Anteprima Dragon Commander

Magia e tecnologia nel nuovo RTS Larian Studios

anteprima Dragon Commander
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Dal team belga Larian Studios le sorprese quest'anno non sono certo mancate: dopo l'annuncio a sorpresa di Divinity: Original Sin si è scoperto che un altro prodotto è attualmente in lavorazione. Il suo nome è Dragon Commander e si tratta di un RTS fantasy con elementi ruolistici e gestionali/diplomatici, che presenta addirittura inattesi risvolti da action, per un prodotto sicuramente eterogeneo ma molto originale. Dragon Commander sfrutta anch'esso il background della celebre saga di Divinity, ma è ambientato secoli prima della saga regolare, così che il team di sviluppo possa sbizzarrirsi a raccontare vicende ed episodi di un passato lontanissimo, senza troppe costrizioni ma in grado di connettersi in qualche modo con il "lore" della serie che molti appassionati hanno imparato ad apprezzare. Dopo aver assistito ad una lunga presentazione della versione alpha possiamo di certo affermare che i ragazzi di Larian, nonostante le poche risorse a disposizione, si stanno impegnando al massimo per riappropriarsi di una fetta consistente del mercato PC, con un prodotto lodevole e sempre sopra le righe. A colpire non è solo la commistione di generi, ma anche il fatto che le battaglie si svolgono in gran parte nei cieli, con il massiccio impiego di unità aeree.

DRAGHI E JETPACK

Dragon Commander è ambientato ancora una volta nelle terre di Rivellion, in un passato dove tecnologia e magia convivevano in armonia. Il giocatore rivestirà i panni di un principe, cavaliere del drago, il cui padre è stato assassinato a causa del suo rifiuto di convertirsi ad una nuova religione che minaccia tutte le nazioni dell'impero, popolate -lo ricordiamo per chi non conosce la saga- da elfi, nani, folletti, non morti, maghi e umani. Starà quindi a noi fronteggiare questo nuovo nemico (i seguaci dell'Unico Dio, che si oppongono al politeismo), e per farlo dovremo riunire i popoli di Rivellion in un'alleanza, tessendo relazioni diplomatiche o costringendoli con la forza ad unirsi alla causa.
Il gameplay è fondamentalmente suddiviso in due parti distinte: una gestionale/diplomatica a turni, ed una strategica in tempo reale, in un intreccio idealmente molto simile a quello visto nella serie Total War di Creative Assembly, anche se con alcune sostanziali differenze: basti pensare che nel corso delle battaglie Dragon Commander non si risparmia addirittura un'intensa componente Action.

"E' possibile condurre l'azione seguendo i ritmi di un classico RTS: con una visuale dall'alto possiamo gestire nel dettaglio il nostro esercito volante. La particolarità di questo prodotto, annunciata dal titolo stesso, è però la possibilità di prendere il controllo diretto del protagonista, in grado di trasformarsi in Drago"

La parte gestionale sarà ambientata a bordo della Raven, una nave volante che fungerà da quartier generale. Potremmo girare liberamente per le varie stanze e ciascuna di esse avrà la sua funzione specifica: saremo in grado di eseguire upgrade per le nostre truppe, condurre ricerche, avviare relazioni diplomatiche e disporre le truppe sul continente. Gran parte del tempo che spenderemo sulla nave la passeremo dialogando con i vari personaggi a bordo: consiglieri di guerra, alleati e ambasciatori. Attraverso un sistema a risposta multipla potremo decidere con chi schierarci e cosa fare per ottenere il favore dei popoli di Rivellion. Ad esempio, abbiamo osservato una situazione in cui gli elfi avrebbero potuto offrirci delle truppe aggiuntive, utili per smussare la nostra inferiorità numerica con il nemico. Per ingraziarsi il loro favore la nostra sposa (anch'essa un elfo) chiedeva di curare gli uomini del nostro esercito feriti in una battaglia precedente, ma per poter esaudire i desideri della mogliettina con le orecchie a punta avremmo avuto bisogno di un prete appartenente alla stessa religione che nostro padre rifiutò. A questo punto decliniamo l'offerta, che ci avrebbe concesso un vantaggio sotto forma di "carta": una sorta di abilità da giocare nella seconda fase della componente gestionale, strutturata quasi come un gioco di strategia alla stregua di Risiko. Alle volte la necessitò di guadagnare questi "bonus" da spendere con dovuta proprietà ci chiederà di scendere a compromessi con il nostro rigore, in una fase che caratterizza in maniera impeccabile il titolo, facendo da ottimo contrappunto alle battaglie vere e proprie, e costruendo meticolosamente un'atmosfera solidissima.
Dopo aver sbrigato le formalità "burocratiche" ci spostiamo sulla mappa tattica, in un'altra fase preparatoria: tramite un sistema a turni del tutto simile a Total War, potremo rinforzare i nostri eserciti, destinando rinforzi e approvvigionamenti, giocando le carte accumulate grazie alle nostre decisioni, reclutando nuovi capitani con cui comandare le varie squadriglie di unità.
Passati infine sul campo di battaglia vero e proprio, scopriamo in Dragon Commander un prodotto ancora più variegato di quello che ci aspettavamo. E' possibile condurre l'azione seguendo i ritmi di un classico RTS: con una visuale dall'alto possiamo gestire nel dettaglio il nostro esercito volante. La particolarità di questo prodotto, annunciata dal titolo stesso, è però la possibilità di prendere il controllo diretto del protagonista, in grado di trasformarsi in Drago. Tramite una visuale da third person shooter aereo, potremo quindi impegnarci attivamente per determinare le sorti della battaglia, utilizzando il bullet time per schivare i proiettili nemici ed al contempo vomitando sfere di fuoco per supportare l'assalto delle nostre unità. Il compito sembra arduo, tanto da richiedere un'ottima prontezza di riflessi: nel caso venissimo abbattuti, dovremmo attendere qualche minuto prima del respawn. Non ci sono però tempi morti, perchè nelle fasi fra un assalto e l'altro potremmo comunque gestire i nostri soldati.
Notevole è infatti anche la componente di sviluppo del proprio contingente bellico: ogni unità disporrà di un proprio ramo tecnologico, e molte abilità potranno cambiare notevolmente l'approccio agli scontri. Dragon Commander sembra insomma puntare molto su questa sua duplicità, rendendo indispensabile sia un accurato controllo del proprio contingente che un puntuale intervento in prima persona. Come la prenderanno i puristi?
Anche il nostro drago personale può essere potenziato: si può equipaggiare, ad esempio, un jetpack sul dorso, che consente maggiore agilità nello schivare i proiettili nemici e permette di colpire più velocemente. Avrete anche capito che Dragon Commander non propone un fantasy molto classico: anzi, tutte le unità e le architetture delle navi volanti sottolineano prepotentemente la compresenza di magia e tecnologia, in una commistione dal sapore particolarissimo.
Dal punto di vista strategico e tattico, Dragon Commander si basa sul classico sistema "carta, forbice, sasso", già sfruttato da molti strategici disponibili sul mercato. In pratica ogni tipologia di unità si rapporta con le altre secondo una fitta rete di debolezze e priorità, in modo che il giocatore debba sfruttare le giuste tipologie di soldati per contenere gli avversari. Il giocatore deve quindi usare con criterio ciò che ha disposizione.

Una volta distrutta la base nemica che fluttuava sui celi della nazione nanica, otteniamo la vittoria e la sottomissione dei mezz'uomini barbuti, ritornando automaticamente alla fase gestionale. Tornati a bordo della nostra ammiraglia ci viene offerta in moglie la figlia del re dei nani in segno di sottomissione. L'eventuale sposalizio porterebbe al contempo vantaggi e svantaggi: se da una parte garantirci il favore dei nani ci permetterà di placare l'animo di una popolazione potenzialmente rivoltosa, gli elfi si sentirebbero offesi dal fatto che abbiamo scelto un'altra sposa. Si percepisce dunque che i ragazzi di Larian Studios hanno intenzione di implementare una forte componente diplomatica, in un titolo dove ciascuna decisione influenzerà non poco i risultati ottenuti nella parte strategica. Ottimo, da questo punto di vista, anche il lavoro di caratterizzazione: già da questa prematura versione alpha traspare il background e l'identità culturale di ciascuna delle sei nazioni che incontreremo nel corso della campagna, e nonostante ogni decisione abbia un suo certo peso, Dragon Commander non rinuncia al tipico humor che la casa di sviluppo considera un marchio di fabbrica dei suoi titoli. Interessanti e in qualche modo "coraggiose" anche le tematiche affrontate: oltre al sottofondo religioso, di una religione monoteista che vuole imporsi sul vivace politeismo dei Sette Dei, troviamo accenni al razzismo, ed al brutale trattamento riservato alle minoranze ed alle alterità culturali e sessuali.
Ciò che non ci ha colpito particolarmente è però il sistema a risposta multipla che, almeno per ora, si riduce solo ad un paio di scelte: in impianto un po' troppo "manicheo", che poco merito rende alla pluralità delle conseguenze a cui potremmo andare incontro con le nostre scelte. Anche la parte strategica ci lascia un po' dubbiosi: Dragon Commander sembra piuttosto concentrato sulla fase Action. Tuttavia preferiamo aspettare una versione più aggiornata per testare a fondo quest'aspetto di Dragon Commander e siamo fiduciosi che le incertezze riscontrate si possano tranquillamente risolvere nelle prossime fasi di programmazione.
Abbiamo potuto avere anche un assaggio anche della modalità multiplayer pensata per questo titolo, ma non abbiamo trovato nulla di particolarmente rilevante da segnalare: si tratta del classico scontro tra (quattro) giocatori dove ciascuno deve annichilire l'avversario nel più breve tempo possibile. Ci auguriamo che i ragazzi di Larian Studios abbiano qualche asso nella manica, perchè Dragon Commander, a fronte di diversi interessanti aspetti nel single player potrebbe risultare un po' spuntato sul fronte multigiocatore. Del resto molto del carattere del titolo sembra proprio dipendere dalle fasi a turni preparatorie, legate anche ad un certo sviluppo "narrativo" che da il meglio di se nelle modalità per giocatore singolo o cooperative. Confermata di fatto la possibilità di giocare l'intera campagna in Co-Op.

TECNICHE RIVELLIANE

Dragon Commander si avvale dello stesso motore grafico proprietario utilizzato per lo sviluppo di Divinity: Original Sin, che abbiamo potuto osservare a fondo in occasione della dimostrazione. Nella parte gestionale la telecamera si muove tra gli interni della nave e primi piani dei personaggi. Seppur non dimostrando un livello qualitativo di eccellenza gli ambienti risultano ben realizzati e vantano texture in alta definizione ed effetti di distorsione dati dai vetri degli oblò che danno sull'esterno della nave. Buona quindi la "statura tecnica" del titolo, anche per gli interni, che propongono stanze ben decorate, ricche di dettagli, solide insomma dal punto di vista della caratterizzazione visiva. Abbiamo qualche dubbio invece sulla realizzazione dei personaggi; in particolare per le espressioni facciali risultano troppo plastiche, tanto che gli NPC appaiono attori piuttosto apatici in un contesto fantapolitico dove simpatie ed antipatie sono all'ordine del giorno.
Per ciò che concerne la parte strategica, le mappe risultano ben realizzate e le battaglie nei cieli risultano in ultima analisi spettacolari, grazie anche ad un uso vivace di colori che vivacizza il variopinto mondo di Rivellion. Qualche incertezza traspare sui terreni della mappa di gioco che risultano forse un po' troppo spogli: non si scorgono villaggi o città in lontananza, lasciandoci l'impressione di trovarci di fronte ad un paesaggio desolato costituito da montagne e verdi valli immacolate. Il brivido di uno scontro aereo non deve sfociare in una visione d'insieme un po' povera, ed i ragazzi di Larian Studios dovranno impegnarsi per caratterizzare anche i terreni inquadrati in lontananza.

Divinity: Dragon Commander Da quello che abbiamo potuto vedere Dragon Commander è un prodotto valido, che merita un'occhiata da parte degli appassionati di strategici in tempo reale dalle forti connotazioni fantasy. Ciò che ci ha colpito di più è stata la fase diplomatica, che promette risvolti inaspettati a fronte delle scelte fatte nel corso della campagna, anche se il sistema di risposta multipla è da approfondire. Come la sua controparte ruolistica (Original Sin) il titolo disporrà di un buon motore grafico, performante e scalabile, e, seppur non a fronte di una realizzazione tecnica da tripla A, Dragon Commander ha i numeri per poter competere con i concorrenti più agguerriti del mercato. Resta per da vedere quale sia la priorità accordata alle fasi da Third Person Shooter: come accade in Anomaly: Warzone Earth, scendere direttamente in campo può essere un gradevole diversivo, ma per un titolo che caratterizza così bene le fasi diplomatiche, dovrebbe essere forse la componente strategia quella principale e più curata. Di certo la varietà non mancherà a questa “fantasia” di Larian Studio, come non gli manca il coraggio di uscire dai soliti schemi. Vi ricordiamo che l’uscita di Dragon Commander è prevista per il primo quadrimestre del 2013 in esclusiva PC. A Colonia torneremo a volare nei cieli di Rivellion: restate con noi.

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