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Anteprima Dragon Age: Inquisition

Trapelano le prime informazioni sul nuovo capitolo del famoso RPG targato Bioware

anteprima Dragon Age: Inquisition
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
 Roberto de Luca Roberto de Luca scopre il meraviglioso mondo dei videogame quando nel 1996 suo padre gli regala una Playstation nuova fiammante. Grande appassionato di qualsiasi cosa riguardi gli zombie, adora gli sparatutto in soggettiva, i tatuaggi ed il buon vino. Lo potete trovare su Facebook e su Google Plus.

Il breve trailer di Dragon Age: Inquisition mostrato alla conferenza pre-E3 di Electronic Arts ha colto di sorpresa sia i presenti che i numerosi fan che hanno seguito in diretta l'evento da casa. Di colpo, l'attenzione che prima era per Battlefield 4, FIFA 14 e Titanfall, si è subito spostata sul sequel della celebra saga fantasy sviluppata da Bioware; purtroppo però il filmato non ha fatto mostrate sequenze di gameplay, preferendo concentrarsi su spettacolari immagini in computer grafica. Per fortuna, alcuni programmatori, intervistati dopo la kermesse losangelina, hanno rivelato alcuni interessanti retroscena del titolo, che farà la sua comparsa sugli scaffali durante l'ultimo quadrimestre del 2014.

Aspettative e premesse

Il trailer presentato a Los Angeles ci mostra il ritorno di protagonisti ben noti ai fan della saga, che si trovano in un mondo devastato dalla guerra. Interi regni cadono in ginocchio, fragili alleanze di comodo si sgretolano, e la fede negli dei vacilla. Condensatissimo e ben ritmato, il filmato mostra i cadaveri ammassati di fronte ai castelli sotto assedio, e poi la furia della battaglia: le catapulte che vomitano i loro proiettili di fuoco sulle mura già indebolite di un'immensa fortezza, la foga degli eserciti che la assaltano.
Me è proprio nel bel mezzo del conflitto che l'oscurità malevola che sembra tenere sotto scacco tutte le terre conosciute si svela nella sua forma più tremenda: uno squarcio si apre nel cielo, ed una pioggia di lapilli fluorescenti annuncia la discesa terribile di creature infernali. Per qualche secondo il trailer di Inquisition abbraccia insolite tinte horror, mentre la fenditura partorisce l'ultimo e più spaventoso mostro: un gigantesco dragone.
Prima di sfumare sul nero, la sequenza ci rivela finalmente chi si nasconde dietro la voce narrante: Morrigan, l'incantatrice di Dragon Age Origins, che sarà molto probabilmente uno dei protagonisti di questo terzo capitolo da poco annunciato. La domanda posta agli spettatori da Morrigan alla fine del trailer ("Affronterai l'oscurità o condurrai il mondo alla fine amara?") suggerisce una qualche libertà decisionale che permetterà al giocatore di plasmare le sorti del regno, anche se al momento questo particolare resta avvolto nel mistero. Una cosa però è certa, ossia che Inquisition sarà ambientato nelle ormai famose terre di Thedas e la superficie esplorabile del continente sarà molto più vasta rispetto alle versioni precedenti, con l'aggiunta di territori inediti e di conseguenza nuovi nemici.

Altre informazioni, dicevamo, sono emerse grazie alle dichiarazioni ufficiali dei portavoce Bioware, che hanno fatto luce su ciò che dovremmo aspettarci dal progetto. Si è così capito che il terzo capitolo di Dragon Age non deve esser visto come un sequel diretto del primo e secondo capitolo (seppur connesso ad essi in molti modi), ma come un gioco unico, un nuovo inizio fruibile anche da chi non conosce gli eventi della serie: da qui l'abbandono della numerazione progressiva.
I giocatori, se vorranno, potranno anche importare i vecchi salvataggi, in modo tale che le decisioni prese in passato abbiano un ruolo primario anche in Inquisition. Speriamo che in questo caso l'influenza delle scelte dei capitoli precedenti sia quantomeno consistente: se dovesse ripetersi quello che è successo con Mass Effect, in cui nonostante una continuità narrativa l'influenza delle vecchie decisioni era del tutto marginale, in molti potrebbero rimanere con l'amaro in bocca.
Il paragone con Mass Effect non è per altro casuale: sembra infatti che Dragon Age III ed il già annunciato quarto capitolo della saga fantascientifica saranno connessi anche per quanto riguarda il gameplay (non è un segreto che entrambe le produzioni condividano anche lo stesso motore grafico, il Frostbite 3 di DICE, che promette faville). Del resto lo sviluppo parallelo dei due progetti fa in modo che i team responsabili possano comunicare e prendere spunto l'uno dall'altro soprattutto per quanto riguarda il perfezionamento delle meccaniche di gioco.

Ovviamente nulla si sa di questo misterioso gameplay (speriamo però che sia Mass Effect che Dragon Age decidano si svecchiarsi un po'). Solo la finalità del team è ben chiara: Bioware vuole ampliare gli orizzonti di gioco, rendendo l'esperienza più aperta, e seguendo quindi quella che sembra una vera e propria mania per l'Open World. Che l'impronta Free Roaming sia destinata a diventare uno dei marchi di fabbrica di questa nuova generazione in arrivo?
Tornando momentaneamente sul gameplay, stando alle prime voci di corridoio sembra che in Inquisition vedremo il ritorno del quest system di Dragon Age II: sarebbe sicuramente un punto a favore, data la facilità con cui si potevano gestire incarichi primari e secondari. La gestione dei personaggi dovrebbe invece essere ripresa da Origins, ed alle "origini" dovrebbe tornare anche il sistema di combattimento, riveduto e corretto per l'occasione ma lontano da quello -poco apprezzato dai fan- del secondo episodio. In effetti una virata action più marcata non farebbe male alla saga.

Dragon Age: Inquisition Non sono moltissime le informazioni fin’ora divulgate su Dragon Age: Inquisition, ma finalmente si riesce a intravedere la struttura generale del progetto. Inquisition vuole essere più grande, più impegnativo e più completo dei suoi predecessori, pur non rinnegando le proprie origini, e anzi recuperando sapientemente gli elementi migliori dei primi due capitoli. Certo è che una svolta sul fronte del gameplay è quantomai necessaria, dopo i passi falsi del secondo episodio. La mancata presenza all'E3 significa che al momento il gioco non è ancora pronto per essere mostrato e di sicuro il lavoro da fare è ancora moltissimo (come suggerisce il periodo d’uscita). Speriamo che Bioware torni a mostrare le unghie, dopo una generazione in cui non tutte le ciambelle gli sono uscite col buco.