonista.
Purtroppo scarseggiano ulteriori dettagli sulla trama. Sappiamo che il nostro verrà sottoposto ad un interrogatorio piuttosto violento e che un’oscura presenza lo tiene costantemente d’occhio servendosi di telecamere sparpagliate per la città che rappresenterà una delle ambientazioni del gioco.
Come già anticipato, nel corso del TGS c’è stata nuovamente l’occasione di vedere il titolo, che si è presentato con una breve demo divisa in due distinte sezioni.
La prima di queste si è aperta con una scena non interattiva in cui Dante, accompagnato da un personaggio femminile di cui al momento non sappiamo nulla, passeggia per le anonime e grigie stradine di un quartiere metropolitano. Improvvisamente una telecamera individua il nostro, avviando così un processo di trasformazione estetica e architettonica della zona. Il grigiore lascia il posto al cielo azzurro, mentre la luce del sole rende brillante e vibrante ciò che un attimo prima appariva smorto e fatiscente. Come se non bastasse, intorno a Dante compaiono cancelli, rendendogli impossibile proseguire per la sua strada, e i palazzi si espandono in varie direzioni, creando complessi che nel mondo reale non potrebbero esistere in alcun modo.
La prima sensazione che si ha, una volta completata la trasformazione dell’ambiente, è quello di trovarsi di fronte a una versione di Enslaved con demoni e ammazza-demoni al posto di robot e Monkey. L’analogia, pur efficacissima, potrebbe far storcere il naso agli amanti delle ambientazioni dark e gotiche, ma il risultato artistico raggiunto è di primissima fattura: al di là del gusto del singolo, lo spettacolo offerto da Ninja Theory è d’impatto e affascinante al punto giusto.

La falce e il rampino

Lasciamo però da parte l'estetica: Dante non si trova certo lì per fare il critico d’arte. I demoni comparsi stanno infatti aspettando la loro dose giornaliera di piombo e ferro.
Anche da questo punto di vista DmC: Devil May Cry non cambia apparentemente nulla. Come in passato le armi principali dell’eroe sono due: spada per il corpo a corpo, coppia di pistole per colpire dalla distanza. A differire è l’approccio di ogni scontro, molto più tecnico che in passato e pronto a svilupparsi di continuo in verticale. Dante è infatti equipaggiato di un pratico rampino, utile sia per appendersi ad alcuni elementi dello scenario, sia per arpionare e tirare verso di sé i nemici. Sebbene sia possibile sfruttare il gadget anche con i piedi ben piantati sul suolo, la demo stessa ci ha mostrato come sia estremamente più efficace per prolungare la concatenazione di colpi quando i nemici vengono sbalzati a mezz’aria.
Il combat system è inoltre ulteriormente impreziosito dalla seconda arma bianca in possesso di Dante, apparentemente alternabile alla spada in qualsiasi istante. Stiamo parlando della falce, capace di rapidi colpi estremamente coreografici, ma anche di potenti e lente combinazioni di attacchi dagli effetti devastanti.
Il risultato pare già da ora estremamente godibile ed efficace. Dante, nonostante l’aspetto, sembra molto più agile e a suo agio del sé stesso più anziano apprezzato nei capitoli precedenti. Attaccare un nemico con le pistole, saltare, attirarlo a sé con il rampino e continuare a riempirlo di botte alternando falce e spada è una goduria per gli occhi (perché Dante non dimentica mai di essere stiloso) e per la mente (impegnata a ordinare alle dita i comandi giusti per concatenare combo su combo).
La seconda sezione della demo è invece stata utile per mostrarci il primo dei poteri in possesso del giovane Dante. Ambientato in una sorta di torre sospesa nel vuoto, l’eroe doveva prima raggiungere un ampio cortile, saltando di piattaforma in piattaforma e aiutandosi con il rampino a raggiungere ubicazioni altrimenti troppo distanti. Raggiunto il luogo, un gruppo di demoni è apparso dal nulla. Qui, dopo una brevissima scena non interattiva, Dante ha subito una trasformazione attivando così il potere speciale: i suoi capelli sono diventati bianchi, il suo cappotto rosso e i nemici sono stati proiettati in aria, rimanendo inermi e immobili ad attendere il loro turno di botte da orbi.
Eliminato il gruppo di nemici si è conclusa anche la seconda parte della demo.

DmC: Devil May Cry DmC: Devil May Cry ha ufficialmente abbattuto i pregiudizi che lo assediavano. Dopo questa doppia demo mostrata al TGS, non possiamo che attendere con ancor più impazienza questo reboot della saga. Se a livello stilistico qualcuno potrà ancora storcere il naso (nonostante una ricerca artistica raramente vista altrove), il gameplay promette una giocabilità assolutamente sconosciuta al predecessore. L'idea di donare a Dante un rampino e una seconda arma bianca alternabile in qualsiasi istante, infatti, apre le porte a un combat system promettente ed estremamente più intricato che in passato. Purtroppo manca ancora molto alla release, ma se queste sono le premesse, aspetteremo con pazienza che Ninja Theory faccia tutto ciò che deve fare.